William Bonin

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di WILLIAM BONIN.

William Bonin

William Bonin nacque l’8 gennaio del 1947 e morì il 23 febbraio del 1996. Noto alle cronache come il Freeway Killer (non è l’unico serial killer identificato con tale appellativo), è stato un serial killer americano che ha commesso atti di stupro, tortura e omicidio. Assassinò almeno 21 persone tra il 1979 e il 1980 in California meridionale.

Dovete sapere che durante il processo, il procuratore lo definì come “la persona più malvagia che sia mai esistita“.

Chi era William Bonin

Nacque nel Connecticut ed era il secondo di tre fratelli. I suoi genitori erano degli alcolisti e il padre un violento. Durante la fanciullezza, lui e i suoi fratelli erano molto trascurati dai loro genitori e quindi venivano spesso sfamati e vestiti dai vicini. A volte venivano affidati al nonno, un molestatore sessuale che abusò di loro.

Nel 1953, i tre fratelli finirono in un orfanotrofio conosciuto per disciplinare severamente i bambini. Infatti, le punizioni erano inflitte con gravi percosse e addirittura con il quasi annegamento in lavandini colmi d’acqua. William Bonin rimase in orfanotrofio fino ai 9 anni, quando tornò a vivere con i genitori nella città di Mansfield.

Arrestato a soli 10 anni per furto di targhe, William Bonin finì in un centro di detenzione minorile. Anche lì l’orrore, infatti, diverse persone abusarono di lui sia fisicamente sia sessualmente.

Tornato in libertà, andò a vivere con la famiglia in California. Poco tempo dopo suo padre morì di cirrosi al fegato. Qui, il futuro serial killer divenne noto per furti, rapine e atti di molestie sessuali.

Poco dopo essersi diplomato, sotto pressione della madre che individuava in lui una spiccata omosessualità, si fidanzò con una ragazza e poi partì per il Vietnam, dove prese anche una medaglia al merito.

Gli abusi di William Bonin

Il 17 novembre del 1968, quando aveva 21 anni, William Bonin commise un abuso sessuale su un giovane. Poi ne susseguirono altri 4 e le vittime avevano tra i 12 e i 18 anni. Le vittime degli abusi erano sottoposte a sodomia, fellatio, randellate e strizzate dei testicoli.

Arrestato nel 1969 per abusi sessuali, si dichiarò colpevole di molestie e copulazione forzata orale. Lo condannarono e lo rinchiusero in un ospedale statale come molestatore mentalmente disordinato e considerato suscettibile. Rimase nell’ospedale per due anni, finché lo mandarono in prigione a causa delle ripetute attività sessuali con altri detenuti maschi. Lo rilasceranno l’11 giugno del 1974.

Era l’8 settembre del 1974, quando William Bonin incontrò un quattordicenne che faceva autostop e lo fece salire nel proprio veicolo con la scusa di accompagnarlo. Subito dopo gli puntò una pistola e lo costrinse a denudarsi, poi lo picchiò e lo violentò. Il giovane lo denuncerà e il folle amante della sodomia sarà condannato a scontare da uno a quindici anni di carcere. Uscirà di nuovo a ottobre del 1978.

Un incontro particolare per William Bonin

Al suo rilascio, William Bonin si trasferì in un complesso residenziale nel Kingswood Village nella contea sudorientale di Los Angeles e presto trovò lavoro come autista di camion. Si creò una buona reputazione come individuo socievole nel quartiere e iniziò a frequentare una donna. 

Poco dopo essersi trasferito nel complesso residenziale, conobbe un vicino di 43 anni che si chiamava Everett Fraser. William Bonin divenne un frequentatore abituale delle frequenti feste che Fraser teneva nel suo appartamento e in una di queste conobbe un ventunenne di nome Vernon Butts e un diciottenne di nome Gregory Miley.

Vernon Butts era un operaio di porcellane e un mago part-time che aveva il fascino per l’occultismo. Costui affermò in seguito di essere stato sia affascinato sia terrorizzato da Bonin e ammise di provare una grande gioia nel vedere come abusava e torturava le vittime. Gregoru Miley era invece un analfabeta che partecipò attivamente ad alcuni omicidi del serial killer.

Il serial killer William Bonin

Generalmente il serial killer uccideva giovani autostoppisti maschi, scolaretti e a volte dei gigolò. Le vittime (sempre tra i 12 ed i 19 anni) venivano fatte salire sul suo furgone e venivano bloccate con manette oppure delle corde. Dopo abusava di loro sessualmente e li picchiava sul viso, la testa e i genitali. Dopo averli torturati, li strangolava con le loro magliette, sebbene alcune vittime siano state pugnalate o picchiate a morte. Costrinse una vittima a bere dell’acido cloridrico.

Al fine di ridurre al minimo le possibilità che una vittima fuggisse dal suo veicolo, William Bonin rimosse tutte le maniglie interne dalle portiere del passeggero e quelle posteriori del suo furgone. Inoltre sistemò manette, corde, coltelli, attrezzi domestici e altri strumenti per facilitare la tortura all’interno del furgone.

Le vittime venivano generalmente uccise nel furgone e poi i corpi abbandonati sulle varie autostrade della California del sud. Da qui nacque il soprannome di Freeway killer. In almeno 12 omicidi, il serial killer William Bonin fu aiutato dai suoi complici.

William Bonin

La fine del serial killer

Dal 2 giugno del 1980 iniziò una sorveglianza su William Bonin, sospettato di essere il Freeway killer. Dopo 9 giorni di sorveglianza, la polizia lo ha seguito mentre guidava per Hollywood, tentando senza successo di attirare 5 adolescenti separati nel suo furgone, prima di riuscirci con uno.

La polizia lo seguì finché il suo furgone parcheggiò in un desolato parcheggio vicino alla Hollywood Freeway. Dopo aver udito urla e rumori provenienti dall’interno del furgone, gli agenti irruppero e scoprirono che aveva ammanettato e legato il giovane.

Nel furgone, gli investigatori scoprirono numerosi artefatti che attestano la sua colpevolezza negli omicidi del Freeway Killer. Questi articoli includevano vari dispositivi di contenimento tra cui delle corde di nylon, un assortimento di coltelli, un ferro da stiro e utensili domestici come pinze e appendiabiti. All’interno del vano portaoggetti, gli investigatori hanno anche scoperto un album di ritagli di giornale relativi agli omicidi. Ovviamente non mancavano le tracce di sangue.

Dopo essere stato condannato per 21 omicidi (anche se probabilmente erano molti di più), rimase in carcere fin quando il 23 febbraio del 1996 lo giustiziarono con un’iniezione letale nella camera a gas del carcere statale di San Quintino. È stato il primo a essere giustiziato con un’iniezione letale nella storia della California, e la sua esecuzione è avvenuta 14 anni dopo la sua prima condanna a morte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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