Vedova nera

La VEDOVA NERA (Latrodectus mactans) è un ragno appartenente alla famiglia delle Theridiidae e al genere Latrodectus. Questo tipo di ragno, che adesso approfondiremo più accuratamente, è sicuramente il più celebre in film horror e romanzi ed è considerato uno dei ragni più velenosi al mondo.

Vedova nera

Caratteristiche della Vedova nera

La Vedova nera femmina è di colore nero ed ha una macchia rossa sull’addome, la cui forma ricorda generalmente una clessidra, ma spesso sono diverse per forma, numero e posizione. Le dimensioni di questo temibile ragno, il cui morso potrebbe condurre alla morte, variano dagli 8 ai 40 mm e il peso è all’incirca di un grammo.

Questo tipo di ragno ha generalmente una vita piuttosto sedentaria, in quanto quando trova un rifugio e crea una tana, non l’abbandona più. La specie più pericolosa e letale di Vedova nera si trova in Nord America; mentre in Italia ne abbiamo una specie molto meno pericolosa di quella americana e raramente mortale. La Vedova nera popola gli ambienti più vari, ma predilige i climi caldi e secchi.

Di questo pericoloso e terrificante ragno, ci sono anche gli esemplari di sesso maschile, sebbene abbiano delle caratteristiche un po’ diverse. Il maschio di Vedova nera è generalmente più piccolo della femmina e anche la colorazione è spesso diversa (in base alla specie d’appartenenza li possiamo trovare di colore nero, marrone, molto spesso arancione ed altri). I maschi non sono velenosi e comunque non possono mettere a rischio la vita di un essere umano.

Comportamento della Vedova nera

La Vedova nera vive soprattutto di notte, perché il giorno rimane celata nella propria tana o anche sotto una pietra. Essendo una letale predatrice, si nutre prevalentemente d’insetti o altri aracnidi.

Cattura le proprie prede tramite la ragnatela che tesse all’ingresso della tana. Una volta che la sfortunata vittima è finita nella sua trappola e non ha più alcuna possibilità di muoversi, gli inietta il veleno. Ha inoltre la capacità di lanciare a breve distanza la propria tela grazie a un quarto paio di zampe; tale abilità può essere usata sia per intrappolare meglio le prede sia per difendersi da predatori di piccola taglia.

Il nome di Vedova nera, sembra che derivi dal fatto che dopo l’accoppiamento, le femmina di questa specie talvolta uccide e divora il maschio, praticando atti di cannibalismo.

La gestazione della femmina ha la durata di circa un mese, durante il quale si nutre molto più del solito. Una volta deposte le uova, che possono superare il centinaio, le racchiude in un contenitore a forma di goccia fatto con la sua tela, lo appende e lo protegge fino alla schiusa che avviene dopo circa 20 giorni. I piccoli resteranno aggregati fino alla loro prima muta, dopo la quale si possono verificare atti di cannibalismo. Crescendo le femmine cambieranno spesso colorazione, mentre quella del maschio resterà quasi immutata.

Pericolosità della Vedova nera

Come abbiamo già anticipato nell’incipit dell’articolo, la Vedova nera è senz’altro considerata uno dei ragni più pericolosi sul nostro pianeta. Se il fato ci è negativo e per puro caso importuniamo questo pericoloso esserino, magari finendo per puro caso vicino alla sua tana, ella potrebbe attaccarci mordendo e iniettando una quantità molto piccola di veleno. Pensate che un solo morso, sebbene in rari casi, potrebbe riscontrarsi mortale.

Il morso della Vedova nera non è eccessivamente doloroso, sebbene il veleno agisca con molta rapidità; provocando inizialmente un intorpidimento nella parte morsa e poi rigidità muscolaresudorazionecefaleanausea, intenso dolore addominale, difficoltà respiratorievertigini e aumento della temperatura corporea.

In caso si venga morsi dalla temibile Vedova nera, si consiglia di mettere del ghiaccio sul punto morso, così da allietare il dolore. Tuttavia, è necessaria la somministrazione di un antidoto.

Prima di somministrare l’antidoto al paziente, è opportuno valutare il grado di avvelenamento, giacché non sempre viene inoculata una quantità di veleno tale da portare alla comparsa di complicazioni gravi.

Oltre all’eventuale somministrazione dell’antidoto, al paziente vanno somministrati dei farmaci miorilassanti contro gli spasmi muscolari, farmaci analgesici per contenere il dolore e il supporto respiratorio con ossigeno in caso di difficoltà respiratorie.

 

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