Unabomber

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di THEODORE KACZYNSKI noto come UNABOMBER.

Unabomber

Theodore Kaczynski, noto anche come Unabomber, nato a Chicago il 22 maggio del 1942, è un criminale, matematico, ex docente universitario e terrorista statunitense. Fu condannato per aver inviato pacchi postali esplosivi a numerose persone, durante un periodo di quasi diciotto anni, provocando tre morti e 23 feriti. Giustificò i suoi atti come tentativi di combattere contro quelli che lui considerava i pericoli del progresso tecnologico. Presso l’Università del Michigan, la cosiddetta Labadie Collection raccoglie la corrispondenza intercorsa tra Kaczynski ed altre 400 persone dal momento del suo arresto, avvenuto nell’aprile del 1996, in poi. Sono disponibili anche alcune delle sue risposte, documenti legali, articoli e pubblicazioni, ma i nomi dei corrispondenti rimarranno segreti fino al 2049. Fu quindi un pericolosissimo serial killer.

Il genio di Kaczynski:

Un test che svolse all’età di 10-11 anni determinò che il suo quoziente intellettivo era di 165-170. Grazie a questo risultato gli fu permesso di saltare all’anno successivo di scuola. Fu un evento chiave della sua vita. Non si trovava bene con i bambini più grandi ed era vittima di bullismo e offese. 

Alle scuole superiori trovò il programma di matematica troppo semplice, così fu spostato in una classe di matematica di livello più avanzato. Kaczynski imparò presto, e saltò l’undicesima classe. Terminò il liceo con due anni di anticipo.

Fu incoraggiato ad iscriversi ad Harvard e nel 1958 fu immatricolato, a soli 16 anni. Ad Harvard risultò il migliore del suo corso con una valutazione pari al 98,9%. Partecipò anche ad uno studio sulla personalità durato diversi anni, indetto dal dottor Henry Murray e su alcuni test c’era la supervisione della CIA.

Si laureò ad Harvard nel 1962 e successivamente frequentò la University of Michigan, dove ottenne un master e il Ph.D. in matematica con una tesi dal titolo “Funzioni limitate“. Risolse in meno di un anno un problema di matematica non risolto di uno dei suoi professori alla Michigan, che più avanti disse “Non è abbastanza dire che fosse intelligente.”

Un ex professore di matematica commentò la sua tesi dicendo “Credo che forse 10 o 12 persone nel paese la capissero e la potessero apprezzare.”

Kaczynski divenne un assistant professor di matematica alla Berkeley nel 1967 e si dimise dall’incarico senza spiegazioni nel 1969, a 26 anni. Nell’estate del 1969 si trasferì nella piccola casa dei genitori in Illinois. Due anni dopo si trasferì in una capanna a Lincoln (Montana), dove viveva con pochi soldi e senza elettricità ed acqua corrente, nutrendosi tramite la caccia.

Unabomber

Theodore Kaczynski da giovane.

La prima bomba e l’inizio della follia:

La prima bomba fu spedita per posta verso la fine del maggio 1978 al professor Buckley Crist della Northwestern University. Il pacco fu trovato in un parcheggio della University of Illinois a Chicago, con l’indirizzo del professore come mittente. Il pacco fu rimandato al professore, il quale non riconobbe la sua calligrafia e s’insospettì. Così contattò un agente di polizia che quando aprì il pacco, esplose. Riportò delle ferite lievi, questo perché la bomba era stata preparata in modo rudimentale.

L’ordigno, un tubo bomba, era stato fabbricato con piccoli pezzi di metallo che sarebbero provenuti da un’officina domestica. Il componente principale era un pezzo di un tubo di metallo che conteneva polvere da sparo ed era chiuso con pezzi di legno. La maggior parte delle bombe costruite in quel modo sono solitamente chiuse da pezzi di metallo, facilmente acquistabili in un qualsiasi ferramenta. I pezzi di legno non hanno abbastanza resistenza per contenere una forte pressione all’interno del tubo, e questo causò la scarsa efficacia dell’ordigno. Il rudimentale detonatore consisteva in un chiodo messo in tensione con bande elastiche, che avrebbero dovuto poi incendiare sei micce.

Le altre bombe:

L’attentato iniziale fu seguito da bombe inviate a comandanti aerei, e nel 1979 una bomba fu piazzata nella stiva del volo 444 della American Airlines, che faceva la tratta Chicago-Washington. L’ordigno iniziò a emettere fumo, costringendo il pilota ad un atterraggio di emergenza. Solo un timer difettoso impedì alla bomba di esplodere. Le autorità successivamente dichiararono che possedeva abbastanza potenza da distruggere l’aereo.

Dato che il piazzare bombe sugli aerei è un crimine federale negli Stati Uniti, l’FBI fu coinvolta nel caso. Nel 1980, l’agente John Douglas che lavorava nell’unità analisi comportamentale della FBI elaborò un profilo psicologico del criminale, che descrisse come un uomo con intelligenza superiore alla media con connessioni all’ambiente accademico. Un numero di telefono speciale (1-800-701-BOMB) fu organizzato dalla UNABOM Task Force per ricevere ogni chiamata relativa all’indagine, con una ricompensa da un milione di dollari per chiunque fornisse informazioni determinanti per la cattura di Unabomber.

Unabomber

Una riproduzione fatta dall’FBI di una delle bombe create da Unabomber in esposizione al Newseum a Washington, D.C.

In tutto, 16 ordigni, che ferirono 23 persone e ne uccisero tre, furono attribuiti a Unabomber. Mentre i tipi di ordigno variarono molto nel corso degli anni, tutti tranne i primi contenevano la sigla “FC”(Freedom Club). Una delle tattiche utilizzate da Kaczynski era lasciare falsi indizi in ogni bomba. Li rendeva poi difficili da trovare, così da far credere agli investigatori di avere un indizio.

Le lettere di Unabomber:

Nel 1995, Unabomber spedì diverse lettere, alcune di queste alle sue vittime, dichiarando i suoi obiettivi e chiedendo che il suo documento scritto in 35000 parole, La Società Industriale e il Suo Futuro, fosse stampato inalterato da uno dei principali giornali o riviste; dichiarò che avrebbe quindi terminato i suoi attacchi terroristici. Ci furono grandi controversie sull’opportunità di cedere al ricatto.

Un’altra lettera contenente minacce di altri attentati fu inviata, e il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ne raccomandò la pubblicazione al fine di evitare ulteriori minacce alla sicurezza. Il manifesto fu quindi pubblicato dal The New York Times e dal The Washington Post il 19 settembre 1995, con la speranza che qualcuno potesse riconoscere il tipo di scrittura.

Lungo tutto il manoscritto, redatto con una macchina da scrivere senza possibilità di corsivo, Kaczynski scrisse in maiuscolo diverse parole al fine di evidenziarne il significato. Si riferì a sé stesso come “noi” o “FC” (Freedom Club), nonostante sembrasse aver agito da solo. È stato anche evidenziato che la scrittura di Kaczynski, nonostante alcune parole composte non esistenti, è virtualmente priva di errori di grammatica o di ortografia, a dispetto dell’uso di una macchina da scrivere senza strumenti di correzione di nessun genere.

Unabomber

Identikit di Unabomber

La Società industriale ed il Suo Futuro si apre con l’affermazione di Unabomber che “la rivoluzione industriale e le sue conseguenze sono state disastrose per la razza umana.

I primi sospetti e la caccia all’uomo:

Prima della pubblicazione del manifesto, il fratello di Theodore Kaczynski, David Kaczynski, era stato spinto da sua moglie a sospettare che suo fratello fosse Unabomber. David era inizialmente riluttante, ma a poco a poco iniziò a prendere più sul serio questa possibilità dopo aver letto il manifesto una settimana dopo la sua pubblicazione, nel settembre 1995. David cercò tra i vecchi documenti di famiglia e trovò lettere risalenti agli anni ’70 scritte dal fratello e inviate a vari quotidiani che contenevano proteste contro gli abusi della tecnologia e che contenevano espressioni simili a quelle usate nel manifesto di Unabomber.

Dopo la pubblicazione del manifesto, l’FBI ricevette più di mille telefonate al giorno per mesi per l’offerta di un milione di dollari riservata a chi avesse fornito informazioni relative all’identità di Unabomber. C’era anche un gran numero di lettere spedite alla UNABOM Task Force che dicevano di essere di Unabomber. Mentre l’FBI era occupata con altre piste, David Kaczynski assunse l’investigatrice privata Susan Swanson di Chicago per investigare discretamente sulle attività del fratello. I fratelli Kaczynski si erano separati nel 1990, e David non aveva visto Ted per dieci anni. David successivamente assunse il funzionario Tony Bisceglie, di Washington, D.C. per organizzare le prove raccolte dalla Swanson e contattare l’FBI, data la difficoltà nel catturare l’attenzione dell’FBI stessa durante l’indagine.

La cattura di Unabomber:

All’inizio del 1996, un ex negoziatore dell’FBI fu contattato da Tony Bisceglie. Bisceglie gli chiese di confrontare il manifesto con le lettere che David aveva ricevuto da suo fratello. Nel febbraio 1996, Bisceglie consegnò all’FBI una copia del saggio scritto nel 1971 da Ted Kaczynski. Alla base della UNABOM Task Force a San Francisco, l’Agente Supervisore Joel Moss riconobbe immediatamente le somiglianze tra il manifesto ed il saggio. David tentò di rimanere anonimo ma fu identificato comunque, ed entro pochi giorni una squadra dell’FBI fu inviata ad intervistare David e sua moglie insieme a Bisceglie a Washington, D.C. In questo incontro e durante i seguenti, David procurò le lettere scritte da suo fratello nei loro involucri originali, così la stampa della data sul francobollo permise una miglior ricostruzione della cronologia delle attività di Ted Kaczynski da parte della Task Force.

Unabomber fu arrestato il 3 aprile 1996 nella sua capanna isolata fuori Lincoln, nel Montana. Fu trovato in uno stato molto trascurato. Tra le prove trovate nella capanna vi erano una bomba e gli originali del manifesto. Unabomberè stato l’obiettivo di una delle indagini più onerose nella storia dell’FBI.

Unabomber la capanna

La capanna di Kaczynski fu rimossa dal luogo in cui si trovava ed è adesso esposta al Newseum a Washington.

Kaczynski sta scontando l’ergastolo senza possibilità di appello. È un prolifico scrittore in prigione; scrisse una lettera in cui criticò una recensione di un libro scritta da István Deák; la lettera fu poi pubblicata sul New York Review of Books.

 

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