Torture della Santa Inquisizione

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In questo articolo di HorrorVertolli affronteremo il tema delle torture, in particolare quello delle TORTURE DELLA SANTA INQUISIZIONE.

Torture della Santa Inquisizione

Prima di analizzare le più tremende torture della Santa Inquisizione, iniziamo col dire che l’Inquisizione era l’istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica per indagare, mediante un apposito tribunale, i sostenitori di teorie considerate contrarie all’ortodossia cattolica (le cosiddette eresie).

L’Inquisizione si propose, nel corso della sua lunga esistenza, di perseguire soprattutto gli eretici, ossia coloro che «dogmatizzano contro la fede cristiana e generalmente contro la religione», nella sua fase matura coinvolse, pur essendo di giurisdizione ecclesiastica, anche il potere civile, dal momento che i regnanti considerarono generalmente la religione «come il primo bene de’ popoli e come eziandio il più forte baluardo della pubblica sicurezza», collaborando con i poteri ecclesiastici alla repressione delle eresie, «sempre infeste all’altare insieme ed al trono».

L’autorità dell’Inquisizione, in materia di fede, si estendeva «sopra qualunque persona di qualunque grado, condizione e dignità, ossia vescovi, magistrati, comunità, né vi ha privilegio personale o locale ch’esenti dalla di lui giurisdizione»: i magistrati e i giudici erano tenuti ad eseguire i suoi decreti, sotto pena di scomunica.

Detto ciò, andiamo a scoprire alcune terribili torture della Santa Inquisizione che venivano eseguite ai danni dei malcapitati:

La Culla di Giuda

Con la Culla di Giuda, il torturato veniva tenuto sospeso al di sopra di un cavalletto dalla punta acuminata e attraverso un sistema di corde veniva mosso in modo che la punta penetrasse nei genitali o nell’ano. La punizione non consisteva nella morte del soggetto, ma a una sua sofferenza atroce. Il condannato era tenuto in una situazione costante di veglia e nel caso si fosse addormentato, un individuo agiva sulle corde.

Morte sul rogo

La morte sul rogo è una forma di condanna capitale, utilizzata nei secoli passati in tutto il mondo e applicata soprattutto ai condannati per stregoneriaeresia sodomia.

La sedia delle streghe

Chiamata anche “sedia inquisitoria”, serviva per obbligare a confessare quelle donne che dimostravano una forte resistenza al dolore. La presunta strega veniva fatta sedere su una sedia dalla quale uscivano chiodi e spunzoni, veniva immobilizzata con manette o blocchi e costretta a sedersi sugli aculei. Solitamente si utilizzava questa torture quando si era in presenza di alti prelati o di processi su larga scala, quando era necessario che gli accusati confessassero nel più breve tempo possibile. Venne utilizzata nei secoli XVI e XVII per le donne accusate di stregoneria.

Tortura del topo

Questa di cui sto per parlare, la ritengo una delle torture più tremende. In pratica un topo vivo veniva inserito nella vagina o nell’ano con la testa rivolta verso gli organi interni della vittima e spesso, l’apertura veniva cucita. Il topo, cercando affannosamente una via d’uscita, graffiava e rodeva le carni e gli organi della vittima.

La sega

Stiamo parlando di una delle terribili torture della Santa Inquisizione, dove il condannato veniva appeso a testa in giù con le gambe divaricate e con una sega veniva tagliato in 2 verticalmente. Veniva tenuto a testa in giù affinché il dissanguamento fosse più lento e perché il maggior afflusso di sangue al cervello acuisse la sensibilità al dolore. Si narra che in molti restassero coscienti fino a che la sega arrivasse al cranio.

La pera

Un’altra delle torture della Santa Inquisizione era quella della Pera, dove al condannato inserivano in una delle cavità uno strumento a forma di pera che poi veniva aperto e l’interno della cavità ne risultava orrendamente mutilato, spesso mortalmente. Questa era una pena riservata alle donne accusate di avere avuto rapporti sessuali con il Maligno.

Lo schiaccia testa

Questa tortura consisteva in una sorta di elmetto che si restringeva, facendo scivolare gli occhi fuori dalle orbite e schiacciando il cranio. Papa Borgia lo utilizzò contro alcuni prelati sovversivi.

La Vergine di Norimberga

La Vergine di Norimberga era uno strumento di tortura (utilizzato in Germania) che esternamente presentava le fattezze di una fanciulla, ma all’interno c’erano aghi acuminati che trafiggevano il corpo del condannato su tutto il corpo ma non in organi vitali, quindi la vittima finiva col morire attraverso una lunga e atroce agonia.

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