Torture cinesi

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In questo articolo di HorrorVertolli affronteremo il tema delle torture, in particolare quello delle TORTURE CINESI.

Torture cinesi

Se le storie di fantasmi terrorizzano, i film horror mettono angoscia ed i serial killer ti mettono in apprensione, sicuramente le torture ti lasciano senza fiato. Adesso andiamo a scoprire alcune torture cinesi molto celebri:

Tortura degli aghi

Questo atroce metodo di tortura cinese consiste nell’infilzare degli aghi d’acciaio di circa dieci centimetri nel collo, la schiena, il petto e altre parti molto sensibili del corpo umano. Alcuni di questi aghi vengono spinti così in profondità che diventa poi molto difficile tirarli fuori. Il dolore che provoca la tortura degli aghi è davvero atroce. Questa pratica consiste anche nell’infilare gli aghi o dei bastoncini di bambù nelle unghie, così da creare un dolore indescrivibile. Questa tortura viene spesso adottata per estorcere delle informazioni.

Lingchi

Il Lingchi, traducibile come processo lento o morte dai mille tagli, era una forma di esecuzione usata in Cina a partire dal 900 d.C. fino alla sua abolizione nel 1905. La possiamo sicuramente definire come una delle più atroci torture cinesi. Il termine deriva dalla descrizione di una lenta scalata montana. In questo tipo di esecuzione il condannato veniva ucciso utilizzando un coltello con il quale si asportavano metodicamente parti del corpo per un lungo periodo di tempo.

In questa terribile tortura cinese il condannato veniva legato a un palo di legno, dove iniziavano ad asportargli il tessuto in maniera varia, in quanto non vi era una modalità prevista dalla legge. In tempi successivi veniva somministrato dell’oppio come atto di misericordia o per prevenire lo svenimento.

Questa tortura cinese si sviluppava su 3 livelli: come pubblica umiliazione, come una forma di morte lenta e come una punizione dopo la morte. Questo metodo di esecuzione divenne una sorta di simbolo della Cina tra alcuni occidentali. 

In genere il Lingchi consisteva in tagli sulle braccia, le gambe e il torace, amputazione degli arti e per finire con la decapitazione o una pugnalata al cuore. Se il reato era meno grave e il carnefice era misericordioso, il primo taglio avveniva alla gola, così da causarne subito la morte, e i successivi servivano esclusivamente a smembrare il cadavere.

La panca della tigre

In questa tortura cinese la vittima si siede su una piccola panca di ferro alta circa 20 centimetri, dove le ginocchia sono legate saldamente alla panca, le mani dietro alla schiena o a volte appoggiate alle ginocchia. La vittima sta con la schiena diritta senza poter fare alcun movimento e delle guardie la obbligano a stare ferma. Normalmente sono inseriti oggetti duri sotto le gambe o le caviglie per intensificare il dolore.

Tortura della goccia cinese

La tortura della goccia cinese consiste in gocce d’acqua che vengono fatte cadere ripetutamente sulla fronte della vittima, causandone la perforazione del cranio o comunque un forte disagio psicofisico. La claustrofobia aumenterebbe l’effetto di questa terrificante e famosissima tortura cinese.

La goccia di acqua che cade ritmicamente, inoltre, impedirebbe al prigioniero di rilassarsi e di dormire e a lungo andare raffredda l’organismo. La posizione forzata causa problemi di circolazione e dolori muscolari, mentre l’acqua fredda provoca forti brividi.

La combinazione di questi elementi può provocare, a lungo andare, la morte del soggetto sottoposto alla tortura della goccia.

Raschiamento della pelle

Tra le peggiori torture cinesi troviamo quella del raschiamento della pelle. Questa tortura cinese è stata inventata da Zhu Yuanzhang (il primo imperatore della dinastia Ming) e vede come principale elemento dell’acqua bollente. Durante quest’atroce tortura la vittima veniva spogliata e fatta sdraiare su una tavola di metallo, dove gli veniva versata addosso dell’acqua bollente.

Fatto ciò, l’acqua bollente ustionava il corpo della vittima e il boia usava un attrezzo di metallo con dei denti, simile a un pettine, per raschiarne via la pelle e la carne fino all’osso. Data l’atrocità della tortura, di solito la vittima moriva prima della fine della stessa.

Bollitura a morte

La bollitura a morte veniva eseguita usando un grande recipiente che veniva riempito di liquidi come acqua, olio e catrame. Il recipiente utilizzato era generalmente dotato di un gancio unito a una carrucola che serviva per tenere fermo il condannato. Come potete immaginare, la morte del condannato sopraggiungeva per le ustioni di quarto grado.

Quando non si voleva subito uccidere la vittima, ma ottenere delle informazioni oppure infliggergli una condanna meno severa, si immergeva soltanto un arto della vittima. Questa tortura venne utilizzata dapprima in Cina, ma in seguito fu utilizzata anche da altri popoli.

 

 

 

 

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