Richard Trenton Chase

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di RICHARD TRENTON CHASE.

Richard Trenton Chase

Richard Trenton Chase è stato un serial killer che nacque a Sacramento il 23 maggio 1950 e morì nel 1980. Era soprannominato con il brutale appellativo di Il vampiro di Sacramento. Il suo soprannome deriva dal fatto che fu ritenuto colpevole di sei omicidi tra il dicembre del 1977 e il gennaio del 1978, adottando metodi che includevano il vampirismo e lo squartamento. Per via del suo modus operandi, viene identificato come un serial killer disorganizzato.

Chi era Richard Trenton Chase

I suoi genitori credevano che la disciplina si potesse insegnare esclusivamente con la violenza, fatto che si ripercuoteva sul giovane Chase. Lui ne soffriva tantissimo di questa situazione, infatti inizio a soffrire di varie psicosi. In lui si manifestarono tutti quanti i sintomi della Triade di MacDonald , che sono enuresi, piromania e zoosadismo, quest’ultimo sintomo si verificava con la tortura dei gatti.

Oltretutto in età adolescenziale soffrì di una forma di impotenza e abusò di droghe e medicinali. In seguito a ciò, Chase iniziò a manifestare gravi disturbi paranoidi che furono diagnosticati come una forma di schizofrenia. Durante una crisi dichiarò ai medici che qualcuno gli aveva rubato l’arteria polmonare, che le sue ossa stavano uscendo dal corpo e che lo stomaco si stava sciogliendo.

Ormai sprofondato in uno stato ipocondriaco e convinto di essere stato avvelenato dai genitori, Chase si trasferì in un nuovo appartamento e iniziò ad effettuare pratiche di vampirismo sui conigli, squartandoli e bevendone il sangue per salvare il proprio cuore che si stava rimpicciolendo. In seguito, dopo un dentro e fuori dagli ospedali psichiatrici, gli fu diagnosticata la sindrome di Reinfeld.

Le condizioni psichiatriche di Richard Trenton Chase peggioravano con il trascorrere del tempo, divenendo sempre più pericoloso. Quando andò a vivere da solo e i genitori smisero di passargli i medicinali per la sua malattia mentale, ricominciò a torturare gli animali. Trascorrerà poco tempo, affinché compierà il suo primo omicidio.

Il serial killer Richard Trenton Chase

La sua prima vittima di Richard Trenton Chase fu Ambrose Griffin, un ingegnere di 51 anni che uccise il 27 dicembre 1977 con un colpo di fucile. Nei giorni successivi prese a vagabondare per le case del vicinato in cerca di nuove vittime. A volte entrò negli appartamenti di altri e urinò sui mobili e defecò nei cassetti.

Ha tentato di entrare nella casa di una donna due settimane più tardi, ma poiché le sue porte erano chiuse a chiave, si è allontanato. In seguito disse ai detective che aveva preso le porte chiuse a chiave come segno che non era il benvenuto, ma le porte aperte erano un invito a entrare.

Il 23 gennaio 1978 Chase si introdusse nella casa di Theresa Wallin, ventiduenne incinta di tre mesi: dopo averla uccisa con 3 colpi di fucile calibro 22, la trascinò sul letto iniziando a compiere atti di squartamentovampirismo necrofiliaLe rimosse più organi, le tagliò uno dei suoi capezzoli e bevve il suo sangue. Non appagato, ficcò le feci dei cani nella bocca del malcapitato cadavere di Theresa Wallin

Il 27 gennaio entrò in casa della 38enne Evelyn Miroth. Lì si trovò davanti, Danny Meredith, gli sparò senza pensarci due volte. Ha poi ucciso fatalmente Miroth, suo figlio di sei anni Jason, e suo nipote di 22 mesi, David Ferreira. Mutilò il cadavere di Miroth e praticò su di lui necrofilia e cannibalismo.

La fine del serial killer

Quando lo identificarono con l’aiuto di una sua ex compagna di classe, che aveva incontrato il giorno del suo primo omicidio e al recupero della cartella clinica, Richard Trenton Chase fu arrestato. Dopo alcuni mesi di dibattito sulla sua sanità mentale, il 2 gennaio 1979 si aprì il processo a Richard Trenton Chase. Il processo si concluse con una condanna a morte per l’omicidio di sei persone.

Il 26 dicembre 1980, dopo più di un anno dalla condanna (in cui gli psichiatri dell’FBI lo avevano ripetutamente interrogato nel tentativo di tracciarne un preciso profilo psicologico), il serial killer si suicidò ingerendo un’enorme quantità di farmaci antidepressivi.

Dopo aver letto questo articolo, possiamo affermare che il vampiro di Sacramento è stato davvero tra i più folli mai esistiti sul pianeta, non siete d’accordo?

 

 

 

 

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