Peter Stubbe

Per la rubrica sui Serial killer, oggi parleremo di PETER STUBBE.

Peter Stubbe

Peter Stubbe nacque a Bedburg nel 1525 ed è stato un serial killer tedesco soprannominato il lupo mannaro di Bedburg. Oltre a essere conosciuto come uno dei primi serial killer della storia, si rese anche protagonista del più famoso caso di licantropia avvenuto nel XVI secolo in Germania.

Chi era Peter Stubbe

Peter Stubbe era un agricoltore di Bedburg, una cittadina nei dintorni di Colonia, all’apparenza molto tranquillo, ma che nascondeva la sua feroce natura assassina. Nel 1565 iniziò una relazione con Katherine Trompin, una ragazza molto più giovane di lui (a quell’epoca Peter Stubbe aveva già 40 anni) e con lei ebbe due figli.

Nella sua deposizione, ottenuta mediante la tortura, raccontò di avere ricevuto dal diavolo una cintura magica (mai rintracciata), con la quale poteva trasformarsi in lupo ogni volta che la indossava. Ammise inoltre di aver praticato magia nera sin dai dodici anni e di avere frequentato assiduamente il diavolo.

Il serial killer Peter Stubbe

Cominciamo col raccontare che Peter Stubbe uccise fra il 1564 e il 1589 due donne incinte e ben 13 bambini. Uccideva le proprie vittime tagliando o mordendo la loro gola. Soltanto dopo averle uccise, trascinava il cadavere in un posto isolato per poterne bere il sangue ed estrarne le viscere con un coltello.

La sua follia era davvero sconvolgente, infatti, assassinò uno dei suoi figli spaccandogli la testa con un’ascia. Il motivo? Potere estrarre il cervello dal cranio.

L’uomo era probabilmente affetto dalla sindrome psichica oggi conosciuta come Licantropia clinica. Dovete sapere che di notte si aggirava nelle stalle per sventrare e mangiare sul posto alcuni capi di bestiame. Per molto tempo, gli abitanti della cittadina hanno creduto che un mostro si aggirasse tra le loro terre.

Agghiacciante che la compagna Katherine e la primogenita Beel siano state testimoni di numerosi omicidi di Peter Stubbe, il quale portava a casa le vittime o parti di esse e le mangiava insieme con loro.

Nell’ottobre del 1564 una dodicenne si allontanò dagli amici per curiosare in una fitta boscaglia. Incappò nel lupo mannaro di Bedburg e per lei fu la fine. Ritrovarono il suo corpo sventrato e senza cuore.

Poco tempo dopo una donna in gravidanza stava camminando lungo un sentiero di un bosco, quando il serial killer la afferrò per il collo e la morse alla gola, uccidendola. Dopo le asportò il feto e lo portò a casa per mangiarlo.

Gli omicidi proseguirono per ben 25 anni, senza che nessuno sospettasse mai del mite e gentile Peter Stubbe.

La fine del serial killer

Siamo a ottobre del 1589, quando Peter Stubbe avvista la sua prossima vittima. Il lupo mannaro di Bedburg si avvicina a un bambino e cerca di aggredirlo, ma le sue urla sono fortissime, tanto che vengono udite da molte persone nelle vicinanze. Sentendo qualcuno avvicinarsi, Peter Stubbe si nasconde nella boscaglia e inizia a ululare. Il suo intento era quello di spaventare quella gente, facendogli credere che un lupo si nascondesse lì.

Per sua sfortuna quegli uomini erano temerari e decisi a uccidere il lupo, quindi entrarono nella boscaglia armati di bastoni e si ritrovarono al cospetto del serial killer. Peter Stubbe fu catturato e poi arrestato.

Il 28 ottobre del 1589, il tribunale della cittadina lo condannò a morte ed eseguirono la sentenza il 31 ottobre del 1589. Lo sottoposero al supplizio della ruota (il condannato era legato per i polsi e le caviglie a una grande ruota e con una mazza gli venivano rotte le ossa di braccia e gambe. Talvolta al condannato poteva venire dato il colpo di grazia sullo sterno o veniva lasciato vivo per ore esposto al pubblico prima di essere ucciso.) e poi gli asportarono le varie parti del corpo con una tenaglia incandescente.

Con un’ascia gli amputarono le mani e i piedi e infine lo decapitarono. La testa di Peter Stubbe la infilzarono su un palo come monito, mentre i suoi resti vennero bruciati sul rogo.

Anche Katherine Tropin e Beel furono riconosciute complici del serial killer, così le condannarono al rogo e arse vive lo stesso giorno dell’esecuzione di Peter Stubbe.

 

 

 

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