Peter Kürten

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di PETER KÜRTEN.

Peter Kürten

Peter Kürten nacque il 26 maggio del 1883 nel Distretto di Mülheim ed è stato un serial killer tedesco soprannominato “Il vampiro di Dusseldorf“. L’uomo, affetto da vampirismo clinico (Sindrome di Renfield), commise almeno 30 omicidi, usando forbici e coltelli.

Chi era Peter Kürten

Peter Kürten inizia a mostrare segno di squilibrio già da bambino. Incredibile, ma vero, il primo omicidio lo commise alla tenera età di 9 anni. Era il 1892 e si trovava su una zattera insieme a un amichetto, quando d’improvviso si tuffò in acqua e finse di affogare. Il suo amichetto si tuffò per soccorrerlo e con diabolica freddezza, Peter Kürten lo affogò.

Ben presto fece amicizia con un vicino di casa che faceva l’accalappiacani. Era un uomo molto perverso che gli insegnò a masturbarsi e a torturare gli animali. Crebbe così in un ambiente talmente malsano e perverso che ben presto iniziò ad avere dei rapporti sessuali con gli animali.

In quel periodo scoprì un’altra sua terrificante perversione, provava più eccitante pugnalare a morte gli animali mentre aveva un rapporto sessuale con loro.

Il serial killer Peter Kürten

Siamo nel 1929 e Peter Kürten ha 46 anni quando compie il suo primo omicidio in età adulta. La vittima è una sfortunata bambina di soli 10 anni. Il vampiro di Dusseldorf era entrato in una locanda per compiere un furto, ma non aveva trovato nulla di valore, quindi la sua attenzione si era rivolta a una bambina che dormiva nel proprio letto. In preda alla sua follia, l’uomo la soffocò, le sbatté la testa contro uno spigolo del letto e la violentò. Soltanto dopo le tagliò la gola e bevve il suo sangue.

Gli omicidi del serial killer avvennero tra il 1929 e il 1930. In quel lasso di tempo compii ben 30 omicidi. Pensate che una bambina la stuprò e la pugnalò ripetutamente, poi il giorno dopo tornò sul luogo del delitto e provò orgasmi a ripetizione senza muovere un dito ma solo ripensando a ciò che aveva fatto.

Per Peter Kürten, percepire così tanto terrore e preoccupazione tra la popolazione riguardo agli omicidi era estremamente eccitante e lo faceva sentire onnipotente.

Nel 1930 due sorelle di 5 e 7 anni stavano tornando a casa da una festa paesana e il serial killer le spiava mentre si nascondeva tra gli alberi. D’un tratto si era avvicinato alle bambine e si era rivolto a quella più grande: Potresti andare a comprarmi un pacchetto di sigarette? Nel frattempo io starò attento alla tua sorellina…

La ragazzina accettò e durante la sua assenza il vampiro di Dusseldorf trascinò la più piccola tra gli alberi e le tagliò la gola. Quando l’altra bambina tornò sul posto, il serial killer la trascinò tra gli alberi e la decapitò.

L’ultimo omicidio fu quello di una ragazza. Peter Kürten la obbligò ad avere un rapporto sessuale con lui, ma la ragazza disse che avrebbe preferito morire. Così la uccise a pugnalate.

La fine del serial killer

I successivi tentativi di omicidio di Peter Kürten non andarono a buon fine, infatti, le vittime era riuscite a scamparla. Quando si accorse che le autorità fossero sulle sue tracce e che avevano messo una taglia sulla sua cattura, il serial killer disse alla moglie di chiamare la polizia, cosicché potesse ricevere il denaro e vivere anche senza il suo stipendio.

Lo arrestarono il 24 maggio del 1930 e lo condannarono a morte tramite la decapitazione che sarebbe avvenuta il 2 luglio del 1931.

Agghiaccianti le ultime parole che rivolse al boia prima di essere decapitato:

«Mi potrebbe dire se una volta che la mia testa è stata tagliata sarò ancora in grado di sentire il suono del mio sangue uscire dal ceppo del collo? Questo sarebbe il piacere di tutti i piaceri.»

 

 

 

 

 

 

 

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