Milena Quaglini

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di MILENA QUAGLINI.

Milena Quaglini

Milena Quaglini è stata una serial killer italiana, autrice di tre omicidi efferati su persone che l’avevano delusa in qualche modo o avevano tentato di abusare di lei. Milena l’assassina di uomini violenti.

Chi era Milena Quaglini:

Lei è nata nel 1957 a Mezzanino, nei pressi di Broni nell’Oltrepò pavese. Si era diplomata in ragioneria a Pavia. A 19 anni scappò di casa e prese a lavorare saltuariamente come cassiera, badante e donna delle pulizie. Milena Quaglini è stata sposata ed ebbe un figlio, tuttavia la sorte non gli fu buona. Il marito si ammalò di diabete fulminante e morì. Lei cadde in depressione e non né uscirà mai più.

Cambiò città e conobbe un uomo che sposò, Mario Fogli. Lui era una uomo ossessivo, geloso, alcolista; come mestiere guidava camion. Insieme divennero due attivisti della Lega Nord e misero al mondo due bambini. I problemi economici la condussero a separarsi dal marito e andò a vivere a Este. Lì lavorò come portinaia di una palestra.

Gli omicidi della serial killer:

Milena Quaglini era in cerca di denaro e quindi trovò lavoro come badante per Giusto Dalla Pozza, un uomo di 83 anni. Costui fece leva sulle necessità economiche della donna e le prestò 4  milioni di lire. Sembrava un gesto umanitario, ma l’uomo aveva altri interessi. Il 25 ottobre del 1995 disse alla donna che poteva restituirgli 500 mila lire al mese oppure pagarlo in natura. Lei rifiutò e lui cercò di violentarla. Fu allora che Milena Quaglini lo colpì con una lampada alla testa e lo lasciò agonizzante sul pavimento. Poi chiamò i soccorsi, ma l’uomo morì in ospedale dopo dieci giorni. Lei non fu accusata di omicidio; il caso fu archiviato come caduta accidentale.

Ritornerà in Lombardia e torna a vivere con l’ex marito. Tuttavia ricominciano le liti e lei torna ad assumere antidepressivi. Il 2 agosto del 1998 uccise il marito Mario Fogli. Aspettò che si addormentasse, poi strappò la corda di una tapparella e cercò di strangolarlo. Nacque una colluttazione prima che ci riuscì e solo dopo averlo colpito con un portagioie. Avvolgerà il cadavere nelle lenzuola, lo metterà sul balcone e poi chiamerà la polizia. Sarà arrestata e condannata a 6 anni e 8 mesi di domiciliari grazie alla semi-infermità mentale.

In seguito conobbe Angelo Porrello e ci iniziò una relazione. Quando lui un giorno la schiaffeggiò e violentò, almeno a dirsi di lei, Milena Quaglini preparò un caffè con del tranquillante e lo fece addormentare. Poi sposterà il corpo nella vasca da bagno ricolma d’acqua e lo farà affogare.

La fine della serial killer:

Milena Quaglini nascose il cadavere nella concimaia in giardino e sarà scoperto dopo due settimane, quando era già in decomposizione. Sarà arrestata e confesserà l’omicidio.

Condannata a scontare la pena nel carcere di Vigevano, riprese la passione che aveva per la pittura. Tuttavia lo sprofondamento depressivo la conduce a impiccarsi con un lenzuolo il 16 ottobre del 2001. Era ancora in vita quando la guardia carceraria si accorse del fatto, ma Milena Quaglini morirà al pronto soccorso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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