Men in Black

In ambito dell’Ufologia i MEN IN BLACK sarebbero degli agenti del governo degli Stati Uniti d’America incaricati di intimidire o ridurre al silenzio i testimoni di avvistamenti di UFO. Alcuni ufologi, secondo i quali questi uomini vestiti di nero sarebbero invece degli alieni, li chiamano anche “oscuri“. L’acronimo usato per definire questi Uomini in nero (Men in Black) è quello di MIB.

Men in Black

Origine mediatica dei Men in Black

Tutto ebbe origine con l’incidente di Maury Island, il 21 giugno del 1947. Il pescatore Harold Dahl raccontò di avere avvistato ben 6 dischi volanti nei pressi di Maury Island. Sulla barca, oltre a lui, c’era il figlio, altri due uomini e un cane. A quella visione rimasero tutti quanti a bocca aperta, quasi sconvolti. Harold Dahl era riuscito tempestivamente a scattare qualche fotografia dei velivoli alieni, almeno prima che accadesse un pericoloso misfatto. Infatti, da uno dei velivoli alieni caddero delle scorie che colpirono la sua barca, uccidendo il cane e ferendo il figlio.

Tornati a casa, ancora stentavano a crederci, erano scossi. Poi l’indomani qualcuno si presentò a casa sua e lo invitò a fare colazione insieme in un luogo nelle vicinanze. Harold aveva accettato perché certo che si trattasse di un uomo del governo. Lo descrisse così: alto e muscoloso, con indosso un completo nero. Aggiunse che guidasse una Buick del 1947.

Dopo la colazione, il Men in Black gli raccontò tutti i dettagli dell’avvistamento, nonostante Harold non né avesse fatto alcuna pubblicità. Poi minacciò che sarebbe accaduto qualcosa di grave a lui e alla sua famiglia se avesse fatto menzione dei velivoli alieni.

Alfred K. Bender ha indagato  sulla storia di Harold Dahl. Fin quando nel 1953 dichiarò che tre Men in Black gli avevano fatto visita per metterlo in guardia dal continuare le sue ricerche sugli UFO. Il racconto di Bender è stato poi reso celebre dal libro di Gray Barker del 1956, They Knew Too Much About Flying Saucers (“Sapevano troppo sui dischi volanti“).

Come sono i Men in Black

Questi inquietanti personaggi che rispondono all’appellativo di Men in Black si presenterebbero sulle scene di avvistamenti ufologici e minaccerebbero pesantemente i testimoni, impedendo loro di divulgare i particolari dell’incontro ravvicinato. Generalmente le presunte vittime li descrivono come completamente vestiti di nero e con abiti stranamente privi di qualunque spiegazzatura. Ma le stranezze non si fermano qui: i MIB avrebbero occhi a mandorla e colorito olivastro, parlerebbero in maniera cantilenante e con uno strano accento, ma soprattutto si muoverebbero a scatti, come dei robot. I testimoni li descrivono come onniscienti (cioè saprebbero cose sulla vittima che solo lei e pochi altri potrebbero conoscere). Spesso vengono visti su grosse Cadillac nere.

Men in Black e il dibattito ufologico

La maggioranza degli ufologi, o comunque dei sostenitori della teoria del complotto sugli UFO, crede che il modo di fare e di abbigliarsi dei Men in Black sia attribuibile al fatto che si tratti di alieni. Il compito di questi alieni sarebbe quello di eliminare ogni prova della presenza aliena sulla Terra.

Secondo la classificazione dell’ufologo Brad Steiger, tale razza aliena appartiene al tipo Beta 2 e sarebbe avversaria dei cosiddetti alieni nordici. Secondo altri ufologi gli uomini in nero non sarebbero extraterrestri, ma proverrebbero da una dimensione parallela; John Keel li ha messi addirittura in relazione con il mondo demoniaco.

Altri invece ipotizzano che si tratti di agenti governativi, le cui stranezze sarebbero intenzionalmente ostentate nel tentativo di aggiungere ulteriori stranezze ai già strani racconti sugli UFO, gettando così discredito sulle testimonianze e sui testimoni.

Altri ufologi fanno invece osservare che solo pochi episodi di incontri con i Men in Black sono stati indagati in modo approfondito. In diversi casi si è potuto accertare che i testimoni avevano enfatizzato troppo le figure di investigatori ufficiali, mentre in altri casi è stato accertato che si trattava di impostori. A tal proposito nel 1967 il portavoce del Pentagono per il Progetto Blue Book rese noto che alcune persone si erano presentate a testimoni di avvistamenti di UFO spacciandosi per ufficiali dell’USAF o funzionari governativi.

Quale sarà la verità che si cela dietro i Men in Black?

 

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