Leonarda Cianciulli

Per la rubrica i più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di LEONARDA CIANCIULLI.

Leonarda Cianciulli

Leonarda Cianciulli, nata a Montella il 14 aprile 1894, è stata una serial killer italiana. È passata alla storia come la saponificatrice di Correggio per avere prima smembrato i cadaveri delle sue vittime e poi averli bolliti con la soda caustica al fine, non andato a buon fine, di ricavarne sapone.

Su Leonarda Cianciulli né sappiamo grazie a un estratto del suo memoriale, intitolato Confessioni di un’anima amareggiata; sulla cui autenticità sono stati sollevati numerosi dubbi. In molti sostengono che sia in realtà opera degli avvocati che la difesero al processo, così da alleggerirne la pena. Ad avvalorare tale tesi era il fatto che la Cianciulli avesse studiato soltanto fino alla terza elementare e dunque difficilmente poteva essere in grado di scrivere un memoriale di oltre 700 pagine.

Leonarda Cianciulli

Chi era Leonarda Cianciulli

Leonarda Cianciulli nasce a Montella, nell’Irpinia. Da bambina soffre di epilessia. Agghiacciante quando raccontò: “Cercai due volte di impiccarmi; una volta arrivarono in tempo per salvarmi e l’altra si spezzò la fune. La mamma mi fece capire che le dispiaceva di rivedermi viva. Una volta ingoiai due stecche del suo busto, sempre per morire e mangiai cocci di vetro: non accadde nulla.

Nel 1917 sposa Raffaele Pansardi e va in contrasto con la famiglia che le aveva trovato un altro marito. Nel memoriale racconta di essere stata maledetta dalla madre alla vigilia delle nozze e così tronca ogni rapporto con lei. Sempre secondo il memoriale, sua madre aveva pronunciato contro di lei una maledizione che le augurava una vita piena di sofferenze. Come se ciò non bastasse, anni prima una zingara le aveva fatto una terribile profezia, la cui prima parte recitava:

“Ti mariterai, avrai figliolanza, ma tutti moriranno i figli tuoi.”

La terrificante predizione era stata veritiera; avrà 3 aborti spontanei e 10 neonati morti nella culla. Solo dopo l’intervento di una “strega” locale, Leonarda Cianciulli riesce finalmente a portare a termine la prima e poi altre tre gravidanze. Questi quattro bambini diventano per lei un bene da difendere a qualsiasi prezzo.

La chiamata al fronte di un figlio la sconvolge e impaurisce. Leonarda Cianciulli trova ben presto la soluzione al suo problema: la magia. Prenderà così una drastica decisione: fare sacrifici umani in cambio della vita del figlio.

«Non potevo sopportare la perdita di un altro figlio. Quasi ogni notte sognavo le piccole bare bianche, inghiottite una dopo l’altra dalla terra nera… per questo ho studiato magia, ho letto i libri che parlano di chiromanzia, astronomia, scongiuri, fatture, spiritismo: volevo apprendere tutto sui sortilegi per riuscire a neutralizzarli.»

Gli omicidi della Saponificatrice

A Correggio Leonarda Cianciulli è giudicata una persona eccentrica, ma è benvoluta e stimata da tutti. Viene considerata una madre esemplare e una fervente fascista. Accoglie in casa molte persone che intrattiene con aneddoti e cui offre dolci che ama cucinare; in particolare riceve spesso tre donne, tutte sole e non più giovani, insoddisfatte della routine di paese e desiderose di rifarsi una vita altrove. Approfittando di questo loro desiderio, Leonarda Cianciulli le attira nella sua trappola.

Leonarda Cianciulli

«Finì nel pentolone, come le altre due; ma la sua carne era grassa e bianca: quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose.»

Gli omicidi avvengono dal 1939 al 1941, proprio in questo ultimo anno si diffondono le voci della scomparsa di tre donne. Tali pettegolezzi prendono corpo e non ricevendo più da tempo notizie della cognata scomparsa (la più nota delle tre, la Cacioppo, già famoso soprano d’opera), la signora Albertina Fanti denuncia ufficialmente le sparizioni al questore di Reggio Emilia, il quale incarica delle indagini il commissario Serrao. Subito i sospetti ricadono sulla Cianciulli, la quale aveva intrattenuto rapporti di amicizia con tutte e tre le donne.

L’arresto della Cianciulli

Leonarda Cianciulli respinge tali voci, minaccia di denunciare per ingiuria e assume toni di sfida nei confronti degli inquirenti, cosicché viene arrestata. Aveva avuto la premura di scegliere tre donne sole, senza prossimi congiunti e con cospicui risparmi in denaro. Nessuno poteva credere che la moglie di un funzionario, alta 1,50 e di 50 chili, potesse macchiarsi di triplice omicidio.

Il questore di Reggio Emilia, seguendo le tracce di un Buono del Tesoro appartenente alla Cacioppo presentato al Banco di San Prospero dal parroco Adelmo Frattini, convocò il prete che disse di aver ricevuto il buono da Abelardo Spinarelli, amico della Cianciulli. Lo stesso Spinarelli dichiarò di averlo ricevuto dalla Cianciulli per il saldo di un debito.

S’inizia a sospettare il reato di associazione a delinquere per il coinvolgimento del prete, Spinarelli, la Cianciulli e il figlio Giuseppe Pansardi che più volte, sotto incarico della madre, aveva spedito delle lettere da Piacenza, spacciandosi per la vittima che assicurava la sua salute.

Inoltre, aveva fatto lavare degli abiti appartenuti alle vittime. Cadono però tali sospetti per l’estraneità ai fatti del prete e di Spinarelli e gli unici sospettati rimangono la Cianciulli e il figlio, che sconterà cinque anni di reclusione per poi essere rilasciato per insufficienza di prove (la madre si prodigò con tutte le sue forze per convincere i magistrati di essere l’unica colpevole).

La fine del serial killer

Leonarda Cianciulli davanti al commissario Serrao si dimostra molto reticente e rivela i particolari un po’ alla volta. Affermerà di aver ucciso la Cacioppo d’accordo con Spinarelli, di aver distrutto il cadavere tramite saponificazione e aver gettato i resti nel canale di Correggio. Poi confesserà di aver ucciso anche le altre due vittime. Davanti all’agente di Polizia Valli, che le domandò che fine avesse fatto fare alle tre donne, lei risponde:

«Ebbene me le ho mangiate le mie amiche, se vuole essere mangiato anche lei, son pronta a divorarlo, le scomparse me le avevo mangiate una in arrosto, una a stufato, una bollita.»

Con i reperti d’ambiente, sangue e dentiera delle vittime, fu accusata Leonarda Cianciulli. Allora confessò di avere ucciso le donne e di aver distrutto i corpi facendoli bollire in un pentolone con la soda caustica portata a 300 gradi. Confessò poi di avere creato saponette con l’allume di rocca e la pece greca, disperso i resti nel pozzo nero e conservato il sangue per mischiarlo a latte e cioccolato e farne dei biscotti. Tremendo fu che fece mangiare i biscotti ai figli con l’idea di salvarli così da una morte misteriosa.

Leonarda Cianciulli fu dichiarata colpevole di omicidio, distruzione di cadavere tramite saponificazione e furto aggravato. Condannata a 30 anni di galera, di cui tre da scontare in ospedale psichiatrico da dove non né uscirà più, muore dopo ventiquattro anni, il 15 ottobre 1970, nel manicomio di Pozzuoli, all’età di 77 anni, per apoplessia cerebrale.

Una suora del carcere la ricorda in questo modo: «Malgrado gli scarsi mezzi di cui disponevamo preparava dolci gustosissimi, che però nessuna detenuta mai si azzardava a mangiare. Credevano che contenessero qualche sostanza magica

 

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