La storia di Janet Moses

LA STORIA DI JANET MOSES è qualcosa d’inquietante e tremendo, dove viene raccontata la vicenda di una possibile possessione demoniaca e di un esorcismo finito male.

La storia di Janet Moses

La storia di Janet Moses viene in risalto alle cronache nere quando nel mese di ottobre del 2007, quando ha soltanto 22 anni, muore nel corso di un esorcismo e un’altra ragazzetta rimane ferita. Ci troviamo a Wellington, in Nuova Zelanda.

Nove membri della famiglia, tutti i fratelli della madre e i loro rispettivi coniugi, furono accusati per il tragico evento. Uno zio e quattro zie furono successivamente ritenuti colpevoli dell’omicidio della ventiduenne.

La ragazza era stata sottoposta al rito Makutu, rito Maori di purificazione dagli spiriti maligni.

Il rito Makutu

Mākutu nella lingua Maori della Nuova Zelanda significa stregoneria, incantare e anche incantesimo. Può anche essere descritto come una credenza in poteri occulti maligni posseduti da certe persone.

Elsdon Best (1859-1931) descrisse la credenza in mākutu come “universale e prominente nei tempi pre-europei”, affermando che agiva come “una forza disciplinare che si sostituiva alla legge civile per preservare l’ordine in una comunità di Maori “.

Si poteva eseguire in segreto; l’elemento di incertezza ha prodotto cautela da parte di coloro che potrebbero altrimenti trasgredire le leggi della comunità. Ma c’erano dei limiti alla loro libertà di agire: se un praticante irresponsabile delle arti oscure diventava una seccatura per una tribù, la soluzione al problema consisteva semplicemente nell’uccidere senza indugio il mago errante. La formazione subita da un apprendista è stata lunga e difficile, coinvolgendo rituali e test segreti.

Proprio con questo rito ha perso la vita la ventiduenne Janet Moses.

La possessione di Janet Moses

Janet Moses aveva perso la nonna e aveva dei problemi di relazione con il compagno, già padre di due figli. Faceva parte di una famiglia molto particolare, in quanto l’emblema della famiglia era un leone e molti se lo erano tatuato.

La storia di Janet Moses è incredibile e radicata in particolari credenze. I suoi strani comportamenti avevano allertato la famiglia, ma fino allora non aveva mai pensato che potesse essere posseduta da uno spirito maligno. Poi un giorno un loro parente rubò la statuetta di un leone nel locale vicino alla casa della famiglia di Janet Moses e questo fu preso come un segno. Erano stati maledetti.

Per loro, finché la statuetta del leone (simbolo di famiglia) non sarebbe ritornata nel locale, la ragazza sarebbe rimasta posseduta. Una storia horror vera e davvero incredibile. Assimilarono un furto alla possessione della ragazza.

Decisero così di sottoporre Janet Moses al rito Makutu.

L’esorcismo di Janet Moses

L’esorcismo tramite il rito Maori Makutu fu eseguito a casa della defunta nonna di Janet Moses. Secondo il loro pensiero la possessione della ragazza era sorta proprio con la morte della nonna.

La cerimonia, o meglio l’esorcismo, fu improvvisato. Nessuno dei famigliari coinvolti aveva alcuna conoscenza della procedura per un cosiddetto sollevamento di makutu. Usarono tanta acqua durante la cerimonia, tanta da inzuppare il tappeto e dovere fare un foro nel pavimento per il drenaggio dell’acqua.

Anche la cugina quattordicenne di Janet Moses era stata ritenuta posseduta o comunque maledetta per il furto della statuetta, e quindi bisognosa di essere purificata dal rito.

Durante la cerimonia di esorcismo a Janet Moses sono stati lesionati gli occhi e gli hanno gettato sopra dell’acqua benedetta, mentre alla cugina di 14 anni hanno cavato gli occhi e le sarebbe stata versata dell’acqua in gola, fino a farla quasi annegare. Un supplizio messo in atto per liberarle da un demone che i parenti affermarono di avere visto.

La quattordicenne è stata ricoverata in gravi condizioni in ospedale dove è stata sottoposta ad un intervento d’urgenza, invece Janet Moses morì durante la cerimonia che durò per ben 3 giorni.

Verso le 8:00 del 12 ottobre 2007, Janet Moses morì annegata

Add Comment