La prima notte del giudizio

LA PRIMA NOTTE DEL GIUDIZIO (The First Purge) è un film horror del 2018 diretto da Gerard McMurray e scritto da James DeMonaco, è di fatto il prequel della saga iniziata con La notte del giudizio.

La prima notte del giudizio

In questa saga del genere horror il governo americano ha deciso di stabilire 12 ore ogni anno durante le quali i cittadini possono dare sfogo a ogni atrocità. Stupri, rapine e omicidi sono ammessi in quelle ore e quindi, tutti i crimini perpetrati rimarranno impuniti. La saga prende vita nel 2013 con La notte del Giudizio (The Purge) e poi proseguirà con Anarchia – La notte del giudizioLa notte del giudizio – Election Year e La prima notte del Giudizio. In tutti questi film della saga a regnare incontrastata è ovviamente la follia omicida e il bisogno nascosto delle persone di dovere fare del male agli altri, persino a chi fino a qualche ora prima salutavi con un cordiale “buongiorno”.

La trama di La prima notte del giudizio (The First Purge)

I Nuovi Padri Fondatori d’America (NFFA) sperimentano una teoria sociologica che dà libero sfogo all’aggressione per la durata di una notte in una comunità isolata con lo scopo celato di liberarsi della gente meno abbiente che per loro rappresentano un costo non più sostenibile per l’aumento demografico e l’indebitamento della nazione. Per far sì che tale esperimento funzioni nella zona di Staten Island, il governo mette a disposizione 5.000 dollari a chi resta sull’isola durante lo sfogo e molto di più a chi vi partecipa uccidendo. Quella somma di denaro fa gola a molti, soprattutto a chi vive nel degrado delle case comunali, e quindi davvero in molti restano in città per quella che sarà La prima notte del giudizio, o meglio il primo sfogo.

La vicenda vedrà come protagonisti Nya, una donna che accudisce il fratellino capace sempre di mettersi nei guai, e Dmitri, il gangster del quartiere che in questa prima notte ne regalerà delle belle.

Il mio parere su La prima notte del giudizio (The First Purge)

La prima notte del giudizio segue in linea di massima lo standard dei film antecedenti, sebbene essendo la prima volta che viene messo in pratica questo esperimento sociale, il riscontro delle persone è molto meno incisivo. Infatti, qui la gente non è preparata a uccidere, soprattutto se parliamo di gente comune e non di gangster, e lo sfogo impiega più del dovuto per prendere piede. Anzi, a dirla tutta ha bisogno di un piccolo incentivo. Questo fatto, a mio avviso, fa perdere un po’ del fascino degli altri capitoli, dove le persone desiderose di sfogarsi davano vita a costumi stupefacenti e diavolerie perverse. Qui è tutto più improvvisato e meno fascinoso.

Al netto di ciò, il film scorre bene e si fa apprezzare. Forse non è al livello degli altri capitoli della saga, almeno per me che ho amato davvero tanto Election Year, ma è comunque da non perdere. Anzi, attendiamo con ansia il prossimo sfogo.

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