La casa di Jack

LA CASA DI JACK (The House That Jack Built) è un film horror, thriller e drammatico del 2018 scritto e diretto dal diabolico ed estremo ricercatore dell’estetica Lars von Trier, con protagonista Matt Dillon.

La casa di Jack

Questo film di Lars von Trier segue le vicende di Jack, un serial killer con propensioni artistiche e filosofiche, il quale commette omicidi nel corso di dodici anni nello stato di Washington. Il regista l’ha definito come «il film più brutale che abbia mai realizzato», che celebra l’idea «che la vita sia crudele e spietata».

“La tua casa è piccola ma carina Jack…”

Pensate che durante la proiezione del film al Festival di Cannes, circa un centinaio di spettatori hanno abbandonato la sala a causa della violenza mostrata, nonostante poi il film sia stato accolto da una standing ovation.

Il film, nonostante in Italia la versione doppiata in italiano sia stata distribuita con un taglio ad alcune scene, è stato comunque vietato ai minori di 18 anni.

La trama di La casa di Jack

Nel film horror intitolato La casa di Jack, ci troviamo negli Stati Uniti d’America, negli anni 70. Il protagonista, Jack, è un ingegnere che sognava di fare l’architetto e che quindi decide di progettare e costruire da sé la propria casa su un lotto di terra edificabile che ha acquistato.

Jack potrebbe sembrare una persona qualunque, invece, è uno psicopatico con tendenze ossessivo-compulsive.

Quando per puro caso una donna molto fastidiosa sale a bordo del suo furgoncino rosso, lui la uccide in modo brutale e si convince che deve continuare a uccidere per raggiungere la perfezione.

Jack è ossessionato dall’arte e la ricerca di continuo nei suoi omicidi. Il serial killer Jack è davvero un folle psicopatico che si aggira per gli Stati Uniti d’America alla ricerca di vittime da trasformare in pura arte.

“Potrebbe anche essere un serial killer… Scusi… Ma lei sembra proprio esserlo…”

Il mio parere su La casa di Jack

Prima di dare un mio parere su La casa di Jack, inizio col dire che probabilmente non è un film per tutti. Chi è soltanto alla ricerca di un film crudo e con folli omicidi (e qui ce ne sono), potrebbe in parte rimanerne deluso, poiché il visionario Lars von Trier intende invece mostrarci molto altro.

Infatti, la vicenda è vissuta dal punto di vista di Jack, una persona brillante e allo stesso tempo crudele, inquietante, psicopatica e tormentata. Un uomo che considera ogni omicidio come un’opera d’arte. Allo stesso tempo si entra nella testa di Jack, e il regista ce lo mostra tramite continui dialoghi con una voce fuori campo che dice di chiamarsi Verge.

Il film è suddiviso in cinque incidenti e un’epilogo in pieno stile Dantesco, dove la scelta della vittima e gli omicidi sono intervallati da conversazioni tra Jack e la voce fuori campo. In tal modo vengono rivisitati i ricordi d’infanzia di Jack (viene mostrato come sin dalla fanciullezza fosse un futuro serial killer), si raccontano varie storie e si susseguono dei chiacchiericci dove ci si esprime su arte, assassinii e persino storie di guerra.

Tanti discorsi dove a farla da padrone è sempre l’arte, in tutte le sue forme, anche quelle più stravaganti e folli. Per Jack, d’altronde, il massimo dell’arte si raffigura quando compie i suoi omicidi.

A mio parere, il punto forte del film è Matt Dillon, il quale interpreta Jack in modo magistrale, rendendo il personaggio davvero suo e scioccando gli spettatori.

In conclusione, La casa di Jack è un film da vedere andando però oltre i canoni del genere thriller o horror, poiché è molto altro. È sicuramente crudo, con scene brutali di omicidi e nelle quali Jack compie una carneficina di donne e anche bambini, inizialmente ha anche un po’ di humour nero, è disturbante e forse, soprattutto se non si apprezza l’arte e quindi la fotografia di una pellicola, la parte finale può risultare piuttosto pesante.

D’un tratto il film rallenta e forse si entra troppo nella testa del serial killer e quindi si trascorre troppo tempo ad ascoltare i suoi discorsi sull’arte con la voce fuori campo. Questo punto del film potrebbe non piacere a tanti.

Particolare, sebbene di una lentezza spaventosa, l’epilogo del film La casa di Jack.

Non mi resta che dirvi, buona visione…

Add Comment