La casa delle bambole

LA CASA DELLE BAMBOLE (GHOSTLAND) è un film horror di Pascal Laugier, il regista del terrificante Martyrs. Con tale regista l’aspetto della tortura è assicurato.

La casa delle bambole

L’incidente capitato sul set a una delle protagoniste del film, Taylor Hickson (che interpreta il personaggio di Vera da giovane), rimasta sfigurata durante uno degli ultimi giorni di riprese, è uno di quegli eventi che servono a attribuire la fama di maledetto a un film horror. Pensate che la sfortunata attrice si è beccata ben 70 punti di sutura sul volto e ovviamente ha fatto causa alla produzione, poiché l’incidente è avvenuto durante le riprese. Il film è anche conosciuto come Incident in a Ghost Land e sembra fatto apposta che la locandina presenta l’immagine spezzata e tagliata del volto di una giovane donna.

La trama di La casa delle bambole (Ghostland)

Questo film horror di Pascal Laugier, intitolato per l’appunto La casa delle bambole nella traduzione italiana e Ghostland nel titolo originale, inizia con una famiglia in viaggio. In macchina, troviamo Pauline e le due figlie adolescenti, Beth e Vera, le quali sono in viaggio verso una vecchia villa che hanno ereditato. Angosciante che la villa sia piena di bambole antiche che la rendono tetra e inquietante.

Durante il viaggio, Beth legge qualche riga della sua ultima storia horror che ha scritto, essendo lei un’aspirante scrittrice che s’ispira al maestro dell’horror H.P. Lovecraft. Criticata dalla sorella per la sua vena dark, il viaggio prosegue tranquillo fin a quando un furgone dei dolci si affianca alla loro macchina. Già questa scena rende tutto molto inquietante e farà da presagio a ciò che accadrà alla famiglia.

Arrivate alla villa, come ho già anticipato piena di bambole che appartenevano alla loro zia defunta, iniziano a sistemare le loro cose prima che l’orrore venga a farle visita…

“Vera giovane (Taylor Hickson): Oh, Cristo Santo! Sembra la casa di Rob Zombie!”

Il mio parere su La casa delle bambole (Ghostland)

Pascal Laugier ritrova i temi e le atmosfere del suo capolavoro, Martyrs, in un film horror che omaggia Lovecraft e che nasconde una riflessione sulla differenza tra finzione e realtà, tra chi crea romanzi o film dell’orrore e chi invece perpetra l’orrore nella vita reale. Mi è piaciuto moltissimo il fatto che Beth sia un’aspirante scrittrice e quindi omaggi Lovecraft e comunque le opere del genere horror, come del resto avviene continuamente durante il film.

La casa delle bambole è un buon prodotto, che segue in linea generale il modus operandi adottato in Martyrs. La tortura è alla base di questo film arricchito scenograficamente con un numero colossale di bambole; le quali, ovviamente, danno un tono ancor più angosciante alla pellicola.

La casa delle bambole

A mio avviso, la pecca su questo film la si può trovare nel titolo in italiano, perché in fin dei conti, intitolarlo La casa delle bambole, crea un po’ di confusione in chi vede il film con delle aspettative diverse. Anch’io mi aspettavo qualcosa di diverso, totalmente incentrato nelle bambole della casa e non come in realtà il film è stato ideato. Ripeto, la colpa ovviamente è nella traduzione italiana del titolo, perché nel suo titolo originale Ghostland, probabilmente non mi sarei fatto un’idea tutta mia e totalmente sbagliata.

Al netto delle bambole, messe come cornice ma tremendamente angoscianti, il film è sicuramente da vedere, anche se forse è qualcosa di già visto o che comunque potremmo ritrovare di molto simile. L’elemento cardine di La casa delle bambole è la tortura, quella folle, senza razionalità, quella che ti fa tremare le gambe e ti fa pensare che possa accadere anche nella vita reale. Proprio ciò Pascal Laugier vuole farci vedere, riflettere e assaporare con ansia.

Ci fa capire, e lo fa con estrema durezza, che l’horror immaginato e ricercato può essere bellissimo da assaporare, ma viverlo è tutt’altra cosa…

 

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