La bambina cannibale

LA BAMBINA CANNIBALE in questione, si chiama Emily, e fa parte di una storia davvero rabbrividente e ricolma di mistero. In questo articolo affronteremo una storia horror molto diffusa, ma della quale non sappiamo con esattezza se sia davvero reale o se faccia parte di una normalissima leggenda metropolitana. Nonostante ciò, sono convinto che valesse la pena di raccontarla.

La bambina cannibale

La storia che sto per raccontarvi nasce a Yellspilld, un paesino della Scozia completamente abbandonato e che non ha mai superato i 100 abitanti. Un paesino dall’atmosfera tetra e angosciante, che si trova ai piedi dei Monti Grampiani, non molto distante dalla città di Fort William. Molto particolare che la sua locazione sulle mappe sia stata segnata soltanto nel 1970.

La vita a Yellspilld

Nel 1909 gli abitanti di Yellspilld erano appena 90. Dopotutto il clima era decisamente inospitale e le attività più remunerative, le uniche possibili, consistevano nella pastorizia e nella cura di quelle poche culture possibili in tal luogo. La maggior parte delle case si trovava a valle di un’altura, sulla sommità della quale erano state edificate solo poche abitazioni, destinate a essere abitate solo in estate, poiché inaccessibili d’inverno.

I pastori erano soliti approfittare dello scioglimento delle neve per portare il bestiame a pascolare sulle alture, in modo da approfittare di erba fresca e non sprecare le risorse a valle. Chiunque avesse dei capi di bestiame, in estate si avviava lungo i sentieri montani e per almeno tre mesi restava in montagna assieme ai propri animali, approfittando dei rifugi lì allocati e sopravvivendo con il latte e i formaggi ricavati in quel periodo.

La gente del posto viveva sempre a stretto contatto e si aiutava in caso di bisogno; grazie a ciò riuscivano a trascorrere un’estate proficua e a tornare a valle in tempo per preparare le scorte per l’inverno. Sarà con la caduta della neve che prenderà vita la storia horror di Emily la bambina cannibale.

La scomparsa di una madre e una bambina

Nel novembre del 1909 una donna e la sua bambina scompaiono dal villaggio. Quando la loro assenza viene notata dagli altri abitanti, immediatamente iniziano le ricerche. Nonostante ciò, di madre e figlia non vi è alcuna traccia. Viene così organizzata una spedizione sulle alture, per verificare se non fossero rimaste bloccate in cima a causa del maltempo. Non le trovarono e ben 3 abitanti del villaggio persero la vita. Si arresero…

Avrebbero riprovato una volta trascorso il freddo inverno, dando per scontata la morte della donna con la bambina. E così nel Marzo dell’anno seguente, 17 abitanti di Yellspilld si diressero verso le alture per recuperare i due cadaveri e consegnarli al cimitero del paese. Arrivati in cima, rimasero esterrefatti, a dir poco increduli.

Emily la bambina cannibale

In uno dei rifugi sulla cima, gli abitanti di Yellspilld scorsero un’osso sull’uscio d’entrata. Capirono subito che si trattasse di una tibia umana. Pensierosi, entrarono nel rifugio e videro diverse ossa sparse sul pavimento, alcune ancora con lembi di carne e pelle. Era tutto agghiacciante, difficile da credere. Era evidente che quei lembi di carne fossero stati strappati a morsi…

Qualche passo nel rifugio e gli abitanti di Yellspilld scoprirono chi aveva fatto quello scempio. La bambina, conosciuta da tutti come Emily, se ne stava rintanata nella legnaia e attorno a lei c’erano dei pezzi di carne e ossa umane. Della madre restavano solo le ossa: la bambina si era nutrita di sua madre, forse morta a causa del freddo. La bambina cannibale si era sfamata per sopravvivere ai mesi più freddi dell’anno.

Gli uomini cercarono di interrogare la bambina, ma dalla sua bocca uscirono solo dei suoni gutturali e nemmeno una parola utile: era come se avesse avuto un trauma tale da avere perso l’uso della parola.

Il mistero della bambina cannibale

Questa storia horror non finisce qui, perché quanto scoprirono gli abitanti di Yellspilld, si può ritenere altrettanto angosciante come una bambina che pratica del cannibalismo sulla madre. In molti, ovviamente si domandarono come avesse fatto una bambina così piccola a sopravvivere da sola in quel luogo avvolto dalla neve.

Le ricerche attorno al rifugio portarono a misteriose scoperte che allarmarono gli abitanti del paesino: nel rifugio c’erano almeno 10 quintali di legna verde tagliata e accatastata diligentemente. Sul retro del rifugio videro delle pozze di fango nelle quali erano chiaramente visibili orme maschili e nel rifugio e sul tetto c’erano segni di lavori, di cibi cotti e di cure prestate alla bambina. La bambina non era stata lì da sola, ma la domanda è: con chi?

Tornati a valle, fecero alcune domande alla bambina, intendevano sapere con chi fosse stata nel rifugio, con chi aveva condiviso il cadavere della madre. La bambina cannibale non disse mai nulla, anzi, piagnucolava soltanto.

La terza persona del rifugio non fu mai trovata e anche Emily sparì nel nulla qualche tempo dopo, lasciando negli abitanti di Yellspilld una sensazione di timore e di macabro che ancora oggi si avverte ai piedi della montagna.

 

 

 

 

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