John Wayne Gacy

Per la rubrica i più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di JOHN WAYNE GACY.

John Wayne Gacy

Il serial killer nato il 17 marzo del 1942, fu soprannominato Killer Clown per avere rapito, torturato, sodomizzato e ucciso 33 vittime, fra adolescenti e maschi adulti, 28 dei quali seppelliti sotto la sua abitazione o ammassati in cantina. Il nome con cui è divenuto noto deriva dal fatto che intrattenesse i bambini durante alcune feste con costume e trucco da clown. Si faceva chiamare Pogo il Clown.

Inquietante il fatto che alla sua morte lasciò un discreto numero di disegni raffiguranti pagliacci ora parte di collezioni private. La vicenda e gli omicidi di Gacy contribuirono ad alimentare la paura del “clown malvagio” nell’immaginario popolare. Anche se mai esplicitamente ammesso dallo scrittore, è indubbio che Stephen King abbia preso ispirazione dall’impatto che la figura di Gacy ebbe sulla cultura americana di fine anni settanta per creare l’entità malvagia presente nel suo celeberrimo romanzo It del 1986, il clown assassino Pennywise.

Più recentemente, nella serie horror antologica American Horror Story: Hotel, il personaggio di John Wayne Gacy, interpretato da John Carroll Lynch, fa visita nell’Hotel in cui è ambientata la vicenda.

John Wayne Gacy

Chi era John Wayne Gacy:

La sua vita fu sconvolta da traumatici e significativi eventi accaduti nel corso della sua infanzia. Era un bambino sovrappeso che subiva continue molestie fisiche e psicologiche da parte del padre alcolizzato, di cui ricercava morbosamente l’approvazione, senza riceverla che raramente. Uno dei suoi primi ricordi era quello di quando, a 4 anni, il padre lo picchiò con una cinghia di cuoio perché aveva smontato involontariamente un macchinario che il padre stava assemblando. Veniva inoltre ridicolizzato dal padre e confrontato con le sorelle, ritenute molto superiori. Era considerato “stupido, grasso ed effeminato”.

All’età di nove anni fu molestato sessualmente da un amico di famiglia. Lui non raccontò mai ai genitori quanto era successo per non incappare nell’ira del padre. A 17 anni gli fu diagnosticata un’insufficienza cardiaca che si sarebbe portato dietro tutta la vita. A 18 anni iniziò ad interessarsi alla politica, lavorando come assistente del candidato del Partito Democratico del suo quartiere. Lo stesso anno John Wayne Gacy divenne membro del Partito Democratico e si candidò alle elezioni comunali.

Nel marzo 1964, dopo essersi laureato in economia e commercio ed aver iniziato a lavorare come direttore di un negozio di scarpe a Springfield, iniziò a frequentare la giovane Marlynn Myers. Dopo nove mesi di fidanzamento, la coppia si sposò. Sempre nel 1964 ebbe la sua prima esperienza omosessuale. Secondo quanto dichiarato da lui stesso, egli diede sfogo ai suoi impulsi quando, invitato a casa di un collega di lavoro, ubriaco insieme a lui sul divano, ebbe un rapporto orale consensuale con il ragazzo.

Nel 1966, il suocero di Gacy gli offrì l’opportunità di dirigere tre ristoranti fast food della catena Kentucky Fried Chicken del quale era proprietario a Waterloo. L’offerta era molto vantaggiosa: 15.000 dollari all’anno più una percentuale sui profitti. Lui accettò senza indugi e dopo aver frequentato un corso manageriale formativo, si trasferì con la moglie a Waterloo. Si rivelò un ottimo dirigente e, collaborando a diversi progetti di beneficenza, diventò ben presto una figura di spicco della comunità cittadina. La coppia ebbe due bambini durante la permanenza a Waterloo: Michael (nato nel marzo 1967) e Christine (venuta al mondo nell’ottobre 1968).

Le prime aggressioni:

Nell’agosto 1967 commise la sua prima aggressione a scopo sessuale ai danni di un adolescente. Il giovane era il quindicenne Donald Voorhees, il figlio di un suo amico. Gacy attirò il ragazzo in casa sua con la promessa di fargli vedere dei film pornografici, poi lo fece ubriacare e lo convinse a praticargli del sesso orale. Molti ragazzini furono molestati sessualmente da Gacy nei mesi seguenti.

Nel marzo 1968, Donald Voorhees raccontò a suo padre l’accaduto. Voorhees Senior informò immediatamente la polizia e Gacy fu arrestato ed incriminato per molestie sessuali e sodomia. Il 10 maggio 1968, fu incarcerato con l’accusa di sodomia.

Il 30 agosto, mentre era stato rilasciato in attesa dell’udienza processuale, convinse dietro pagamento di 300 $ uno dei suoi impiegati, il diciottenne Russell Schroeder, ad assalire violentemente Donald Voorhees per scoraggiare la testimonianza del ragazzo nell’imminente processo. Così Schroeder attirò Voorhees in una zona isolata del parco cittadino e lo pestò selvaggiamente, urlandogli di non testimoniare contro Gacy al processo. Il fatto fu scoperto e Gacy fu arrestato con l’aggravante di aver cercato di intimidire un testimone.

Durante il processo si dichiarò colpevole dell’accusa di sodomia nei confronti di Donald Voorhees e fu condannato a 10 anni di carcere da scontarsi nel penitenziario di Anamosa. Il giorno stesso della condanna, sua moglie chiese il divorzio e naturalmente John perse anche il posto come direttore dei ristoranti del suocero.

In prigione si rivelò un detenuto modello. Dopo 18 mesi di carcere, il 18 giugno 1970, fu liberato con dodici mesi di libertà condizionata. Dopo il rilascio, Gacy espresse la volontà di traslocare a Chicago per tornare a vivere con la madre (nel frattempo il padre era deceduto). Arrivò a Chicago il 19 giugno seguente ed ottenne un lavoro come aiuto cuoco in un ristorante. Con l’aiuto finanziario di sua madre, Gacy comprò una casa al numero 8213 di West Summerdale Avenue nell’agosto 1971. Poco tempo dopo Gacy e la madre si trasferirono nell’abitazione e Gacy iniziò a frequentare una donna di nome Carole Hoff, una signora divorziata con due figlie piccole. I due si sposarono il primo luglio del 1972.

Uomo di spicco nella società:

Nel 1972, Gacy lasciò il lavoro come cuoco e aprì la sua propria impresa edile, la PDM Contractors. Inizialmente l’azienda si occupava di piccoli lavori di manovalanza e riparazione, ma con il progredire degli affari, il business della società si ampliò fino ad includere progetti ed opere di costruzione vere e proprie. Nel 1973, Gacy ed un suo dipendente della PDM Contractors andarono in Florida per vedere una proprietà che Gacy aveva acquisito. La prima notte che i due furono soli in Florida, Gacy violentò il ragazzo nella loro stanza di hotel.

Nel 1975, John Wayne Gacy aveva ormai apertamente confessato alla moglie la sua bisessualità. Il giorno della festa della mamma, dopo aver fatto l’amore con la moglie, informò la donna che non avrebbero mai più fatto sesso insieme, così la coppia divorziò in maniera consensuale nel marzo 1976. Contemporaneamente Gacy divenne molto attivo nel settore sociale della comunità, offrendosi di intrattenere i bambini durante le feste vestito da clown o facendo pulire gratuitamente gli uffici comunali dalla sua impresa. Da onorato e rispettato membro democratico della comunità di Chicago, il 6 maggio 1978 Gacy incontrò e si fece fotografare con l’allora First Lady Rosalynn Carter che gli firmò persino una dedica.

John Wayne Gacy

John Wayne Gacy con Rosalynn Carter, la First lady degli Stati Uniti d’America dal 1977 al 1981.

Gacy divenne membro di un “Jolly Joker Clown Club” i cui membri volontari, tutti mascherati da pagliacci, si esibivano regolarmente senza scopo di lucro in varie manifestazioni di beneficenza e negli ospedali dove davano spettacoli per i bambini malati. A fine 1975, Gacy creò il suo personale personaggio di “Pogo the Clown“. Gacy si esibì come Pogo nel corso di diverse feste e manifestazioni.

John Wayne Gacy

Il Clown killer:

Il 2 gennaio 1972, John Wayne Gacy prelevò il quindicenne Timothy Jack McCoy dalla fermata dell’autobus di Greyhound a Chicago. L’uomo portò McCoy a fare un giro turistico di Chicago, per poi portarlo a casa sua con la promessa che lì avrebbe potuto passare la notte e che sarebbe stato riaccompagnato in tempo per prendere il primo autobus il giorno dopo.

Successivamente Gacy disse di essersi svegliato la mattina seguente e di avere trovato McCoy in piedi sulla soglia della sua camera da letto con un coltello in mano. Egli si alzò in maniera brusca dal letto e McCoy si spaventò subito, muovendo scompostamente in aria il coltello e ferendo inavvertitamente Gacy all’avambraccio (Gacy mostrò la cicatrice per supportare la sua tesi). Ne susseguì che Gacy lo accoltellò a morte.

In seguito testimoniò che aveva trovato in cucina una confezione di uova aperta e una fetta di pancetta sul tavolo e aveva capito che il ragazzo voleva preparare la colazione per entrambi. Gacy seppellì McCoy in cantina e poi coprì le tracce con del calcestruzzo. Nel corso di un’intervista dopo l’arresto, Gacy asserì che immediatamente dopo aver ucciso McCoy. Riferì che si era sentito “totalmente prosciugato”, rendendosi conto di aver avuto un orgasmo completo nell’atto di uccidere il giovane. In un’intervista successiva del 1980, egli aggiunse: «Fu allora che realizzai che la morte era l’emozione più grande».

Il secondo omicidio di Gacy avvenne nel gennaio 1974: la vittima fu un adolescente non identificato dai capelli castani, tra i 15 e i 17 anni, che Gacy strangolò prima di rinchiudere il corpo del ragazzo nell’armadio di casa sua. Il cadavere dello sconosciuto fu poi sepolto nel cortile di casa vicino alla zona barbecue. Come anticipato John Wayne Gacy arriverà a uccidere ben 33 persone. Una strage terrificante e brutale. La maggioranza dei cadaveri sarà seppellita sotto al sua abitazione. Roba da fare rivoltare lo stomaco anche ai più temerari. Gli omicidi si verificheranno fino al 1978.

L’arresto del serial killer:

Il 12 ottobre 1978 il quindicenne Robert Piest scomparve dal luogo di lavoro, una farmacia di Chicago. Prima di sparire però, Piest aveva raccontato a parenti ed amici di aver conosciuto il gioviale titolare della PDM, l’impresa che aveva da poco ristrutturato il negozio, e che l’uomo gli aveva offerto un posto di lavoro nella sua ditta.

La polizia si recò quindi a casa di Gacy per interrogarlo e riconobbe immediatamente il tanfo nauseabondo dei corpi in putrefazione. Gacy disse che il tanfo era dovuto a problemi del sistema fognario. Lo scenario dei corpi all’interno della cantina fu particolarmente scioccante. Alla notizia del suo arresto, la comunità cittadina fu sbigottita ed incredula. Gacy era infatti conosciuto da tutti come un uomo generoso, grande lavoratore e amichevole, nonché un devoto padre di famiglia.

In prigione John Wayne Gacy tentò di invocare l’infermità mentale, ma fu riconosciuto colpevole di omicidio plurimo e condannato a morte.

Dopo la sentenza di colpevolezza, lo Stato dell’Illinois trasferì Gacy nel Menard Correctional Center di Chester, dove il prigioniero rimase per 14 anni nel braccio della morte. In prigione, Gacy iniziò a dipingere. I soggetti delle sue opere erano svariati, anche se principalmente ritraevano pagliacci, alcuni dei quali erano suoi autoritratti nelle vesti di “Pogo“. Molti dei suoi dipinti furono venduti nel corso di varie aste con prezzi oscillanti tra i 200 dollari e i 20.000 dollari.

Mentre era detenuto in attesa dell’esecuzione, Gacy fece numerosi appelli per commutare la sentenza in carcere a vita, ma furono tutti respinti. John Wayne Gacy fu giustiziato il 10 maggio 1994 per mezzo di un’iniezione letale endovenosa, pochi minuti dopo la mezzanotte. L’ultima dichiarazione al suo avvocato prima dell’esecuzione fu «Prendervi la mia vita non compenserà la perdita di quelle altre»inoltre accusò lo Stato di assassinarlo. Le ultime parole del condannato prima della morte furono semplicemente: «Baciatemi il culo!» (Kiss my ass!).

 

 

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