Joachim Knychala

Per la rubrica sui Serial killer, oggi parleremo di JOACHIM KNYCHALA.

Joachim Knychała

Joachim Knychala, nato l’8 settembre del 1952 a Bytom, è stato un serial killer di donne noto come il vampiro di Bytom oppure Frankenstein. Tra il 1974 e il 1982 ha brutalmente assassinato cinque giovani donne.

Chi era Joachim Knychala

Joachim Knychala veniva da una famiglia protestante e viveva con la madre e la nonna severa e cattiva. La madre era tedesca e il padre polacco, questo suscitò le ire della nonna, la quale non perdonava la figlia di avere avuto una relazione con un polacco. Tutta questa furia la riversava sul piccolo Joachim. Lo definiva un “bastardo polacco“…

Oltre la brutale situazione domestica, Joachim Knychala era malvisto anche a scuola, dove era preso in giro e maltrattato a causa della diversa nazionalità dei genitori. Nonostante la difficile infanzia, si laureò il 14 giugno del 1967. Poi trovò lavoro al KWK Andaluzja. Si sposerà e avrà all’apparenza una vita normale, come tutti, sebbene in realtà diventerà un feroce serial killer che odiava tutte le donne.

Il serial killer Joachim Knychala

Siamo nel 1974 quando nella tromba delle scale di una palazzina di Bytom, armato di accetta, colpì una donna alla nuca con l’intenzione di ucciderla, ma per sua fortuna si salverà. Stiamo parlando della ventunenne Maria Borucka, la quale vide il volto del proprio aggressore.

Il 20 settembre del 1975 aggredì un’altra donna, la quale morì in ospedale. Un nuovo serial killer stava prendendo forma, infatti, il 5 maggio del 1976 ucciderà un’altra donna e violenterà il suo cadavere.

Il 30 ottobre del 1976 uccise Teresa Ryms sempre in una tromba delle scale e poi trascinò il cadavere nel seminterrato. Lì violentò il corpo senza vita della donna.

Un altro attacco del serial killer Joachim Knychala ebbe luogo nel giugno del 1979, in un brutale omicidio avvenuto a Piekary Śląskie. Il serial killer aggredì due bambine di 10-11 anni nella foresta: Kasia Sosna e Halinka Syda. Le colpì con un’accetta, almeno una dozzina di colpi con assurda brutalità.

Il giorno seguente un uomo trovò i corpi nudi tra i cespugli. Con grande sorpresa Kasia Sosna era ancora viva, nonostante aveva ricevuto numerosi colpi alla testa. I medici riuscirono persino a salvarla. A nulla valse la sua testimonianza, in quanto per via dello shock descrisse un poliziotto che l’aveva salvata. Il vampiro di Bytom era ancora libero di uccidere.

La milizia è alla caccia del serial killer e alcuni sospetti conducono proprio a Joachim Knychala. Viene anche arrestato, ma un alibi lo scagiona, così decide di tornare nell’anonimato per un po’ di tempo.

Arriviamo all’8 maggio del 1982, quando in preda a un attacco di furia uccide la cognata Bogusława Ludyga di 17 anni. Il modus operandi fu lo stesso degli altri omicidi, un colpo alla testa con un accetta e poi violentò il cadavere. Risultò che la giovane ragazza aveva rapporti con lui e che intendeva raccontare tutto alla sorella.

All’inizio gli inquirenti credevano di avere arrestato un uomo che per zittire la sua amante, in prede alla furia, l’aveva assassinata a sangue freddo, invece, avevano appena arrestato il vampiro di Bytom o per molti il Frankenstein.

La fine del serial killer

Joachim Knychała fu arrestato durante i funerali di sua cognata e trasportato direttamente al cimitero al comando della milizia. All’inizio non ha ammesso nulla, poi raccontò tutto quanto. Durante le conversazioni con l’avvocato, affermò che aveva una doppia natura, sapeva che doveva essere punito.

Si vergognava del motivo sessuale del crimine, soprattutto nei confronti di sua moglie (era un buon marito e un buon padre). In carcere cominciò a scrivere diari, felice di essere riconosciuto come uno dei più grandi serial killer nei tempi del dopoguerra. Era molto contento di essere diventato famoso e di essere passato alla storia.

Lo condannarono a morte e lo impiccarono nel 1985.

 

 

 

 

 

 

 

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