Jimmy Maketta

Per la rubrica sui Serial killer, oggi parleremo di JIMMY MAKETTA.

Jimmy Maketta

Jimmy Maketta (forse nato nel 1964) è un serial killer sudafricano che assassinò ben 16 persone. La sua notorietà la raggiunta con i soprannomi Philippi killer e Jesus killer.

Chi era Jimmy Maketta

Jimmy Maketta aveva ben 14 fratelli, ma della sua infanzia non si conosce molto. Sappiamo soltanto che scappò da casa quando era ancora un ragazzino e che visse molto tempo per strada. Da quello che si è scoperto, non ha mai avuto un lavoro stabile e si sostentava principalmente tramite dei furti. Comunque tempo dopo si sposò ed ebbe un figlio.

Lo arrestarono per la prima volta nel 2003 per aggressione e rimase in carcere per circa un anno e mezzo. Aveva un particolare tatuaggio sul labbro superiore che recitava la scritta Jesus (motivo per il quale sarà soprannominato Jesus killer).

Il serial killer Jimmy Maketta

Jimmy Maketta iniziò a uccidere nel 2005 e i suoi crimini durarono per circa nove mesi. Le sue vittime erano quasi tutte delle contadine che lavoravano nei campi a Philippi, una cittadina vicina a Città del Capo.

Il serial killer saliva sulla cima di una collina e da lì osservava e selezionava le possibili vittime. Scelta la vittima, la seguiva di nascosto fino a casa e poi attendeva la notte per stuprarla e ucciderla.

Non soddisfatto appieno degli omicidi, decise di rischiare la cattura per soddisfare il suo ego, così scrisse due lettere al detective Jonathan Morris, dove descriveva in modo preciso i dettagli degli stupri e degli omicidi.

Per essere sicuro che credessero a quelle lettere, disegnò una mappa che indicava il luogo dove aveva nascosto il cadavere della sua terza vittima (Griet Koelas).

Il susseguirsi degli omicidi terrorizzò a morte i contadini di Philippi, i quali decisero di organizzare delle ronde e di dormire a gruppi.

Durante le indagini, che si intensificarono nel dicembre 2005, la polizia arrestò uno scassinatore con precedenti di nome Stanley Martens, ma ben presto capirono di avere catturato la persona sbagliata.

La fine del serial killer

Durante quello che sarà il suo ultimo omicidio, Jimmy Maketta commette un grossolano errore, dimentica il suo cellulare ancora acceso su una scena del crimine. Sul cellulare trovarono 8 chiamate allo stesso numero e scoprirono che corrispondeva a quello del figlio che viveva nel Grabouw. Lo arrestarono il 20 dicembre del 2005.

Il serial killer Jimmy Maketta confessò tutti gli omicidi, alcuni dei quali erano sconosciuti alla polizia. In seguito scrisse una lettera al figlio, nella quale ribadiva di avere commesso quegli omicidi e affermando che adesso: “aveva dato il suo cuore a Gesù e aveva voltato pagina”. Non contento, scrisse anche due lettere ai giornali, nelle quali confessava gli omicidi.

In attesa del processo, Jimmy Maketta provò a impiccarsi in carcere, ma gli altri prigionieri si misero a gridare e allertarono gli agenti. Prima che iniziasse il processo, fissato per il 2 aprile, rimase per 30 giorni in un ospedale psichiatrico, dove gli fu fatta un’analisi. Durante la perizia, quando lo psichiatra gli domandò che cosa ne pensava dei suoi omicidi, lui alzò le spalle. Un giorno, quando il processo venne sospeso per un’ora, Jimmy Maketta uscì dal tribunale sorridendo.

Lo psichiatra Sean Kaliski dell’ospedale di Valkenberg disse davanti all’Alta Corte di Città del Capo che il serial killer era “un pericoloso psicopatico che non provava rimorsi, che non può essere riabilitato e che aveva avuto una tipica infanzia difficile; nel momento dei delitti si sentiva come un leone o una tigre”.

Nel 2007 Jimmy Maketta, il Philippi killer o per altri il Jesus killer, è stato trovato colpevole di 16 omicidi e 19 stupri e condannato al carcere a vita. Il serial killer sudafricano è tuttora recluso in cella.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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