Jack lo squartatore

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di JACK LO SQUARTATORE.

Jack lo squartatore

Jack lo squartatore (Jack the ripper) è l’appellativo attribuito a un serial killer ignoto che tra l’estate e l’autunno del 1988 uccise nel quartiere londinese di Whitechapel e nei distretti adiacenti. Tale nome è tratto dalla firma in calce a una lettera pubblicata al tempo delle uccisioni e indirizzata alla Central News Agency da un anonimo che affermava di essere il serial killer.

Chi era Jack lo squartatore

Ancora oggi nessuno sa chi sia stato davvero Jack lo squartatore; l’identità di questo serial killer divenuto famosissimo è ancora ignota. Non potendo quindi raccontare nulla di lui, ci atteniamo soltanto ad alcuni profili e teorie.

  • Le teorie su l’identità del serial killer

Il fatto che gli omicidi siano stati adempiuti in pochi isolati di distanza, ha fatto presumere che il serial killer avesse un impiego regolare nel quartiere. Altri hanno sospettato che l’assassino fosse un uomo di alta classe borghese, forse un medico, o un aristocratico, che si era stabilito nel quartiere di Whitechapel alla ricerca di una zona più adatta dove compiere i suoi crimini.

Fra i sospettati dell’odierna polizia britannica ci sono: Montague John Druitt, Michael Ostrog e Aaron Kosminski. Le autorità non si trovano d’accordo su una soluzione univoca e il numero dei sospettati supera il centinaio. Queste persone ahimè non hanno fatto parte dei sospettati in epoca Vittoriana.

Agli inizi degli anni novanta del XX secolo fu rinvenuto e pubblicato un presunto diario di Jack lo squartatore. Nel libro The Final Chapter (1998), resoconto dell’indagine triennale condotta sul diario dal suo gruppo di studiosi, l’autore identifica Jack lo squartatore con James Maybrick, un commerciante di cotone di Liverpool, che figurava tra gli indiziati, poi ucciso dalla moglie Florence.

Nel 2014 alcuni giornali hanno riportato che dalla comparazione del DNA ricavato dal sangue rappreso su una sciarpa trovata vicino alla quarta vittima (Catherine Eddowes) a identificare con certezza il serial killer in un barbiere ebreo-polacco di nome Aaron Kosminsky. L’uomo ha trascorso la parte finale della sua vita in un manicomio a causa della sua schizofrenia ed è morto nel 1919 per una gangrena alla gamba. Teoria che con altre analisi smentirono.

  • Il profilo di Jack lo squartatore

In quegli anni di epoca Vittoriana, Jack lo squartatore era stato identificato in un maschio fisicamente prestante, audace e imperturbabile al tempo stesso. Lo sconosciuto sarebbe apparso innocuo, forse un uomo di mezza età e ben vestito, probabilmente con un mantello, per nascondere i sanguinosi effetti dei suoi attacchi. Ipotizzarono che il serial killer soffrisse di una condizione chiamata satiriasi, una devianza sessuale oggi identificata come ipersessualità o promiscuità; ma che non possedesse alcuna conoscenza anatomica: non poteva dunque essere un chirurgo né, per esempio, un macellaio, in quanto non vi era precisione nei tagli.

Il serial killer Jack lo squartatore

Il mito di Jack lo squartatore è entrato nella cultura di massa, apparendo in numerosi film, serie televisive e fumetti. Tuttavia questo temibile e sconosciuto serial killer è esistito davvero e ha ucciso numerose vittime, anche se soltanto cinque sono accertate a suo carico:

  • Mary Ann Nichols, 43 anni:

La prima vittima accertata, ritrovata il 31 agosto 1888 alle 3:45 del mattino in Buck’s Row, di fronte a uno dei tanti mattatoi del quartiere. La vittima presentava la gola recisa fin quasi alla decapitazione, poiché il taglio intaccava le vertebre del collo e decine di fendenti sul ventre, dai quali fuoriusciva in parte l’intestino. Gli organi genitali presentavano gravissime lesioni da taglio, probabilmente inferte di punta. In seguito all’autopsia si ipotizzò che l’assassino fosse mancino, ipotesi poi smentita.

  • Annie Chapman, 46 anni.

È la seconda vittima ufficiale. Il suo corpo fu ritrovato l’8 settembre 1888 da un fattorino nel cortile al numero 29 di Hanbury Street a Whitechapel. Il cadavere giaceva steso tra una porta e la palizzata in uno spazio di circa ottanta centimetri. La gola era squarciata e la testa era quasi del tutto recisa dal busto, il ventre era aperto: gli intestini erano appoggiati sulla spalla destra, mentre la vagina, l’utero e due terzi della vescica erano stati asportati. Ai piedi della vittima ritrovarono alcune monete e un pezzo di una lettera insanguinata datata 20 agosto. Gli unici indizi erano una valigetta nera e un cappello alla Sherlock Holmes.

  • Elizabeth Stride, 27 anni.

Un cocchiere trovò il suo cadavere il 30 settembre intorno all’una di notte. Era in un portone lungo la Berner Street, presso il cortile di un circolo di ebrei e tedeschi, dove oggi sorge la Harry Gosling Primary School. Presentava solo un profondo taglio alla gola, dal quale fuoriusciva ancora molto sangue, come dichiarò il cocchiere. La polizia ne concluse che l’arrivo di quest’ultimo avesse disturbato l’assassino, il quale non ebbe modo di infierire sulla donna completando il suo macabro rituale.

  • Catherine Eddowes

Ritrovarono il suo cadavere lo stesso 30 settembre in Mitre Square. Era stata sottoposta a un martirio. Il volto era sfigurato e irriconoscibile se non per il colore degli occhi. Naso e lobo dell’orecchio sinistro erano stati asportati, così come la palpebra dell’occhio destro. Il volto era sfigurato con un taglio a “V” sulla parte destra e con numerosi tagli sulle labbra, tanto profondi da mostrare le gengive. Il corpo era sventrato da un enorme e unico taglio verticale che dall’inguine arrivava fino alla gola. Lo stomaco e gli intestini erano stati estratti e appoggiati sulla spalla destra, il fegato appariva tagliuzzato, il rene sinistro e gli organi genitali erano stati portati via. La vittima era stata come di consueto sgozzata quasi fino alla completa decapitazione.

  • Mary Jane Kelly

Lei è l’ultima vittima attribuita a Jack lo squartatore e il suo omicidio è considerato il più orribile tra tutti quelli attribuiti all’assassino seriale. Scoprirono il cadavere il 9 novembre 1888 poco dopo le 10:45. Giaceva sul letto della camera d’affitto dove la donna viveva. La sua gola era squarciata, il viso severamente mutilato e irriconoscibile, il petto e l’addome aperti, molti organi interni erano stati rimossi. Il fegato giaceva tra le gambe e l’intestino arrotolato nelle mani, i muscoli che ricoprivano gli arti erano stati asportati. Non trovarono mai il cuore.

 

 

 

 

 

 

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