L’inferno di Tomino, la poesia maledetta

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L’INFERNO DI TOMINO è una poesia maledetta e dal testo disturbante, che secondo la leggenda e alcune testimonianze, porterebbe alla morte di chiunque avesse il coraggio di leggerla ad alta voce o la ascoltasse.

inferno di Tomino

La nascita della maledizione nella poesia maledetta

La leggenda sulla poesia maledetta intitolata l’inferno di Tomino narra di una bambina disabile vissuta in Giappone sul finire del 1800 che si chiamava per l’appunto Tomino no Jigoku. Sembra che la bambina avesse scritto la poesia in preda alla rabbia per la sua condizione fisica, in quanto nacque con una grave disabilità alle gambe.

L’inferno di Tomino racchiude la tristezza della bambina disabile per la sua condizione fisica e anche la rabbia che provava verso la sua famiglia crudele che la trattava con disprezzo.

Quando i genitori di Tomino no Jigoku trovarono per puro caso la poesia, leggendola si spaventarono a morte e la rinchiusero nella cantina, dove a malapena le passavano il cibo per sopravvivere e le cure che servirebbero a una bambina. Rinchiusa in cantina, Tomino sviluppò ancor più odio verso i suoi genitori e tutti quelli che avevano provato indifferenza verso la sua situazione, così mandò una maledizione a chiunque avesse letto la sua raccapricciante poesia. Da quel momento in poi, l’inferno di Tomino si trasformerà in una poesia maledetta e con un testo demoniaco che intende causare morte e dolore.

Rinchiusa in cantina, Tomino si ammalò di bronchite e morì in qualche settimana. Secondo i racconti, lo spirito di Tomino no Jigoku è rimasto intrappolato nella poesia maledetta.

Gli effetti della poesia maledetta

Il primo a parlare della poesia di Tomino fu Inuhiko Yomota nel suo libro Kokoro wa korogaruishi no yō ni e in seguito Saizo Yaso. In entrambi i libri è stato trascritto l’inferno di Tomino. Per i lettori della poesia maledetta si contano ben 44 incidenti gravi (perdita improvvisa e definitiva della voce, bruschi incidenti stradali e malattie inaspettate) e 14 morti senza apparente motivo. L’unico legame tra gli incidenti e le morti, è la lettura ad alta voce della poesia di Tomino.

A subire gli effetti della poesia maledetta di Tomino sono stati soprattutto scenografi, commedianti, poeti e semplici curiosi che hanno cercato di sfatare il terrificante mito della poesia. Al giorno d’oggi, soprattutto gli anziani preferiscono non nominare nemmeno la leggenda dietro alla poesia di Tomino, perché la superstizione in Giappone è ancora molto presente.

Lettura dell’inferno di Tomino

Dopo avere raccontato la storia della piccola Tomino e gli effetti della sua maledizione, è per voi arrivato il momento di leggere l’inferno di Tomino e “forse” di rischiare un incidente oppure la vita… Provo a tranquillizzarvi, a quanto sembra per attirare le calamità maligne e la maledizione di Tomino, la poesia maledetta bisogna leggerla in lingua originale e ad alta voce.

Speriamo che davvero leggendola in italiano non sortirà nessun effetto maligno, ma io per non rischiare la leggerò soltanto a mente…

La sorella vomita sangue, la sorella minore sputa fuoco

La dolce Tomino sputa gioielli preziosi

Tomino morì sola e cadde all’inferno

L’inferno è avvolto nelle tenebre e anche i fiori non fioriscono.

E’ la sorella maggiore di Tomino la persona con la frusta?

Il numero di segni rossi è preoccupante.

Frustata, picchiata, pestata.

Il sentiero per l’inferno eterno è solo uno.

Mendicare per la guida nelle tenebre dell’inferno

Dalla pecora d’oro, all’usignolo.

Quanto è rimasto nella borsa di cuoio,

Prepararsi per il viaggio senza fine all’inferno.

Arriva la primavera e nei boschi e nelle valli,

Sette giri nella valle oscura dell’inferno.

Nella gabbia è un usignolo, nel carrello una pecora

Negli occhi della dolce Tomino ci sono lacrime.

Piangi, usignolo, per i boschi e la pioggia

Intonando il tuo amore per tua sorella.

L’eco delle tue lacrime urla attraverso l’inferno

E i fiori rosso sangue fioriscono.

Attraverso le sette montagne e valli dell’inferno,

La dolce Tomino viaggia sola.

Per darvi il benvenuto all’inferno

Le punte luccicanti della montagna agugliata

Forano la carne e le ossa,

Come un segno della dolce Tomino.”

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