Henry Howard Holmes

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di HENRY HOWARD HOLMES.

Henry Howard Holmes

Henry Howard Holmes nacque a Gilmanton il 16 maggio 1861 ed è stato un serial killer statunitense, tra i più letali in assoluto. Viene soprannominato come Arcidemonio. È considerato dai criminologi come l’assassino più folle e depravato di tutto l’Ottocento. Gli vengono attribuiti oltre 200 omicidi, di cui 27 accertati.

Questo serial killer è davvero tra i più angoscianti che si possano immaginare. Provate solo a pensare che nella sua biografia, scritta durante l’ultima detenzione in carcere, affermò di avere commesso 133 omicidi. La polizia dell’epoca, perquisendo l’edificio dove era solito commettere gli omicidi, affermò di avere trovato gli scheletri di 150 persone, e gli attribuì 200 vittime. La cifra reale resta però sconosciuta.

Chi era Henry Howard Holmes

Suo padre era un uomo violento che soffriva di alcolismo. Holmes era vittima di bullismo a scuola perché molti compagni di classe erano invidiosi dei suoi ottimi risultati. Narrò che i bulli lo costrinsero a toccare il cranio di uno scheletro e da quel momento in poi cambiò la sua personalità. Presentò sin da subito i sintomi della Triade di MacDonald, infatti, prese a torturare gli animali randagi. Lo faceva con sadismo e senza pietà. Già nella gioventù, il suo sogno nel cassetto era quello di diventare un dottore e ci riuscì.

Il suo primo omicidio Henry Howard Holmes lo commise a scopo di lucro, avvelenando una donna. Tempo dopo lesse in un annuncio che una donna anziana cercava un aiutante per la sua farmacia: Holmes rispose presentandosi in casa sua e offrendosi per giunta di curarle il marito da tempo gravemente malato.

Tuttavia Holmes avvelenò l’uomo e propose all’anziana signora di cedergli la farmacia, lasciandogliela gestire; in cambio lui le avrebbe garantito un reddito mensile. La donna imprudentemente accettò, ma non ottenne mai il pagamento del debito, e presto sparì anche lei, diventando la sua terza vittima.

Il castello degli orrori di Holmes

Un sociopatico serial killer si faceva strada nel mondo e arrivò persino a costruirsi il castello degli orroriun enorme edificio a tre piani che gli serviva da abitazione, farmacia, negozio e hotel. Questo luogo oscuro e letale, è rimasto fino a oggi nella suggestione collettiva delle persone.

Con una serie di modifiche nella struttura interna dell’edificio, rese il secondo e terzo piano un dedalo di camere che costituiva un vero labirinto e una trappola mortale per chiunque vi si addentrasse. Le camere erano collegate tra loro grazie a passaggi segreti, muri scorrevoli, spioncini, porte blindate, stanze segrete, camere insonorizzate, scale e corridoi che finivano contro un muro, e botole sul pavimento che si aprivano a comando e facevano scivolare la vittima in cantina, dove si trovava una piscina riempita di acido corrosivo.

Era in quella piscina che Henry Howard Holmes immergeva i corpi e i cadaveri dei malcapitati. Tutte le stanze erano inoltre delle vere e proprie camere a gas, progettate per uccidere chiunque si trovasse all’interno, tutte le porte potevano essere bloccate dall’esterno, i muri erano foderati con l’amianto. In una delle stanze segrete si trovava infine un forno crematorio.

Il serial killer Henry Howard Holmes

Henry Howard Holmes colpì sopratutto tra il 1892 e il 1894. Le sue vittime furono visitatori, garzoni, conoscenti, fidanzate e perfino qualche complice. Il suo modus operandi era sempre lo stesso: affittava una camera e poi, dove aver intrappolato l’ospite nel Castello, lo faceva morire nelle camere a gas. Alcune volte dava fuoco al gas stesso per bruciarlo vivo, mentre lo osservava da uno spioncino sulla porta blindata.

Il corpo delle vittime veniva poi recuperato ed utilizzato in tre modi: eviscerato e scarnificato per rivenderne lo scheletro alle università; sciolto completamente nella piscina con l’acido; o utilizzato da egli stesso come cavia per dissezioni ed esperimenti non meglio definiti, senza finalità scientifiche. La vendita degli scheletri alle università gli procurò una fortuna in denaro.

La crudeltà e la follia di Holmes supera di gran lunga l’immaginario collettivo. Provate a immaginare di essere una delle povere anime che per un qualsiasi voglia motivo si è ritrovata a vivere gli ultimi scampoli di vita nel Castello di Holmes. Per voi non ci sarebbe scampo!

Henry Howard Holmes

Poco prima del 1894, Holmes, vedendosi accerchiato dai creditori, abbandonò il castello per rifugiarsi altrove. Diverse settimane dopo un altro suo complice (Pat Quinlan) bruciò l’edificio, perché furioso per aver perso l’amante, sua sorella e la sua figlia illegittima. Holmes le aveva come al solito gasate e scarnificate.

Dopo avere lasciato Chicago, Holmes provò a intascare i soldi dell’assicurazione per incendio accidentale, ma un investigatore mandò a monte il piano scoprendo che l’incendio era doloso. Holmes non venne accusato di nulla, ma continuò a truffare e uccidere. Lui era un serial killer e non avrebbe smesso di farlo.

La fine del serial killer

Dopo un’altra truffa andata male finì in carcere. Fu allora che conobbe un nuovo complice, Marion Hedgepeth. Insieme, una volta liberati, architettarono un omicidio ai danni di un conoscente di Holmes, un certo Benjamin Pitezel, e una frode all’assicurazione legata alla sua morte. Marion avrebbe avuto la sua percentuale. L’omicidio venne compiuto e Holmes intascò i soldi ma sparì di nuovo senza dare i soldi alla Hedgepeth. Lei, per vendicarsi, informò la società di assicurazioni truffata e lì scattò un mandato di arresto per Henry Howard Holmes.

Fu arrestato a Boston il 17 novembre 1894, mentre stava per imbarcarsi per l’Europa. La polizia controllò i resti del castello, affermando di avere trovato gli scheletri di 150 persone. Ma probabilmente molti di più furono quelli che non si poterono recuperare, siccome potevano essere stati o completamente bruciati o dissolti nell’acido, venduti o fatti sparire.

Henry Howard Holmes morì impiccato la mattina del 7 maggio 1896, all’età di soli 35 anni. La sua fu una lenta agonia, che durò quindici minuti: infatti il cappio non era stato preparato a regola d’arte.

Il suo castello degli orrori, nonostante fosse ridotto a un moncone bruciato, divenne un’attrazione per gli abitanti, fino a quando un secondo incendio scoppiato misteriosamente lo rase al suolo completamente. Peccato, sarebbe stato agonizzante andarlo a visitare.

 

 

 

 

 

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