Estefanía Gutiérrez Lázaro e la tavola Ouija

La storia horror di ESTEFANIA GUTIERREZ LAZARO E LA TAVOLA OUIJA è qualcosa di terrificante che va certamente raccontato.

Estefania Gutierrez Lazaro e la tavola Ouija

La vicenda di Estefanía Gutiérrez Lázaro e la tavola Ouija ha colpito una famiglia spagnola, un incubo reale iniziato per quello che poteva sembrare uno stupido gioco. Stiamo per parlare di una storia vera che al solo pensarci ci trascina in notti insonne, in un mondo nascosto nelle ombre, ma molto vicino a noi.

Qualcuno con un po’ di coscienza direbbe che non si gioca con la Tavola Ouija, poiché non sai cosa possa davvero accadere. Questo è vero, ma l’ignoto è qualcosa di così attrattivo da spingerci a compiere una sciocchezza che possa costarci la vita.

La storia vera di Estefania Gutierrez Lazaro e l’uso che ne fece della tavola Ouija, ha ispirato Paco Plaza nella realizzazione del film horror Veronica. Film che vi consiglio davvero di vedere.

Ora immaginate di organizzare una seduta spiritica, magari senza nemmeno crederci troppo, ma poi qualcosa succede, si odono rumori e… se vi accadesse qualcosa di simile a Estefanía Gutiérrez Lázaro? Un gioco potrebbe trasformarsi in qualcosa di terrificante, in una esperienza che vi segnerà per il resto della vostra vita. Sempre se sopravviverete all’ira e la crudeltà di uno spirito maligno.

Adesso preparatevi, perché nelle prossime righe scoprirete cosa accadde anni fa a questa giovane ragazza che aveva deciso di fare affidamento alla Tavola Ouija per invocare un defunto.

La tavola Ouija acquistata per uno scopo

La storia horror, che abbiamo intitolato  Estefania Gutierrez Lazaro e la tavola Ouija, inizia nel 1990, a Vallecas, in Spagna. Prima di continuare vi preciso che si tratta di una storia vera, anche se i più scettici cercheranno una spiegazione scientifica a quanto accadde.

Estefania Gutierrez Lazaro, una giovane studentessa, ha perso da poco il fidanzato in un incidente motociclistico. Intristita per l’accaduto, decide di utilizzare una tavola Ouija insieme a una sua amica. Lo fanno dentro un’aula vuota della scuola, con la speranza di riuscire a mettersi in contatto con il fidanzata defunto. Per provarci almeno.

Tuttavia, durante la seduta spiritica vengono interrotte dall’insegnante che era entrata nell’aula. Furiosa, l’insegnante spezzò la tavola Ouija. Le ragazze non sanno ancora di avere scatenato una forza maligna.

Eventi paranormali prendono vita

Da quel momento iniziano a verificarsi degli eventi molto strani. Estefania Gutierrez Lazaro inizia ad avere delle convulsioni e dice di vedere delle persone alte, come delle ombre che si aggirano in casa. Anche i genitori di lei confermarono di udire rumori sospetti, soprattutto di notte. Tutti in casa si sentivano osservati…

Nei mesi successivi visita diversi centri di salute, ma nessun medico trova una diagnosi ai suoi malori. Il tempo trascorre e la giovane entra in coma e viene ricoverata nell’ospedale di Rigorio Maradon il 14 agosto 1991. Poco dopo muore.

Se credete che sia finita qui, vi sbagliate di grosso, perché è proprio con la morte della giovane che la storia divenne ancora più terrificante. Infatti, la casa di Estefania sembra posseduta. Porte che si aprono da sole, crocifissi che cadono, presenze e ombre sempre più invadenti, muri graffiati e mobili spostati rappresentano gli eventi paranormali nella casa.

La chiamata alla polizia di Vallecas

Una notte gli eventi paranormali diventano talmente violenti che i Gutierrez decidono di chiamare la polizia. Alle 2.30 della notte, tutta la famiglia era in strada ad aspettare la polizia.

Quando i poliziotti entrano in casa, ahimè per loro rimangono agghiacciati. La temperatura in casa era gelida, i crocifissi ruotavano, i quadri traballavano e videro una presenza nel corridoio. Quando una foto di Estefania cade a terra e si brucia la parte interna, terrorizzati fuggono sulle scale.

Addentrandoci nel caso di Vallecas, ciò che lo rende ancora più inquietante è che la polizia stessa depositò effettivamente un rapporto che indicava come alcuni agenti avessero assistito in prima persona a eventi di natura paranormale.

 

 

 

 

 

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