Erzsébet Báthory

Per la rubrica sui Serial killer, oggi parleremo di ERZSÉBET BÁTHORY.

Erzsébet Báthory

Erzsébet Báthory, conosciuta in Italia anche come Elisabetta Bathory, soprannominata la Contessa Dracula o Contessa Sanguinaria è stata una serial killer ungherese. Non sappiamo con precisione quante siano state le vittime di questa crudele serial killer, per gli storici sono tra le 100 e le 300, mentre secondo un diario trovato nella sua casa addirittura 650. In tal caso sarebbe la più prolifica serial killer di sempre.

Chi era Erzsébet Báthory

Erzsébet Báthory nacque nel 1560 a Nyírbátor, un villaggio dell’attuale Ungheria, ma venne cresciuta in Transilvania (Romania). Nella sua famiglia, a causa della consanguineità (anche il padre aveva sposato una sua cugina), non mancavano malattie del sistema nervoso: molti suoi membri mostravano segni di epilessia, schizofrenia e altri disturbi mentali. Anche lei, fin da bambina, diede subito segni di squilibrio mentale. Era una bambina che passava in un attimo dalla quiete alla collera.

Nel 1571, all’età di 11 anni, fu promessa in sposa al conte Ferenc Nádasdy, di sette anni più grande di lei, e andò a vivere nel castello di Nádasdy di Sárvár nel Transdanubio, presso il confine austriaco.

Si sposò a 15 anni e al matrimonio invitarono persino il  sovrano del Sacro Romano Impero Massimiliano II, il quale non poté partecipare, ma inviò una delegazione con un costoso gioiello come regalo di nozze.

Il marito di Erzsébet Báthory faceva all’epoca parte di un gruppo di spadaccini noto come il “Terribile Quintetto“e quindi era spesso lontano da casa a combattere delle battaglie. Era anche un uomo a cui piaceva torturare i servi. Una delle sue torture preferite consisteva nel cospargere di miele una ragazza nuda e lasciarla legata vicino alle arnie di sua proprietà. Follia allo stato puro!

Nei primi dieci anni di matrimonio non ebbe figli, ma nei nove anni seguenti partorì tre figlie e un figlio. Fu una madre molto protettiva e gestiva bene la servitù del castello quando il marito era assente e lontano dal castello.

La serial killer Erzsébet Báthory

Erzsébet Báthory conobbe Dorothea Szentes, un’esperta di magia nera che incoraggiò le sue tendenze sadiche. Le insegnò i segreti e le pratiche della stregoneria. Questo evento darà vita a una delle più spietate serial killer della storia.

Una sera, una serva di appena 12 anni provò a fuggire dal castello con indosso soltanto una lunga camicia bianca. Quando la catturarono e la condussero al cospetto della contessa, lei la costrinse a entrare in una gabbia cilindrica troppo stretta per sedersi e troppo bassa per stare in piedi. Poi la gabbia venne sollevata da terra tramite delle carrucole e spinta contro dei paletti appuntiti; il corpo della giovane serva venne ridotto a pezzetti.

In un’altra occasione, in pieno inverno, fece condurre nel cortile, sotto la sua finestra, delle ragazze denudate. Ordinò quindi di versare acqua su di loro. Le ragazze morirono per assideramento.

Poco tempo dopo in Erzsébet Báthory nacque la convinzione che se avesse fatto delle abluzioni o bevuto il sangue di giovani vergini, questo le avrebbe garantito la giovinezza eterna. Cominciò così a torturare e uccidere barbaramente giovani contadine, e in seguito, anche le figlie della piccola nobiltà.

Nel 1609 Erzsébet Báthory istituì nel suo castello un’accademia che aveva come fine apparente l’educazione di ragazze provenienti da famiglie agiate. Prese a tradimento, le sue vittime venivano spogliate, incatenate a capo in giù e quindi seviziate.

Le loro gole venivano recise e il sangue fluiva, pronto per essere raccolto e usato dalla folle serial killer.

La fine della serial killer

Quando le denunce per le sparizioni delle giovani aristocratiche arrivarono alla Chiesa cattolica, l’imperatore Mattia II (che era molto meno ricco della contessa ungherese) ordinò un’indagine sulla nobildonna. Gli inviati dell’imperatore entrarono di nascosto nel castello e colsero sul fatto Erzsébet Báthory mentre torturava alcune ragazze. Scoprirono inoltre molti cadaveri straziati e donne ancora vive con parti del corpo amputate.

La incriminarono e la murarono viva in una stanza del suo castello. La stanza aveva un foro dal quale riceveva il cibo per sopravvivere. Anche i suoi complici furono incriminati, a uno lo decapitarono e ad un’altra le amputarono prima le dita e poi la bruciarono viva.

Erzsébet Báthory, la Contessa Dracula, morì dopo 4 anni di prigionia, si lasciò morire di fame.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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