Edmund Kemper

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di EDMUND KEMPER.

Edmund Kemper

Edmund Kemper, nato a Burbank il 18 dicembre del 1948, è un serial killer statunitense che uccise tra il 1972 ed il 1973. Conosciuto anche semplicemente come “Ed Kemper” o “Co-ed Killer“, è uno dei serial killer più efferati della storia americana. Operò nei primi anni settanta. Iniziò la sua vita criminale sparando ad entrambi i suoi nonni quando aveva quindici anni. Successivamente Kemper uccise e smembrò sei autostoppiste nella zona di Santa Cruz. Infine assassinò sua madre e una delle amiche di lei, prima di costituirsi egli stesso alla polizia poche ore dopo gli omicidi.

Chi era Edmund Kemper:

Edmund Kemper era l’unico figlio maschio nato dall’unione tra Edmund Emil Kemper Jr. e Clarnell Strandberg. Da bambino era estremamente brillante, ma manifestò sintomi di disturbi psichici fin dalla giovane età. Si divertiva a torturare e uccidere gli animali, faceva strani giochini sessuali con le bambole delle sorelle, era un piromane e mostrava segni di necrofilia. Quando sua sorella gli disse di dare un bacio ad una insegnante, ebbe una crisi di rabbia, e le rispose: «Per baciarla dovrei prima ucciderla».

I suoi genitori divorziarono e fu affidato alla madre, che lo portò a vivere nel Montana. Aveva un rapporto pessimo con sua madre, Clarnell, una donna violenta che lo picchiava e lo umiliava di continuo. Clarnell faceva spesso dormire il figlio chiuso in cantina, perché temeva che potesse violentare la sorella più piccola. È ormai ampiamente assodato che fosse un soggetto borderline con grossi disturbi della personalità.

Nell’estate del 1963, Kemper scappò di casa per andare a cercare il padre in California. Una volta lì, scoprì che il padre si era risposato e non voleva avere più niente a che fare con lui. Kemper e sua sorella finirono a vivere con i nonni in un ranch sulle montagne nel North Fork, California. Kemper trovò deprimente vivere nel North Fork, specialmente perché detestava sua nonna.

Il primo omicidio:

Il 27 agosto 1964, Kemper sparò alla nonna mentre la donna era seduta al tavolo della cucina intenta a scrivere le pagine conclusive del suo libro di fiabe. Quando suo nonno rincasò, Kemper sparò anche a lui. Poi telefonò alla madre, che lo convinse a chiamare la polizia. Interrogato, disse che “voleva solo sentire cosa si provasse ad uccidere la nonna” e che uccise anche il nonno perché sapeva che si sarebbe arrabbiato con lui per quello che aveva fatto.

Kemper, internato in un ospedale Psichiatrico Criminale, divenne amico del suo psicologo e diventò persino suo assistente. Come risultato dei test su di lui effettuati, si scoprì che possedeva un quoziente d’intelligenza di 136, furbo abbastanza da guadagnarsi la fiducia dello psicologo per avere accesso ai risultati dei test degli altri prigionieri. Kemper fu rilasciato dalla prigione nel 1969, dopo aver scontato una pena di meno di cinque anni di detenzione. Contro il parere di molti dottori dell‘ospedale psichiatrico, venne riaffidato alla madre. Kemper riuscì a convincere gli psichiatri che ora stava bene e che i suoi problemi giovanili se li era lasciati alle spalle maturando.

Fece una serie di lavori estemporanei prima di trovare un impiego nel dipartimento dei lavori pubblici (sezione autostrade) dello Stato della California. Alto più di due metri e dal peso di circa 136 kg, era noto come un giovane rispettabile e serio. Strinse persino una solida amicizia con il capo della polizia della sua città, che lo aveva soprannominato affettuosamente “Big Ed” e lo invitava spesso a casa sua.

Il serial killer Edmund Kemper:

Il 7 maggio 1972, Edmund Kemper stava guidando nei pressi del campus universitario UC Santa Cruz, quando diede un passaggio a due studentesse diciottenni di nome Mary Ann Pesce e Anita Luchessa, che stavano facendo l’autostop per raggiungere la Stanford University. Dopo aver guidato per circa un’ora, si diresse in una zona di campagna e strangolò entrambe le ragazze. Non contento le accoltellò ripetutamente. Kemper trasportò i cadaveri a casa della madre, portò i corpi in camera sua e scattò macabre foto pornografiche delle ragazze. Quella stessa notte, Kemper fece a pezzi i cadaveri e infilò i resti della Pesce in una valigia, che poi abbandonò sul ciglio della strada vicino alle montagne. Si servì della testa decapitata della Luchessa per praticare sesso orale, prima di gettare i resti della ragazza in una scarpata.

La notte del 14 settembre 1972, Kemper raccolse dalla strada la quindicenne Aiko Koo, poi la strangolò e violentò e dissezionò il cadavere.

Il 7 gennaio 1973, Kemper diede un passaggio alla studentessa diciannovenne Cindy Schall e le sparò con una pistola calibro 22. Come sempre portò il corpo a casa della madre e lo smembrò. Rimosse anche il proiettile dal cranio della ragazza e seppellì la testa in giardino con il viso rivolto verso le sue finestre per farle uno scherzo. Successivamente, motivò il fatto compiuto, dicendo che la madre “voleva sempre che le persone la guardassero“.

Il 5 febbraio di quell’anno, dopo una discussione con la madre, Edmund Kemper uscì di casa in cerca di potenziali vittime. Ucciderà due donne con il solito modus operandi.

L’arresto del serial killer:

Venerdì 20 aprile 1973, Edmund Kemper uccise la madre nel sonno colpendola con un martello. Successivamente la decapitò, ne violentò il corpo e mise la testa sulla mensola del caminetto dove la usò come bersaglio per le freccette, infine le strappò le corde vocali e le gettò nel trita rifiuti. «Mi sembrava appropriato» commentò dopo il suo arresto, «dato che non aveva fatto altro che urlare, strillare e infierire contro di me per anni». Non avendo ancora placato il suo istinto omicida, invitò per cena la migliore amica di sua madre e la strangolò.

In seguito sarà Edmund Kemper a costituirsi e confessare gli omicidi.

Interrogato in carcere, ammetterà di aver compiuto anche atti di cannibalismo su almeno una delle sue vittime. Dichiarò: «Effettivamente ho divorato in parte la mia terza vittima. Ho tagliato dei pezzetti di carne che avevo messo nel congelatore. Una volta scongelata, ho cotto la carne in un pentolino con delle cipolle. Poi ho aggiunto della pasta e del formaggio».

Fu condannato all’ergastolo e nel carcere si è laureato. Insegna informatica in carcere e partecipa attivamente a un programma di trascrizione di opere letterarie in alfabeto Braille per i ciechi. Queste attività gli hanno procurato diversi premi dall’amministrazione carceraria americana.

Serial killer

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