Ed Gein

Per la rubrica i più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di ED GEIN.

Ed Gein

Ed Gein è stato un serial killer soprannominato il macellaio di Plainfield. Nacque il 27 agosto del 1906 e morì il 16 Luglio del 1984.

La storia di Ed Gein è fonte d’ispirazione per la realizzazione di romanzi e film horror, tra i quali troviamo per esempio Non aprite quella porta e  Psycho.

Chi era Ed Gein:

La famiglia Gein viveva in una fattoria fuori Plainfield, remota cittadina del Wisconsin, ribattezzata dagli stessi abitanti “il buco morto dello stato”. La madre, Augusta, donna dal carattere dominante e fanatica religiosa, costrinse i figli Edward ed Henry (morirà anni dopo in un incendio) a isolarsi dalla società esterna, e in modo particolare nei riguardi del sesso femminile. Tale costrizione scatenò in Ed Gein il repulso per il sesso.

Il rapporto di Ed Gein con la madre fu molto contraddittorio e malato, infatti, se da un lato la riteneva una figura mistica, nel subconscio la ripudiava. Quando la madre fu colta da un ictus e morì, il mondo crollò addosso a Ed Gein. La perdita dell’unica figura importante gli causò uno squilibrio mentale irreversibile. Il macellaio di Plainfield diede allora iniziò alla sua macabra collezione.

Il serial killer Ed Gein

La mattina del 19 novembre 1957, Ed Gein si recò alla ferramenta di Plainfield, gestita dalla signora Berenice Worden, per acquistare una latta d’olio. Nel negozio trovò un fucile, lo caricò e sparò alla nuca della donna. Poi trascinò il cadavere sul furgoncino e fece ritorno a casa, come se nulla d’insolito fosse accaduto.

Quando nel pomeriggio il figlio della signora Worden entrò nel negozio, si spaventò a morte nel vedere tutto quel sangue sparso sul pavimento. In preda al terrore, il ragazzo chiamò la polizia, e nel momento in cui gli agenti gli chiesero se nutrisse dei sospetti su chi avesse potuto aver fatto del male alla madre, lui, quasi d’istinto, fece il nome di Ed Gein. Lo riteneva un uomo particolare e quindi un possibile sospettato. Durante la perquisizione sulla scena del crimine, gli agenti trovarono sul bancone uno scontrino d’acquisto di una latta d’olio.

Le macabre scoperte

Lo sceriffo e i suoi uomini si recarono a casa di Ed Gein. Arrivati alla fattoria, gli agenti si divisero in due squadre: la prima entrò nella casa, mentre gli uomini della seconda raggiunsero il capanno adibito a legnaia. Questi ultimi forzarono la porta e scoprirono il cadavere di Berenice Worden. Il corpo scuoiato della donna, privo della testa e svuotato delle sue interiora, era stato appeso al soffitto.

Al contempo, la prima squadra di agenti entrò in casa del macellaio di Plainfield, la quale era piena d’immondizia e l’odore era nauseabondo. Solo la stanza della madre, al piano superiore, non era stata toccata. Ed Gein l’aveva lasciata intatta, come se la mamma tanto amata e altrettanto odiata, fosse ancora in vita. Ogni cosa, in quella stanza da letto, era stata lasciata in perfetto ordine.

Esplorando la fatiscente abitazione, gli agenti si trovarono di fronte a un’incredibile quantità d’apparecchi radio, sebbene nella casa mancasse l’energia elettrica per farli funzionare, scatole ricolme di cibo avariato, un’infinità d’oggetti strani (non tutti necessariamente macabri), e… resti umani!

La collezione di Ed Gein

La collezione di Ed Gein comprendeva anche un cranio di bambino, una scatola contenente dita umane, brandelli di pelle, bulbi oculari e dentiere. Non tutto quello che ritrovarono in casa derivava da omicidi, perché Ed Gein iniziò a frequentare i cimiteri con l’intento di profanare tombe. Preferiva quelle di donne di mezza età che gli ricordavano la madre. Quando in paese avveniva un decesso, si precipitava al cimitero e dissotterrava il cadavere di turno e lo portava a casa per poterne fare ciò che voleva.

Gli agenti si ritrovarono a catalogare una gran quantità di resti umani utilizzati per creare macabri oggetti. Con ossa di tibia Ed Gein si era costruito i piedi di un tavolino, mentre la parte superiore di un cranio di bambino era stata trasformata in scodella per il brodo. Gli agenti trovarono inoltre una cintura costituita interamente da capezzoli femminili, un tamburo di pelle umana, vasi contenenti nasi e vagine sotto spirito, una poltrona con braccia al posto dei braccioli, il letto decorato con teschi, e i resti di almeno altre dieci persone.

Il pezzo forte della macabra collezione era un vestito di pelle umana. Nel ritrovare l’aberrante feticcio, gli psicologi giunsero alle medesime conclusioni: l’uomo desiderava cambiare sesso, stravolgere la sua natura maschile, poiché nella sua mente malata quello era il solo modo per fare rivivere la madre morta. (Stessi comportamenti che troviamo in Norman Bates).

Nelle ore seguenti alla macabra scoperta, ritrovarono le budella della donna in un abito da uomo, mentre la testa era in un sacchetto di plastica. Particolare curioso, una serie di piccoli chiodi ricurvi erano stati infilati nelle orecchie. Forse era intenzione del maniaco appendere la testa in casa come un macabro trofeo di caccia. Infine, il cuore di Berenice lo ritrovarono in una borsa di plastica.

La fine del serial killer

Ed Gein fu arrestato e incolpato di duplice omicidio; quello di Berenice Woden e di Mary Hogan, tenutaria di una piccola locanda di Plainfield scomparsa nel nulla alcuni mesi prima. Per molto tempo Ed Gein aveva scherzato con i compaesani sul fatto che Mary si trovasse a casa sua, ma nessuno lo aveva mai preso sul serio. Poi, un giorno, durante una perquisizione nella fattoria degli orrori, gli agenti trovarono, rinchiusa in una borsa, una matassa di peli appiccicata a un viso: il mistero di quella scomparsa era stato svelato. Avevano trovato Mary Hogan, o almeno una parte di lei.

Ed gein

Arrestato nel novembre del 1957, Ed Gein fu prima assegnato alle cure del Central State Hospital, e dieci anni più tardi condannato per il duplice omicidio di Berenice Worden e Mary Hogan. Durante il periodo di carcerazione, Ed Gein s’integrò perfettamente nella vita carceraria. Paziente modello e riservato, lavorò come falegname, muratore e inserviente. In più di un’occasione ebbe modo di scherzare sulla sua vicenda. Un giorno, durante una conversazione con lo sceriffo che lo aveva arrestato, disse: “Sceriffo… anch’io ho un cuore...”

Ed Gein morì per arresto respiratorio, il 26 luglio 1984. Oggi è sepolto a Plainfield, accanto alla madre Augusta.

 

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.