Gary Ridgway

Per la rubrica i più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di GARY RIDGWAY.

Gary Ridgway

Noto anche come Green River Killer The Riverman (Salt Lake City, 18 febbraio 1949), è un serial killer statunitense che ha commesso almeno 49 omicidi, forse fino a più di 71. Fu arrestato nel novembre 2001, dopo quasi 20 anni di caccia.

Chi era Gary Ridgway:

Gary Ridgway nacque a Salt Lake City, nello Utah, da Mary Rita Steinman e Thomas Newton Ridgway. La madre era una dominante mentre il padre era solito frequentare prostitute. Questo avrebbe creato un forte disagio nella personalità debole di Ridgway che litigava spesso con i genitori. A cena il padre raccontava che, nel breve periodo in cui aveva lavorato in un obitorio, aveva visto un uomo che aveva rapporti sessuali con i cadaveri. Questo episodio diventò in Ridgway un oggetto di fantasia sessuale, soprattutto nell’adolescenza. Da bambino soffrì di enuresi. La madre, quando scopriva l’incidente, lo lavava e lo guardava storto, creandogli imbarazzo. Ridgway provava verso di lei sentimenti contrastanti, che andavano dall’attrazione sessuale alla rabbia; alcune volte fantasticò sull’idea di avere un rapporto sessuale con lei, altre volte sognò di tagliarle la gola.

Amava torturare e uccidere piccoli animali: sparava agli uccelli ed una volta rinchiuse un gatto vivo in una vecchia ghiacciaia fino a causarne la morte. A 16 anni accoltellò all’addome Jimmy Davis, un bambino di sei, e ne nascose il corpo nei boschi. Mentre Ridgway si allontanava, il bambino lo sentì mentre rideva e diceva: “Ho sempre desiderato sapere che effetto fa uccidere qualcuno”. Il bambino riuscì a tornare a casa, fu operato al fegato e rimase per alcuni giorni in ospedale. A 20 anni, dopo la scuola, si arruolò in marina.

Successivamente si sposò con una sua giovane amica dei tempi della scuola, Claudia Barrows, e poco dopo partì per il Vietnam. Durante il servizio nella marina spese molto tempo con le prostitute, e contrasse per la seconda volta la gonorrea. Questo lo fece arrabbiare molto, ma continuò ad avere rapporti sessuali non protetti con altre prostitute. Il matrimonio con Claudia finì in un anno circa; divorziarono il 14 gennaio 1972 a causa della reciproca infedeltà.

Il 14 dicembre 1973 si risposò con una donna di nome Marcia Winslow, della quale si era innamorato l’anno precedente. I due divorziarono anche stavolta a causa dell’infedeltà reciproca. In questo periodo diventò un fanatico religioso: si impegnava nel leggere la Bibbia sia a casa che al lavoro, costringeva la moglie a seguire gli insegnamenti del loro pastore, piangeva dopo che sentiva i sermoni e faceva proselitismo porta a porta. Il 5 settembre 1975 nacque il primo figlio, Matthew. Ridgway ottenne il permesso di vederlo nei week-end.

Negli anni settanta iniziò a lavorare come verniciatore di pick-up presso la Kenworth Truck Company; per caricare le prostitute usava un camion marrone scuro con chiazze di minio. Prima di entrare nella Kenworth tentò senza successo di entrare nella polizia. Talvolta chiese a Marcia di avere rapporti sessuali in posti inappropriati, come i boschi e le zone pubbliche. Secondo una testimonianza di Marcia, in un’occasione provò a strangolarla: lei durante una lite non gli aveva risposto e lui le strinse un braccio intorno al collo. Inoltre avrebbe praticato con lei il bondage. In generale aveva un appetito sessuale insaziabile: chiedeva alle mogli e a vecchie amiche di copulare più volte al giorno, talvolta anche in aree pubbliche. I familiari e gli amici lo conoscevano come una persona amichevole, tuttavia strana.

Gary Ridgway

Attorno al 1985 prese degli appuntamenti con una donna di nome Judith Mawson, con cui si sposerà il 12 giugno 1988. Lei notò che il marito usciva di casa molto presto per svolgere del lavoro extra: potrebbe avere commesso dei delitti in quei momenti. La Mawson non sospettò mai che Ridgway potesse essere il Green River Killer; prima dell’arresto del 1987 non conosceva nemmeno il caso perché non guardava i notiziari. Secondo le future testimonianze del killer, il suo matrimonio con lei lo rese felice e gli avrebbe fatto uccidere meno vittime.

Il serial killer Gary Ridgway:

Gary Ridgway commise gli omicidi tra il 1982 e, presumibilmente, il 1998; potrebbe avere ucciso anche oltre il 1998, fino al 2001. In realtà il primo delitto l’avrebbe commesso negli anni settanta. Tutte le sue vittime erano prostitute, che frequentava assiduamente; le più giovani avevano solo 15 anni. Gran parte di esse le abbordò nella Pacific Highway South, una strada a luci rosse nei pressi dell’aeroporto di Seattle-Tacoma detta “lo Strip”. L’area colpita fu la Contea di King, a Seattle (Washington). Ridgway le caricava sul suo pick-up e per tranquillizzarle mostrava loro la foto del figlio Matthew. Arrivato in una zona appartata, portava la vittima sul retro del pick-up per una prestazione. Successivamente la strangolava a mani nude o con un laccio; in alcuni corpi il laccio era stato stretto così forte da penetrare nella carne. In molte altre occasioni, soprattutto dopo i primi delitti, le uccideva in casa propria.

Dopo che una vittima svuotò la vescica mentre la strangolava, chiese alle prostitute di urinare in bagno prima della prestazione. Successivamente al delitto tagliava le unghie al cadavere per assicurarsi che non vi fosse sopra il suo DNA e lo violentava, per poi nasconderlo in alcune zone boschive lontane dalla città. Ogni tanto tornava sulla scena del crimine per violentare il cadavere, sebbene decomponesse. Per evitare l’odore si cospargeva di un antisettico di sua invenzione, un miscuglio di alcool e Aqua Velva; non è stato accertato se funzionasse veramente: lui credeva così.

Ridgway, secondo le sue confessioni, era quasi diventato uno schiavo della necrofilia: per combattere il vizio decise di nascondere i corpi in zone sempre più lontane o di seppellirli. Infine sfiorò l’idea del cannibalismo, che non praticò mai, e l’idea di impalare una prostituta. I primi corpi li gettò nel fiume Green River. Due vittime accertate e due sospette vennero trovate a Portland, nell’Oregon. Alcuni resti delle vittime li sparpagliò sempre nell’Oregon nel tentativo di depistare la polizia. Annotava in block notes alcuni particolari delle vittime, tra cui il numero di telefono, usando un linguaggio in codice noto solo a lui, così la moglie non si sarebbe insospettita. Spesso telefonava al protettore con lo pseudonimo “Steve” per chiedergli di avere un altro incontro con la ragazza: era un modo per depistare anche lui. Gran parte dei delitti avvennero nel 1982-1984; successivamente rallentò il ritmo per timore di essere arrestato.

L’arresto del serial killer:

Il killer venne arrestato il 30 novembre 2001 a Renton, furono degli esami del DNA sui corpi di alcune vittime a inchiodarlo, mentre stava lasciando la compagnia Kenworth per cui lavorava. Era accusato di quattro omicidi accertati, quelli ai danni di Marcia Chapman, Opal Mills, Cynthia Hinds e Carol Ann Christensen. Con l’analisi della composizione dello spray che usava per riverniciare il pick-up, gli vennero accertati altri tre delitti ai danni di Wendy Coffield, Debra Bonner e Debra Estes. Il 5 settembre 2002 Ridgway e la Mawson divorziarono.

La polizia lo avvertì che, se avesse confessato subito tutti i delitti, avrebbe avuto poche probabilità di essere condannato alla pena di morte al processo. Gary Ridgway patteggiò quindi con la polizia e confessò di essere il Green River Killer. Il 5 novembre 2003 ammise di avere commesso tutti e 48 i delitti scritti nella lista della polizia.

Con il suo aiuto nello stesso anno vennero ritrovati altri tre corpi: il 16 agosto quello di Pammy Annette Avent, tra il mese di agosto e ottobre quelli di Marie M. Malvar, Pammy Annette Avent e April Buttram; quest’ultimo era decapitato. Il 23 novembre venne trovato nei pressi di Issaquah il teschio mancante di una vittima, Tracy Winston. L’ultimo cadavere, quello di Becky Marrero, sarà trovato il 21 dicembre 2010. In totale gli agenti recuperarono 49 corpi (48 fino alla pronuncia della sentenza processuale). In alcune interrogazioni successive confessò prima 52 delitti, poi 65 e infine 71. Quest’ultima la fece il 31 dicembre 2003. Quella in cui ne confessò 65 è contenuta in un nastro diffuso dalla polizia il 9 febbraio 2004.

Il 18 dicembre 2003 il giudice Richard Jones lo trovò colpevole di 48 omicidi e lo condannò a 48 ergastoli e 480 anni di carcere senza la possibilità di uscire sulla parola; aggiunse infine una condanna al carcere a vita. I 480 anni di pena gli derivarono dalla manomissione delle scene del crimine. Alla Corte disse che aveva ucciso così tante prostitute che aveva perso il conto. Con il patteggio evitò la pena di morte.

Nell’udienza del 5 novembre 2003, si verificò un fatto rimarchevole: mentre venivano sentiti i familiari di alcune delle vittime che, comprensibilmente, sfogavano il loro dolore e la loro rabbia per l’ingiusto dolore causato dall’uomo, uno di essi, Robert Rule, il padre di Linda Jane, gli si rivolse chiamandolo “Signor Ridgway”, e affermando: “in quest’aula c’è molta gente che la odia, ma io non sono uno di questi. È stato molto difficile per me il cammino verso il perdono, ma io le dico: lei è perdonato, signore”. Ridgway, che fino ad allora era stato impassibile, accusò il colpo e scoppiò in pianto.

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