Donato Bilancia

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul nostro pianeta, oggi parleremo di DONATO BILANCIA.

Donato Bilancia

Donato Bilancia, nato a Potenza il 10 Luglio del 1951, detto Walter e in seguito soprannominato come il mostro della Liguria, è un criminale e un serial killer italiano, condannato a 13 ergastoli per aver commesso una serie di 17 omicidi fra il 1997 e il 1998 in Liguria e nel basso Piemonte, in un arco di tempo di 6 mesi.

Chi era Donato Bilancia:

Nel 1956 andò a vivere a Genova con la famiglia. Cresciuto con un rapporto difficile con madre, padre e fratello, inizia ben presto a rubare. A 15 anni i primi guai con la giustizia, continuati nel 1974 con un arresto in flagranza di reato (furto anche in questo caso) e nel 1976 per rapina (riuscirà poi ad evadere dal carcere). Alla professione di ladro si unisce anche il vizio del gioco d’azzardo. Come egli stesso dichiarerà in seguito ai carabinieri: puntava spesso somme molto elevate, rimanendo tuttavia sempre fedele a dei principi etici, pagando sempre i suoi debiti e non venendo mai meno in tal senso alla sua parola.

Nell’ambiente delle bische clandestine era noto con il nome di “Walter“. Nel 1987 il suicidio del fratello Michele, che con in braccio il figlio piccolo di 4 anni Luca si getta sotto un treno presso la stazione di Genova Pegli, lo segnò definitivamente, amplificando dei disturbi mentali già da tempo presenti. Nel 1990 Donato Bilancia è vittima di un incidente stradale e rimane in coma per alcuni giorni.

Il serial killer Donato Bilancia:

Il primo delitto avviene il 16 ottobre 1997, quando Donato Bilancia uccise Giorgio Centanaro nella sua casa, soffocandolo con del nastro adesivo. Il delitto venne tuttavia archiviato come morte per cause naturali, in quanto non vi è alcuna traccia che si fosse trattato di un omicidio. Fu Bilancia stesso ad autoaccusarsi di tale omicidio e lo fece di sua spontanea volontà. Raccontò come si svolsero i fatti e sottolineò di averlo fatto in quanto Centanaro l’aveva disonorato e truffato al tavolo da gioco.

Il 24 ottobre, per motivi analoghi assassinò nella loro casa Maurizio Parenti e la moglie Carla Scotto, sottraendo 13 milioni e mezzo di lire in contanti e alcuni oggetti di valore. Il 27 ottobre uccise Bruno Solari e Maria Luigia Pitto, introducendosi nella loro casa a scopo di rapina, e il 13 novembre seguente, nella cittadina di confine di Ventimiglia, freddò Luciano Marro, un cambiavalute, a cui sottrasse 45 milioni di lire. In seguito assassinò un metronotte e poi un cambiavalute a Ventimiglia. In quest’ultimo caso, il cognato della vittima vide allontanarsi una Mercedes nera.

Da quel punto in poi iniziò a uccidere le prostitute (che segnò una svolta alle indagini perché così gli inquirenti riuscirono a ricollegare gli omicidi). Fu una transessuale, Lorena, a riuscire a sfuggirgli in una fuga che vide la morte di due metronotte, sempre a opera di Donato Bilancia. Fu la transessuale Lorena a raccontare di una Mercedes nera e a fornire un identikit del mostro. Così Bilancia cambia il proprio modus operandi e inizia a uccidere sui treni. Sull’Intercity La Spezia-Venezia fece valere le sue doti di scassinatore, aprì il bagno del vagone e sparò ad Elisabetta Zoppetti, uccidendola. Sulla tratta Genova-Ventimiglia, assassinò Maria Angela Rubino e poi si masturbò sul suo cadavere.

Il caso del mostro della Liguria sale al clamore delle cronache, poiché da un ambiente limitato come quello della prostituzione, era passato a colpire sui treni. Ad Arma di Taggia si compì l’ultimo dei delitti di Bilancia, che rapinò ed uccise il benzinaio Giuseppe Mileto.

Donato Bilancia

La fine del serial killer:

La svolta del caso avvenne quando giunse ai carabinieri la notizia che a un abitante del posto non era stata resa una Mercedes nera data in prova. I Carabinieri andarono a verificare di chi si trattasse, scoprendo una corrispondenza tra Bilancia e l’identikit creato in base alla descrizione data da Lorena. A quel punto vennero confrontate le tracce degli pneumatici sulle scene di alcuni degli omicidi con quelle della Mercedes, che si rivelarono perfettamente compatibili. La prova definitiva consistette nel prelievo del DNA del Bilancia da alcuni mozziconi di sigaretta e da una tazzina di caffè. Poi venne confrontato con quello dell’omicida, rinvenuto sul corpo di Maria Angela Rubino. Donato Bilancia venne arrestato il 6 maggio 1998, appena uscito da casa sua in via Leonardo Montaldo a Marassi. Rese confessione spontanea di tutti gli omicidi, attribuendosi anche il primo, quello di Giorgio Centenaro, appunto archiviato come morte naturale.

Donato Bilancia

Donato Bilancia fu condannato a 13 ergastoli per i 17 omicidi e a 16 anni di reclusione per il tentato omicidio di Lorena Castro, con sentenza del 12 aprile 2000 del tribunale di Genova, confermata poi in Corte d’appello e in Corte di Cassazione. Scontò inizialmente la sua pena al carcere di Marassi, poi al carcere di Chiavari; tuttora sta scontando la pena nel carcere Due Palazzi di Padova.

 

 

 

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