Donald Gaskins

Per la rubrica sui Serial killer, oggi parleremo di DONALD GASKINS.

Donald Gaskins

Donald Gaskins, nato nella contea di Florence il 13 marzo del 1933 e deceduto il 6 settembre del 1991, è stato un serial killer americano soprannominato Pee Wee, L’uomo più cattivo in America e anche il serial killer affetto da nanismo. Lo condannarono per 9 omicidi, ma lui se ne attribuì ben 110.

Chi era Donald Gaskins

Donald Gaskins era l’ultimo di una serie di bambini illegittimi. Soprannominato come abbiamo già accennato Pee Wee, da adulto era stato un uomo molto minuto. Infatti, era alto appena 157 cm e pesava 59 kg. Una statura molto minuta per uno spietato serial killer.

Alla madre di Donald Gaskins interessava ben poco del figlio, il quale divenne vittima di alcuni incidenti che gli condizionarono la vita. Ad esempio, quando aveva soltanto un anno, bevve una bottiglia intera di cherosene che gli causò le convulsioni fino ai 3 anni. Già da ragazzetto iniziò a frequentare un gruppo di delinquenti che compievano rapine e stupri di gruppo, finendo per essere arrestato.

Mandato in un riformatorio per i crimini che aveva commesso insieme agli altri delinquenti, venne regolarmente violentato da alcuni suoi compagni di riformatorio. Tornò in libertà quando compiette 18 anni.

Allora Donald Gaskins prese a lavorare in una piantagione di tabacco fino al suo nuovo arresto, che avvenne nel 1953. Era stato sorpreso da una ragazza mentre cercava di scassinare la serratura di un appartamento e lui, in preda alla furia, l’assalì violentemente con un martello. La ragazza sopravvisse all’aggressione e lo denunciò alla polizia. Lo condannarono a 6 anni di prigione.

I primi anni della prigione erano stati duri per lui, in quanto, essendo minuto, veniva stuprato molto spesso dagli altri carcerati. La sua vita cambiò quando assassinò l’uomo più temuto della prigione, Hazel Brazell. Così la sua pena si allungò di altri 3 anni, ma da quel momento in poi è diventato l’aggressore invece della vittima.

Fuggì dalla prigione nel 1955 nascondendosi dietro un camion della spazzatura e fuggì in Florida , dove lavorò in un carnevale itinerante. Lo riacciuffarono ben presto e sarà rilasciato soltanto nell’agosto del 1961.

Il serial killer Donald Gaskins

Il primo omicidio di Donald Gaskins avvenne nel settembre del 1969, quando torturò e uccise un autostoppista. Nelle sue memorie scrisse: “Tutto ciò a cui potevo pensare è come potrei fare qualsiasi cosa volessi.” Questo autostoppista doveva essere il primo di molti che ha raccolto e ucciso mentre guidava lungo le autostrade costiere del Sud America.

Donald Gaskins classificò queste vittime come “uccisioni costiere“. Persone, sia maschi sia femmine, che uccise per piacere, in media circa una volta ogni 6 settimane, quando andava a caccia per sedare i suoi sentimenti di “fastidio“.

Il temibile serial killer affetto da nanismo torturava e mutilava le sue vittime, mentre cercava di tenerle in vita il più a lungo possibile. Ha confessato di avere ucciso queste vittime usando una varietà di metodi: accoltellamento, soffocamento , mutilazioni e persino ha affermato di aver cannibalizzato alcune di esse.

Il serial killer Donald Gaskins prese a uccidere anche persone che conosceva, spinto da motivi puramente personali. Assassinò la nipote di soli 15 anni e la sua amica di 17, picchiandole a morte dopo avere tentato di molestarle sessualmente.

Nel 1973 ha commesso uno dei suoi omicidi più raccapriccianti, quando ha violentato e ucciso due suoi vicini di casa: Doreen Dempsey, una ventitreenne all’ottavo mese di gravidanza e la sua prima figlia di soli 2 anni.

Uccideva anche per denaro, infatti, nel febbraio del 1975 una donna lo assunse per uccidere il suo fidanzato. La questione tracollò, infatti per coprire le tracce dell’omicidio, era stato costretto a uccidere altre 4 persone.

La fine del serial killer

Arrestarono Donald Gaskins il 14 novembre del 1975, quando un testimone riferì alla polizia di averlo visto uccidere due persone. Arrestato, il serial killer disse dove aveva occultato 8 cadaveri e iniziò il processo a suo carico. Il 24 maggio del 1976 lo condannarono a morte per gli 8 omicidi accertati, pena poi commutata all’ergastolo quando in South Carolina cambiò la legge sulla pena di morte.

Il 2 settembre del 1982, Donald Gaskins commise un altro omicidio e ottenne così il titolo di “L’uomo più cattivo in America“. Mentre era rinchiuso nel blocco di massima sicurezza del South Carolina Correctional Institution, uccise un detenuto nel braccio della morte (Rudolph Tyner) che aveva ricevuto la condanna per avere ucciso una coppia di anziani durante una rapina.

Lo assassinò perché assunto da Tony Cimo, il figlio delle vittime di Rudolph Tyner. Impiegò diverso tempo per ucciderlo e ci riuscì dopo più tentativi. Prima aveva cercato più volte di avvelenargli il cibo o le bevande, poi optò per gli esplosivi.

Congegnò un dispositivo simile a una radio portatile nella cella di Tyner e gli disse che avrebbe permesso loro di “comunicare tra le celle”. La vittima non sapeva che nella radio portatile c’era del C-4 e quando se lo portò all’orecchio… Boom!

Donald Gaskins fu così condannato a morte. Lo giustiziarono il 6 settembre del 1991 con la sedia elettrica. Le sue ultime parole furono: “Lascio che i miei avvocati parlino per me. Sono pronto ad andare“.

Mentre era nel braccio della morte, il serial killer raccontò la sua storia a un giornalista di nome Wilton Earle. Affermò di avere commesso tra i 100 ed i 110 omicidi, incluso quello di Margaret “Peg” Cuttino, la figlia tredicenne dell’allora senatore della Carolina del Sud James Cuttino. Tuttavia, le fonti delle forze dell’ordine hanno ritenuto impossibile verificare le sue affermazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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