Dimmi di che segno sei

Dimmi di che segno sei

«Il 2018 sarà un anno molto importante per tutti i nati sotto il segno dell’Ariete. Audaci, coraggiosi e testardi, vi lancerete in nuove sfide per combattere la monotonia, sia in ambito lavorativo, sia in quello sentimentale. Agirete d’impulso, come vostro solito e non mancheranno le occasioni da sfruttare al volo. In amore, cercate di dedicare più tempo alla persona amata che potrebbe sentirsi trascurata…»

«Tesoro, dove hai lasciato le chiavi della macchina?», disse Anna, sovrastando la voce dell’astrologo in TV.

«Taci! Non riesco a sentire l’oroscopo. », urlò Franco.

«Ho bisogno delle chiavi. Non posso arrivare tardi al lavoro. Vuoi aiutarmi?»

«Toro. L’inizio del 2018 sarà un po’ fiacco…»

«Ecco, non mi hai fatto sentire l’ultima parte, stronza!», grugnì Franco.

«Santo cielo, non è mica la fine del mondo. Perché ti ostini a dar retta a quelle idiozie? Nessuno può prevedere il tuo futuro, soltanto Dio…», Anna non riuscì a finire la frase. Nel frattempo, Franco si era alzato dal divano e aveva mollato un sonoro schiaffo alla moglie.

«Mettitelo in quel posto il tuo Dio!», disse l’uomo.

«Bastardo!», lo insultò Anna.

Franco estrasse le chiavi della macchina dalla tasca dei jeans sbiaditi e gliele lanciò in faccia. La colpirono in fronte, sul livido lasciatole in regalo dal marito a Natale, qualche giorno prima. Anna raccolse da terra le chiavi e uscì di casa, sbattendo forte la porta. Franco spense la TV e andò in cucina a mangiare una grossa fetta di panettone, l’unica cosa che gli piaceva di quel periodo dell’anno. Odiava le feste natalizie, i pranzi con i parenti, i loro sguardi accusatori quando vedevano un livido in più sul viso di sua moglie. Cosa poteva farci se quello era l’unico modo per metterla in riga?

Suo padre, morto ormai da dieci anni, gli aveva insegnato tutto ciò che c’era da sapere sulle donne. “Trattale bene e ti cresceranno due corna sulla testa. Prendile a pugni e ti rispetteranno sempre.”. D’altronde, per tutta la sua infanzia, Franco assistette alle percosse sulla madre e una volta cresciuto ne aveva addirittura preso parte.

Inghiottita anche l’ultima briciola di panettone, l’uomo indossò il giaccone pesante e gli scarponi e uscì di casa.

Un soffice tappeto bianco ricopriva ogni cosa. La neve ammassata ai bordi delle strade era divenuta ormai una poltiglia nera e appiccicosa. Franco si strinse nella giacca e camminò fino all’edicola vicino alla chiesa.

«Buongiorno, Franco. », disse l’edicolante appena lo vide. «Il solito?»

«Sì.», rispose lapidale l’altro.

Appena prese in mano la rivista, Franco l’aprì e lesse l’oroscopo della giornata:

Ariete

La giornata parte bene! Se anche nel periodo natalizio dovete lavorare, è possibile ottenere risultati concreti, cogliere al volo le opportunità e sfornare nuove idee. Se siete single e avete un sogno nel cassetto, oggi si realizzerà.

«Buone notizie?», chiese l’edicolante, conoscendo bene il vizio di Franco per quelle previsioni.

«Decisamente!», rispose Franco.

«Beato lei. Oggi invece per quelli del mio segno non c’è nulla di buono. Avrei fatto bene a starmene a letto.»

«È quello che faccio io quando il mio oroscopo non è positivo.»

«Bè, lei può permetterselo. Secondo il mio oroscopo, l’anno prossimo inizierà davvero male, ma da giugno dovrebbe migliorare un pochetto e potrei persino trovare una bella pollastra da ingravidare, sempre che l’astrologo non si sbagli.»

«Se stiamo parlando della stessa persona, lui non sbaglia mai, assicurato. Gli altri sono tutti dei ciarlatani, come quello che ho visto in TV poco fa. Ma Lucio Bassi azzecca qualsiasi previsione.»

«Come farà, non lo capirò mai. »

Terminato quello scambio di battute, Franco pagò la rivista e si diresse al lavoro. Quello dell’oroscopo era un altro vizio tramandatogli dal padre. Franco non prendeva mai una decisione se prima non consultava il suo astrologo di fiducia: quando Lucio appariva in TV, l’uomo ascoltava attentamente le sue parole, leggeva tutte le riviste in cui erano pubblicati i suoi oroscopi e consultava persino il suo sito internet, pagando per le previsioni. Sul sito, in particolare, poteva trovare l’oroscopo del proprio segno per qualunque occasione: le previsioni del giorno, del weekend, del mese, dell’anno presente e di quello futuro, quali segni doveva evitare in quel periodo e con quali sarebbe andato d’accordo. Anche la scelta di sua moglie non era stata del tutto casuale: Lucio Bassi predisse che, quell’anno, l’uomo Ariete, passionale e pronto a buttarsi nella mischia, avrebbe conquistato il cuore di una donna Leone e andò proprio così. Dopo il matrimonio vennero le botte, ma non era colpa sua se quella cagna voleva mettergli i piedi in testa.

Arrivato in azienda, Franco salutò alcuni dipendenti e si rinchiuse nell’ufficio del dirigente. Aveva messo in piedi quell’impresa tutto da solo e il suo oroscopo aveva predetto che ce l’avrebbe fatta. Un Ariete cerca sempre di essere il primo, è un pioniere, molto indipendente, ama guidare gli altri ed eccellere, con un lato un po’ da “dittatore”, così l’aveva descritto Lucio e così era sempre stato Franco.

«Posso entrare?», disse Chiara, la segretaria.

«Entra.», disse Franco. Ogni volta che posava gli occhi su quella donna, il suo uccello diventava duro. Avrebbe voluto infilarglielo dritto in mezzo alle gambe, un suo piccolo sogno nel cassetto. Forse, anche se non era single, la previsione di quella giornata si sarebbe avverata, chi poteva saperlo.

«Ettore chiede se può parlarle. È di là che attende di essere ricevuto. », disse Chiara.

Che cosa vuole quel bastardo dalla mia vita?, si chiese Franco.

«Fallo entrare.», le rispose.

Ettore Spano, uno degli uomini più viscidi che Franco avesse mai conosciuto, entrò e si sedette sulla sedia di fronte alla scrivania dell’imprenditore.

«Perché sei qui Ettore? »

«Non mi saluti nemmeno?»

«Non ho tempo per queste cazzate.»

«E va bene, Franco, verrò subito al punto: sei fottuto.»

«Cosa?»

«Hai capito bene. Fottuto, fregato, usa pure il termine che più ti piace. Quelli della finanza hanno scoperto tutti i tuoi giri di denaro riciclato e prima o poi verranno a prenderti. La notizia è già trapelata e gli investitori stanno ritirando tutti gli ordini.»

«Stronzate, non ti credo!»

«Allora credi a questo.»

Ettore lanciò sulla scrivania i fogli suoi quali era stampata la conferma degli ordini annullati.

«Sono rovinato.», disse Franco.

«Mi dispiace, Franco.», disse Ettore.

«Non è possibile. Il mio oroscopo diceva…»

«Ancora con questa storia? Non puoi basare il tuo futuro sulle parole di un ciarlatano, quante volte te lo devo dire?»

«Tu! Sei stato tu a spifferare tutto. Bastardo, io ti ammazzo!»

Franco si lanciò su Ettore, sbattendolo a terra. Ettore cercò di liberarsi ma Franco era posseduto da una forza sovrumana. Prese a pugni il messaggero di brutte notizie poi, mise le mani intorno al suo collo e strinse con tutta la forza che aveva in corpo, fino a quando portò via anche l’ultima briciola di vita dal corpo di Ettore.

Quando fu tutto finito, Franco si sollevò da terra e per qualche istante rimase a fissare le proprie nocche sporche di sangue. Disperato, tornò alla scrivania, prese in mano la rivista e rilesse il suo oroscopo. Com’era possibile che fosse successo tutto questo? Doveva essere una bella giornata, c’era scritto lì, nero su bianco. Lucio non sbagliava mai. Ci doveva essere sotto qualcosa. Forse quegli inetti che lavorano in redazione avevano sbagliato a pubblicare. Sì doveva essere andata così. Lucio aveva sicuramente predetto che quel giorno sarebbe stato disastroso e se fosse stato pubblicato quell’oroscopo, Franco non sarebbe mai andato in azienda, se ne sarebbe rimasto seduto sulla sua poltrona e non avrebbe mai ricevuto quella brutta notizia e nemmeno ucciso Ettore.

Franco non sapeva cosa fare. Accese il computer e andò sul sito di Lucio Bassi. Aveva bisogno di una predizione che lo rassicurasse sul suo futuro così incerto. Lesse l’oroscopo del giorno. Concetti esposti in maniera diversa, ma il succo era sempre lo stesso: una bella giornata, ricca d’opportunità e positività.

«Col cazzo!», sbraitò Franco.

Era arrabbiato, perché si sentiva tradito, ma anche terrorizzato perché avrebbe perso tutto: la sua azienda e la sua libertà. Cercò di calmarsi. Lesse l’oroscopo per il giorno dopo:

Ariete

Tenaci e concentratissimi sui vostri obiettivi, continuate così e le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare. Qualunque problema si risolverà. Vi aspetta una giornata movimentata e ricca di svolte importanti.

Quelle parole rincuorarono il povero Franco. Tutto si sarebbe risolto l’indomani, sia benedetto l’oroscopo!

Per prima cosa, però, doveva nascondere quel corpo disteso sul suo pavimento. Chiuse la porta a chiave. Non poteva rischiare che la segretaria lo scoprisse in fallo. Trascinò Ettore tenendolo per le caviglie e lo infilò sotto la scrivania. Grazie al pannello di legno posto nella parte anteriore, nessuno l’avrebbe visto. Soddisfatto, l’uomo tirò fuori dall’armadio un piccolo tappeto e lo mise sul pavimento per coprire il sangue schizzato via dal viso di Ettore mentre lo prendeva a pugni. Poi andò nel bagno adiacente all’ufficio, si ripulì le mani e si sciacquò la faccia.

Uscì dall’ufficio. Scusandosi per un impegno imprevisto, salutò Chiara. Camminò in fretta, guardandosi attorno. Aveva la parola ASSASSINO tatuata in fronte. A ogni passo, la neve si appiccicava alle scarpe e i piedi divennero pesanti, come piombo. Franco camminava tenendo lo sguardo di fronte a sé. D’un tratto, i suoi occhi videro la neve macchiarsi di rosso e uno strano rumore rimbombò nelle orecchie. Era un suono mai sentito prima: il ruggito di un animale sconosciuto. Franco aumentò il passo, spintonò alcuni passanti e tirò dritto, senza scusarsi.

Tornato a casa, si chiuse la porta alle spalle sbattendola forte come aveva fatto la moglie qualche ora prima. Il suo gesto, però, non era dettato dalla collera ma dal terrore. Si sedette sulla poltrona e accese la TV. Fece zapping da un canale all’altro, cercando di distrarsi. In qualunque talk show, film o serie TV, rivedeva da spettatore se stesso mentre uccideva Ettore. Franco smise per un attimo di cambiare canale: Lucio Bassi era appena apparso sullo schermo del televisore. Nella pubblicità, l’uomo invitava tutti gli ascoltatori a seguirlo il giorno seguente, in diretta, per le previsioni del nuovo anno.

«Andrà tutto bene.», disse Franco, guardando fisso lo schermo. «Vero che andrà tutto bene, Lucio? Dimmelo, ti scongiuro!»

Franco passò tutto il giorno di fronte alla televisione, tracannando birra e grappa. Anna tornò verso sera. Il marito dormiva in poltrona, circondato dalle bottiglie vuote. Tutto l’amore provato in passato per quell’uomo ora non c’era più. Soltanto la paura la teneva legata a quell’essere disumano, quel mostro che le aveva promesso di proteggerla per il resto della sua vita e invece era diventato il suo aguzzino. Lo odiava.

Franco dormì fino a mattina. Durante la notte, quando neppure l’alcol può impedire ai mostri d’entrare nella mente umana, fece un terribile incubo. Era di nuovo in ufficio, sopra il corpo di Ettore. La testa di quest’ultimo era ridotta a brandelli, come se qualcuno l’avesse colpita ripetutamente con la mazza da baseball. Il pavimento era un lago di sangue mischiato a pezzetti di cervello. Vicino a quel corpo, c’era il cadavere della segretaria, il cranio ridotto in poltiglia. Franco sentì le viscere rimescolargli dentro e salirgli fino in gola. Corse in bagno e vomitò nel water. Quando ebbe finito di rimettere, vide un orecchio mangiucchiato galleggiare nell’acqua della tazza, insieme ai resti del panettone. Inorridito, saltellò all’indietro e si rimise in piedi. Andò verso il lavandino e quando vide la propria immagine riflessa nello specchio non poteva credere ai suoi occhi: attaccato al collo, non c’era la sua testa ma quella di un ariete, il muso insanguinato. Franco urlò. Abbassò lo sguardo e vide le braccia ricoperte di pelo di capra e al posto delle mani gli zoccoli dell’animale, anch’essi sporchi di sangue e cervella. Urlò. Questa volta, dalla sua bocca uscì un suono animalesco: il verso che aveva sentito in strada mentre fissava la macchia rossa sulla neve.

Si svegliò. Vomitò sul pavimento tutto l’alcol digerito nelle ultime ore.

«Merda!», disse, una volta finito. Si alzò e andò in bagno a sciacquarsi la bocca. Per un attimo, ebbe paura di specchiarsi e scoprire che l’incubo non era ancora finito. Per fortuna, però, la sua faccia era a posto. Sentì dei rumori provenire dalla cucina. Uscì dal bagno e vide la moglie intenta a preparare il caffè. Anna lo sentì arrivare, ma non lo degnò di uno sguardo. Continuò a caricare la moca, dando le spalle al marito.

«Ho appena vomitato.», disse Franco. «Devi pulire il pavimento in sala.»

Anna non gli rispose. Franco era stufo di quella donna e del suo atteggiamento irrispettoso. Si avventò su di lei, come una furia. La prese per i capelli e le sbatté la testa contro l’anta dell’armadio. Poi la gettò a terra e la prese a calci e a pugni. Senza accorgersene, si ritrovò sopra di lei, le mani strette intorno al suo collo. Mentre le toglieva la vita, gli risuonò nelle orecchie l’orribile grugnito del suo incubo.

Franco mollò la presa e si scostò dal cadavere di Anna. Che cosa aveva fatto? Non avrebbe mai voluto uccidere sua moglie, mai! Perché stava andando tutto storto? Quel dannato oroscopo aveva sbagliato un’altra volta. Doveva essere una giornata fantastica e invece era iniziata nel peggiore dei modi.

Ma Lucio Bassi non sbaglia mai, si disse. Quindi, c’era stato un altro errore, oppure nella fretta aveva letto l’oroscopo di un altro segno. Sì, sicuramente era andata così. Franco aveva bisogno d’aiuto, di sapere se il futuro sarebbe migliorato. E per farlo doveva parlare di persona con l’astrologo, non si fidava più né dei mezzi di comunicazione né di se stesso. Si ricordò della pubblicità del giorno prima: lo avrebbe trovato agli studi televisivi per la diretta dell’ultimo dell’anno. Doveva raggiungerlo. Lasciò la morte tra le mura di quella casa e uscì senza neppure mettersi il giaccone. Camminò sulla neve, scansando le coppiette e le famigliole felici che passeggiavano aspettando i festeggiamenti della serata di Capodanno. Cercò di non incrociare gli occhi di nessuno, ma per un attimo alzò lo sguardò e per poco non gli venne un infarto: un bambino con la testa d’ariete imbrattata di sangue gli passò accanto. Franco si mise a correre, incurante delle persone allibite che lo guardarono schizzare via come un matto.

Quando raggiunse gli studi televisivi, era sudato fradicio, nonostante facesse molto freddo. Sapeva bene come entrare senza essere fermato dagli uomini della sicurezza. Claudio, un suo amico d’infanzia, lavorava come aiuto regia e gli aveva indicato un punto incustodito dal quale poteva intrufolarsi senza essere visto. Franco aveva utilizzato quell’entrata altre volte.

Entrò negli studi e cercò il camerino di Lucio Bassi. Trovò la porta sulla quale vi era la targhetta con scritto nome e cognome dell’astrologo ed entrò. La stanza, però, era vuota. Decise di attenderlo lì dentro. D’un tratto, sentì di nuovo quell’assurdo verso. Si guardò intorno, cercando di capire da dove provenisse. Quando girò la testa un’ultima volta, sdraiato per terra, vide il corpo senza vita di sua moglie. Com’era possibile? Franco non ebbe il tempo di avvicinarsi al cadavere e capire se fosse vero. Dalle pareti sgorgò un liquido rosso come il sangue, rumore di zoccoli e versi d’animale rimbombarono in tutta la stanza e l’uomo dovette tapparsi le orecchie per non diventare sordo.

Quando il silenzio calò di nuovo nel camerino, il corpo di Anna era sparito nel nulla, come dal nulla era apparso. L’unico rumore che disturbava quel silenzio cimiteriale, era il battito del cuore di Franco. A poco a poco, però, l’uomo si accorse di un altro suono e anche se non poteva vederli, era certo di cosa si trattasse: zoccoli. Si stavano avvicinando e dopo qualche passo si fermarono di fronte alla porta del camerino. Franco era terrorizzato.

La porta si aprì, ma nessun mostro dalla testa d’ariete apparve sulla soglia: Lucio Bassi entrò nella stanza e guardò lo sconosciuto come se sapesse già chi fosse. Franco si gettò ai piedi dell’astrologo, il quale aveva chiuso la porta alle sue spalle.

«La scongiuro, mi aiuti!», disse Franco, in lacrime. «La mia vita sta andando a rotoli: il mio lavoro, mia moglie, tutto distrutto. Ho letto le sue previsioni. Lei aveva detto che sarebbe andato tutto bene, che sarebbe stato un fantastico periodo. Perché mi sta succedendo tutto questo?»

Lucio rise.

«Bastardo, ride di me?», urlò Franco. «Deve dirmi cosa devo fare, cosa accadrà nel mio futuro! Parli!»

Lucio guardò intensamente Franco negli occhi.

«Dimmi di che segno sei.», disse Lucio.

Franco non riuscì mai a farlo. Al posto delle parole, dalla gola uscirono soltanto grugniti e versi.

*

«E ora cari telespettatori, facciamo entrare Lucio Bassi, che in diretta per voi darà le previsioni per il nuovo anno, segno per segno. Ma cosa vedo? Oggi Lucio è in buona compagnia. Che animale è? Una capra?», domandò il presentatore televisivo.

«È un ariete.», rispose Lucio.

 

Biografia dell’autore: Carla Negrini

Nata nel 1990, vivo ad Appiano Gentile. Mi sono laureata in Graphic Design e Art Director alla NABA e diplomata alla Scuola del Fumetto di Milano. Alla Scuola del Fumetto, grazie al corso di sceneggiatura e scrittura creativa, è nata la mia passione per la scrittura. Da quando ho memoria, amo l’horror in ogni sua forma, mi scorre nelle vene, e la maggior parte delle mie storie sono ricche di sangue e incubi.

Nel corso degli ultimi anni, ho partecipato a svariati concorsi letterari e ho pubblicato vari racconti in diverse antologie: alcuni racconti horror nell’antologia Horror Maximo Tale (2014 e 2015), altri nelle raccolte di Z di Zombie (2016 e 2017) e Orrore al Sole (2016) editate da Letteratura Horror e altri ancora nelle antologie Racconti dal lago (2017) e Racconti Lombardi (2017) pubblicate da Historica Edizioni.

Nel 2017 ho affrontato per la prima volta un altro genere letterario, l’erotico, pubblicando un racconto per Milena Edizioni nell’antologia L’Alchimia dei Sensi. Sempre in quell’anno, ho esordito con il mio primo romanzo horror, Il Confinato, pubblicato da Astro Edizioni.

Dal 2016 sono membro dell’Horror Writers Association Italy.

Troverete L’e-book di Carla Negrini a questo link: (cliccate sul titolo o sull’immagine)

IL CONFINATO

Il Confinato

 

Racconti Horror

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