David Berkowitz

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di DAVID BERKOWITZ.

David Berkowitz

David Berkowitz, noto con i soprannomi Figlio di Sam Il killer della calibro 44, è un serial killer statunitense nato il 1 Giugno del 1953. Ha confessato l’uccisione di 6 persone e il ferimento di molte altre a New York tra il 1976 e il 1977. Il suo caso è ancora aperto perché si sospetta la presenza di complici negli omicidi.

Berkowitz, appena nato, fu dato in adozione a Nathan e Pearl Berkowitz. Era un bambino molto intelligente, ma presto cambiò carattere diventando un piromane e un ladro. Iniziò a giocare a baseball ma non ebbe molto successo per il suo comportamento inadeguato e violento. Lavorò come guardia privata e postino.

Il serial killer David Berkowitz:

La prima vittima di David Berkowitz fu una donna. Accoltellò una donna che tuttavia non ferì a morte. Un’altra vittima fu Michelle Forman, ma le ferite lievi le permisero di essere dimessa dall’ospedale. Poco tempo dopo Berkowitz si trasferì a Yonkers.

Nell’estate del 1976 iniziò una serie di agguati con un’arma da fuoco che terrorizzarono New York. La sera del 29 luglio 1976, Jody Valenti (19 anni) e Donna Lauria (18 anni) furono entrambe colpite da colpi di pistola in un parcheggio del Bronx. Lauria morì ma Valenti sopravvisse. Il 23 ottobre del 1976 ci fu un’altra sparatoria nel Queens, sempre in un posteggio. Carl Denaro (19 anni) fu colpito alla testa ma sopravvisse. La compagna, Rosemary Keenan, rimase illesa. Un mese dopo, il 26 novembre 1976, Donna DeMasi (16 anni) e Joanne Lomino (18 anni) furono raggiunti da colpi di pistola nello stesso quartiere del precedente attacco. La DeMasi fu solo ricoverata per le ferite mentre Lomino rimase paralizzato.

Il 30 gennaio 1977 toccò ad una coppia, Christine Freund (26 anni) e John Diel, sempre in un parcheggio. Diel sopravvisse ma la Freund morì. La polizia annunciò che la vittima era stata colpita da una revolver calibro 44 Charter Arms Bulldog. La successiva vittima fu nuovamente uccisa da una calibro 44. La polizia iniziò a sospettare la connessione tra le sparatorie e notò che tutte le vittime erano giovani donne con i capelli lunghi e scuri o giovani coppie, sempre colpite in parcheggi. L’8 marzo del 1977 la studentessa Virginia Voskerichian (21 anni) fu uccisa sul colpo nel distretto del Queens. Nella conferenza del 10 marzo 1977 la polizia annunciò il rafforzamento dell’operazione contro il criminale con l’utilizzo di 300 agenti.

La caccia all’uomo:

La polizia iniziò a fermare vetture Volkswagen gialle (che secondo testimonianze erano sempre presenti sui luoghi dei crimini) e cercarono di localizzare i possessori di centinaia di calibro 44 Bulldog. Tuttavia il killer colpì ancora il 16 aprile del 1977. Alexander Esau e Valentina Suriani furono entrambi uccisi nel Bronx. Sulla strada, vicino alle vittime, fu ritrovata una lettera indirizzata al capitano dell’operazione Joe Borelli. Scritta in modo sgrammaticato, la lettera fornì lo spunto per il nuovo soprannome dell’assassino: il figlio di Sam.

«Mi ha molto ferito il fatto che tu mi abbia definito un misogino. Non lo sono. Ma sono un mostro. Io sono il “figlio di Sam”. Io sono un piccolo monello. Quando padre Sam beve, diventa meschino. Picchia la sua famiglia. Qualche volta mi costringe ad andare fino al retro della casa. Altre volte mi chiude nel garage. Sam ama bere sangue. “Vai fuori e uccidi” comanda padre Sam. Dietro casa nostra qualcosa resta. Per lo più giovani – violentati e massacrati – il loro sangue ormai colato – adesso sono ossa. Papà Sam mi chiude in soffitta talvolta. Io non posso uscire ma posso guardare fuori e vedere il mondo scorrermi davanti. Mi sento un outsider. Io sono su una diversa lunghezza d’onda rispetto a tutti – programmato per uccidere. Comunque, per fermarmi dovete uccidermi. Attenzione polizia: sparatemi prima – mirate alla testa o tenetevi alla larga o morirete! Papà Sam è vecchio adesso. Ha bisogno di sangue per preservare la sua giovinezza. Ha anche avuto molti infarti. “Ugh, mi duole, mi fa male, caro ragazzo.” Più di tutto mi manca la mia dolce principessa. Lei è rimasta nella nostra casa femminile. Ma la vedrò presto. Io sono il “Mostro” – “Beelzebub” – il rotondo behemoth. Io amo cacciare. Girando furtivamente nelle strade cerco il bel gioco – saporita carne. Le donne di Queens sono le più carine. Dev’essere l’acqua che bevono. Io vivo per cacciare – la mia vita. Sangue per papà. Mr. Borelli, signore, io non voglio più uccidere. No signore, non più ma devo, “onora il padre”. Io voglio fare all’amore con il mondo. Amo la gente. Io non appartengo alla terra. Riportami su yahoos. Alla gente di Queens, io vi amo. E voglio augurarvi una lieta Pasqua. Possa Dio benedirvi in questa vita e nella prossima. E per adesso dico addio e buonanotte. Polizia: lasciatevi perseguitare da queste parole: Io tornerò! Io tornerò! Che va interpretato così – bang bang bang, bank, bang – ugh!! Vostro nell’assassinio, Mr. Monster.»

Il figlio di Sam

La prima lettera del “Figlio di Sam”.

Furia omicida:

Il 26 giugno 1977 ci fu un altro agguato. Sal Lupo e Judy Placido avevano lasciato una discoteca a Bayside, un sobborgo del Queens. Secondo la BBC la coppia era in macchina quando fu colpita dagli spari. Entrambi furono feriti ma nessuno dei due in modo grave. Alla descrizione del serial killer la polizia sospettò che stesse usando una parrucca.

Il 30 maggio 1977 un redattore del New York Daily News, Jimmy Breslin, ricevette una lettera del serial killer che una settimana dopo fu pubblicata.

«Ciao dal rigagnolo di N.Y.C. che è alimentato da escrementi di cane, vomito, vino stagnante, urina e sangue. Ciao dalle fogne di N.Y.C. che ingoiano queste bontà quando sono lavate dai camion dei netturbini. Ciao dalle fessure nelle strade di N.Y.C. e dalle formiche che scendono in queste buche e mangiano il sangue dei morti nascosti in queste fessure…»

David Berkowitz sparò ancora il 31 luglio 1977. Stacy Moskowitz e Robert Violante furono entrambi colpiti alla testa in un parcheggio di Brooklyn: Moskowitz morì, ma Violante sopravvisse. Quella sera, Cecilia Davis, che viveva vicino al luogo del crimine, vide un uomo rimuovere un biglietto del posteggio da una Ford gialla parcheggiata. La donna vide l’uomo pochi minuti dopo la sparatoria e due giorni dopo avvertì la polizia. Un detective di Yonkers chiamò la polizia dicendo di avere dei sospetti su un certo Berkowitz. Quando la polizia perquisì l’automobile posteggiata nella casa di fronte all’appartamento dell’uomo, trovò l’arma, delle mappe dei luoghi delle sparatorie e una nuova lettera diretta al sergente Dowd.

La fine del serial killer:

Berkowitz fu arrestato a Yonkers il 10 agosto 1977. Le prime parole dopo l’arresto furono: “Mi avete preso. Perché ci avete messo così tanto?

Confessò tutti i suoi crimini in soli trenta minuti di interrogatorio. Durante le domande però sembrò suggerire alla polizia la propria infermità mentale, in quanto disse che il “Sam” menzionato nella prima lettera era un certo Sam Carr, un suo vicino di casa. Berkowitz disse inoltre che il cane di Carr era posseduto da un vecchio demone e che la stessa bestia gli ordinava di uccidere. Berkowitz disse di aver tentato di uccidere il cane ma ogni volta l’animale lo bloccava con una sorta di interferenza sovrannaturale. Il 12 giugno 1978 fu condannato a sei ergastoli per omicidi plurimi.

David Berkowitz

La vita in galera:

Berkowitz si fece soprannominare dai compagni di cella “David Berserkowitz” e fu riconosciuto come un satanista. Nell’ottobre 1978 Berkowitz inviò un libro sulla stregoneria e sull’occulto alla polizia del Dakota del Nord, sottolineandone alcuni passaggi. Inserì persino il nome di una donna uccisa, affermando di sapere notizie sul crimine. Berkowitz accettò l’invito dell’esorcista Malachi Martin di visitarlo e di discutere del suo passato. Disse di aver preso parte ad un culto che sacrificava animali a Satana e che gestiva un giro di pedo-pornografia. Berkowitz disse anche di non essere il Figlio di Sam, perché in molti erano questa figura.

Dopo la seduta David Berkowitz si descrisse come un cristiano rinato e disse che la sua ossessione per la pornografia aveva giocato un gran ruolo nei suoi delitti. Inviò varie lettere di scuse e chiarimenti e si giudicò per la prima volta pentito dei suoi atti. Berkowitz ha un sito ufficiale mantenuto da un gruppo religioso che riporta varie lettere del serial killer e gli ultimi aggiornamenti della sua vita.

Serial killer

 

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