Charles Manson

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di CHARLES MANSON.

Charles Manson

Charles Mansonnato a Cincinnati il 12 novembre 1934, è stato un serial killer e criminale statunitense. Diventò famoso per essere stato il mandante di due dei più efferati omicidi della storia degli Stati Uniti d’America. Quello di Cielo Drive, in cui furono assassinati Sharon Tate e quattro suoi amici, e quello ai danni di Leno LaBianca e sua moglie.

Chi era Charles Manson:

Sua madre, Kathleen Maddox, conduceva una vita sregolata e aveva sedici anni quando diede alla luce il figlio. La ragazza dovette rivolgersi alle autorità giudiziarie che riconobbero in un certo “colonnello Scott” il padre del bimbo. Dopo avere convissuto per un certo periodo con un tale William Manson (da cui Charles ricevette il cognome), la Maddox continuò nella sua vita irregolare, compiendo anche reati gravi che le procurarono la carcerazione per qualche anno. Durante il periodo della detenzione, il figlio andò ad abitare con degli zii in West Virginia, fino a quando fu messo in un istituto per l’infanzia in Indiana.

La sua carriera criminale Charles Manson la iniziò con furti d’auto e rapine, finché compì il suo primo reato federale a sedici anni. Aveva trasportato oltreconfine un’auto rubata e finì in riformatorio. In riformatorio alternò tentativi di fuga e aggressioni, a periodi di buona condotta. Perse l’opportunità della libertà condizionata per avere sodomizzato un giovane detenuto.

Ottenuta la libertà condizionata a metà del 1954, tornò a vivere dai parenti in West Virginia e lì conobbe un’infermiera, Rosalie Jean Willis, con la quale si sposò. Continuò la propria carriera delinquenziale insistendo nel furto di auto e nel loro trasporto oltre il confine di stato. Fu nuovamente arrestato in California, ma le capacità oratorie e di convincimento di Manson e la condizione della moglie che lo accompagnava in stato di gravidanza, riuscirono ad ammorbidire lo psichiatra che lo esaminava. Lo psichiatra suggerì al giudice la libertà vigilata, misura a cui il malvivente non si sottopose dileguandosi per l’ennesima volta. Riacciuffato, fu spedito nel penitenziario di Terminal Island per scontare una pena di tre anni. Ci sarà un successivo arresto.

Charles Manson

Celle del carcere di McNeil Island, 1935

Negli anni trascorsi in galera, si formò un bagaglio culturale inquietante. Imparò persino a controllare e manipolare le persone.
Studiò avidamente necromanziamagia neraesoterismo massonicochirosemanticascientologiamotivazione subliminale e ipnotismo. In carcere imparò da un detenuto a suonare la chitarra, portandolo a dedicarsi in modo ossessivo alla musica e alla composizione di canzoni. Charles Manson fu rilasciato su cauzione nel marzo 1967. Decise di divenire un musicista hippy, forte del riscontro positivo che questo movimento aveva a quei tempi e mettendo a frutto le capacità musicali acquisite in carcere. Dichiarò in seguito di essere stato un fan dei Beatles.

La nascita della Family:

In tempo per la Summer of Love, si trasferì a San Francisco dove raccolse intorno a sé un gruppo di giovani, il più di sesso femminile, soggiogati dal suo carisma, dalla sua chitarra e dalle sue capacità oratorie. Reclutò fra le prime Mary Brunner, Lynette “Squeaky” Fromme, Patricia Krenwinkel, Susan Atkins (alle quali si sarebbero aggregate l’anno successivo Sandra Good e Leslie Van Houten) che gli sarebbero rimaste a fianco ben oltre le macabre notti estive del 1969. Alla brigata si unirono anche Bruce Davies e Bobby Beausoleil. Per la fine del 1967 il gruppo si mise a vagabondare in un autobus scolastico dipinto di nero.

Il gruppo prese il nome di The Family o anche The Manson Family. L’uomo riuscì a raccogliere un cospicuo numero di adepti, circa cinquanta persone. Molti di loro erano ragazzi che avevano avuto una vita dura, con problemi familiari e spesso di disadattamento sociale. Charles Manson era considerato un leader religioso oltre che morale. Affermava infatti di essere la reincarnazione di Gesù Cristo e di Satana insieme e i suoi adepti gli erano molto devoti.

Oltre che per la connotazione religiosa, il suo gruppo differiva dalle “comuni” hippy per il palese e dichiarato disprezzo che nutriva nei confronti dei neri. Manson profetizzava infatti che ci sarebbe stata una guerra civile interrazziale tra bianchi e neri. Una guerra dove alla fine, The Family avrebbe regnato.

Charles Manson Family

La Family di Manson

La The Family viveva di furti e altre attività criminali. Nel mentre i membri della setta suonavano la chitarra, praticavano sesso di gruppo e faceva uso di stupefacente, sopratutto di hashish e LSD. In futuro sarebbero diventati degli assassino.
Charles Manson voleva diventare un musicista famoso come i suoi idoli e nell’estate del 1968 tentò di realizzare il suo sogno. Si recò in uno studio discografico di Los Angeles, con il supporto economico di Dennis Wilson, batterista dei Beach Boys. Aveva conosciuto Dennis Wilson dopo che questi aveva dato un passaggio a due ragazze della Famiglia che facevano autostop. A un brano di Charles Manson, Cease to Exist, fu fatto un arrangiamento dai Beach Boys e inserito nell’album 20/20 (1969) con un nuovo titolo (Never Learn Not to Love). I testi furono modificati, cosa che suscitò in Manson rabbia nei confronti dell’ex amico.

Il serial killer Charles Manson e la Family:

Il 9 agosto 1969 Charles Manson pianificò e realizzò un’intrusione a Cielo Drive, un ricco quartiere di Los Angeles, con l’obiettivo di penetrare nella villa al momento abitata da Roman Polanski e Sharon Tate, attrice e moglie del regista, incinta di otto mesi, e quella sera frequentata anche da alcuni loro amici.  Fu lì che si consumò il massacro.

La villa era di proprietà di Terry Melcher, artista e produttore musicale, il quale aveva espresso inizialmente interesse nei riguardi di alcune canzoni composte da Manson, ma che successivamente si era rifiutato di scritturarlo come musicista per la Columbia Productions. La villa divenne per Charles Manson il simbolo di tutti coloro che l’avevano rifiutato. Manson si era recato in quella villa in precedenza col desiderio di incontrare nuovamente Melcher per fargliela pagare, ma non ci riuscì. Era stato allontanato da un fotografo amico della Tate che gli aveva rivelato che la villa adesso fosse abitata dai coniugi Polanski.

Sharon Tate

Sharon Tate, 1967

La notte degli omicidi, Polanski non c’era: era a Londra per lavoro. Charles Manson rimase nel ranch dove risiedeva l’organizzazione; a eseguire gli ordini furono Charles Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian. Andarono alla villa armati di coltelli e un revolver e una corda di nylon. Tagliarono i fili del telefono per impedire di dare l’allarme e, a eccezione di Linda Kasabian che fece da palo, gli altri entrarono nella villa. In quei frangenti si accingeva a uscire un amico in visita al guardiano della villa, il quale fu trivellato da Tex Watson. Poi, nella villa non ebbero alcuna pietà.

Il primo a morire fu il parrucchiere Jay Sebring, che implorò di lasciar in vita Sharon Tate in quanto incinta. Fu ferito con un colpo di revolver all’ascella e finito con una serie di coltellate. La successiva vittima fu Voityck Frykowski, accoltellato da Susan Atkins. Stessa sorte anche per la Folger, accoltellata ripetutamente. L’ultima vittima fu Sharon Tate, 26 anni, incinta di otto mesi. Con uno straccio intriso del sangue dell’attrice, la Atkins scrisse sulla porta da cui avevano fatto irruzione “PIG“. Sullo specchio del bagno venne scritto “Helter Skelter“, un espressione inglese che significa “confusione” o “alla rinfusa”, interpretata da Manson come “arrivo del caos” e “fine del mondo”; titolo di una canzone dei Beatles. Non ci furono sopravvissuti alla strage.

I massacri della Family non si placarono e il giorno dopo furono uccisi l’imprenditore Leno LaBianca e la moglie; furono colpita da più di quaranta colpi alla testa con una forchetta. Su una parete scrissero “Death to Pigs” col sangue delle vittime e sul frigorifero le parole Helter Skelter, con un errore ortografico inconscio.
Un altra vittima fu Gary Hinman, insegnante di musica, che aveva dato ospitalità alla Family. Morì accoltellato e fu tracciata la scritta “Political Piggy“. Poi uccisero anche un membro della setta, Donald Shea, colpevole di aver sposato una donna nera e tramare lo sfratto della Family dal rifugio. Fu fatto a pezzi, impacchettato e seppellito nel letto di un torrente.

La fine del serial killer:

L’attività criminosa della “Famiglia” continuò incontrastata per altri mesi, mettendo in subbuglio l’America. Poi il procuratore Vincent Bugliosi, di origini italiane, riuscì a trovare le prove che incastravano Charles Manson. Inoltre alcuni seguaci lo tradirono; testimone chiave nel processo fu Linda Kasabian, la ragazza che ricoprì il ruolo di “palo” la sera del 9 agosto 1969.

Manson fu così arrestato per quello che viene ricordato come Il caso Tate-LaBianca e fu accusato di essere il mandante degli omicidi.

Charles Manson

Nel 1970 cominciò il processo contro Charles Manson, dove si presentò con una X incisa sulla fronte. In seguito, dopo diversi anni di prigione, Manson stesso modificò l’incisione sulla fronte facendola diventare una svastica. Il processo è entrato nella storia degli Stati Uniti per la sua incredibile lunghezza: il solo dibattimento preliminare durò quasi un anno. Charles Manson non confessò gli omicidi della sua banda, né le altre azioni criminali; Susan Atkins invece, parlò. Rivelò che Manson aveva programmato di uccidere delle celebrità come Liz TaylorSteve McQueenRichard Burton e Frank Sinatra.

Il 29 marzo 1971 il processo si chiuse con la condanna a morte di tutti i componenti della “Family“. Tuttavia, nel 1972 lo Stato della California abolì la pena di morte e per Charles Manson e la sua setta la pena commutata in ergastolo. Morirà il 19 novembre 2017 per emorragia intestinale.

Serial killer

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