Charles Manson

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di CHARLES MANSON.

Charles Manson

Charles Manson, nato a Cincinnati il 12 novembre del 1934, è stato un serial killer e criminale statunitense. Divenne famoso per l’omicidio di Cielo Drive, in cui furono assassinati Sharon Tate e quattro suoi amici.

Chi era Charles Manson

Figlio di una donna che conduceva una vita sregolata, nacque quando lei aveva solo 16 anni. La nascita di un figlio non cambiò il modo di vivere della donna, la quale finì persino in carcere e il piccolo Charles fu andò a vivere dagli zii in West Virginia.

La carriera criminale di Charles Manson iniziò molto presto, furti e rapine erano il suo forte, e quindi a 16 anni commise un reato federale e finì in riformatorio. Tornato in libertà nel 1954, conobbe un’infermiera, Rosalie Jean Willis, con la quale si sposò. Insieme a lei ripresero i furti e il trasporto di auto rubate oltreconfine. Ciò durò fino a quando la polizia lo arrestò e lo mandò nel penitenziario di Terminal Island per scontare 3 anni.

Durante gli anni della galera, si formò un bagaglio culturale inquietante; imparò persino a controllare e manipolare le persone. Studiò la magia nera, l’esoterismo e persino a compiere gli ipnotismi. Oltre ciò imparò a suonare la chitarra, portandolo a dedicarsi in modo ossessivo alla musica e alla composizione di canzoni. Rilasciato nel 1967, decise di divenire un musicista hippy; dichiarando di essere un fan dei Beatles.

La nascita della Family

In tempo per la Summer of Love, si trasferì a San Francisco e raccolse un gruppo di giovani intorno a sé, il più di sesso femminile, soggiogati dal suo carisma, dalla sua chitarra e dalle sue capacità oratorie. Reclutò fra le prime Mary Brunner, Lynette “Squeaky” Fromme, Patricia Krenwinkel, Susan Atkins (alle quali si sarebbero aggregate l’anno successivo Sandra Good e Leslie Van Houten) che gli sarebbero rimaste a fianco ben oltre le macabre notti estive del 1969. Alla brigata si unirono anche Bruce Davies e Bobby Beausoleil. Per la fine del 1967 il gruppo si mise a vagabondare in un autobus scolastico dipinto di nero.

Il gruppo prese il nome di The Family o anche The Manson Family. L’uomo riuscì a raccogliere un cospicuo numero di adepti, circa cinquanta persone. Molti di loro erano ragazzi che avevano avuto una vita dura, con problemi familiari e spesso di disadattamento sociale. Charles Manson era considerato un leader religioso oltre che morale. Affermava infatti di essere la reincarnazione di Gesù Cristo e di Satana insieme e i suoi adepti gli erano molto devoti.

Oltre che per la connotazione religiosa, il suo gruppo differiva dalle “comuni” hippy per il palese e dichiarato disprezzo che nutriva nei confronti dei neri. Charles Manson profetizzava infatti che ci sarebbe stata una guerra civile interrazziale tra bianchi e neri. Una guerra dove alla fine, The Family avrebbe regnato.

Charles Manson

La Family viveva di furti e altre attività criminali. Oltre ciò suonavano la chitarra, facevano sesso di gruppo, usavano stupefacenti e molto presto sarebbero diventati degli assassini.

Charles Manson aveva un sogno, diventare un musicista famoso come i suoi idoli e nell’estate del 1968 cercò di realizzare il suo sogno. Si recò in uno studio discografico di Los Angeles, con il supporto economico di Dennis Wilson, batterista dei Beach Boys. Aveva conosciuto Dennis Wilson dopo che questi aveva dato un passaggio a due ragazze della Famiglia che facevano autostop. A un brano di Charles Manson, Cease to Exist, fu fatto un arrangiamento dai Beach Boys e inserito nell’album 20/20 (1969) con un nuovo titolo (Never Learn Not to Love). I testi furono modificati, cosa che suscitò in Manson rabbia nei confronti dell’ex amico. Vendetta sarebbe stata fatta.

Il serial killer Charles Manson

Il 9 agosto del 1969 Charles Manson pianificò e realizzò un’intrusione a Cielo Drive, un ricco quartiere di Los Angeles. Il suo obiettivo era quello di penetrare nella villa al momento abitata da Roman Polanski e Sharon Tate, attrice e moglie del regista, incinta di otto mesi, e quella sera frequentata anche da alcuni loro amici. Fu lì che si consumò il massacro.

La villa era di proprietà di Terry Melcher, artista e produttore musicale, il quale aveva espresso inizialmente interesse nei riguardi di alcune canzoni composte da Manson, ma che successivamente si era rifiutato di scritturarlo come musicista per la Columbia Productions. La villa divenne per Charles Manson il simbolo di tutti coloro che l’avevano rifiutato.

La notte degli omicidi Roman Polanski non c’era, era a Londra per lavoro. Charles Manson rimase nel ranch dove risiedeva l’organizzazione; a eseguire gli ordini furono Charles Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian. Alla villa, giunsero armati di coltelli, revolver e una corda di nylon. Tagliarono i fili del telefono per impedire di dare l’allarme e, a eccezione di Linda Kasabian che fece da palo, gli altri entrarono nella villa. In quei frangenti si accingeva a uscire un amico in visita al guardiano della villa, il quale fu trivellato da Tex Watson. Poi, nella villa non ebbero alcuna pietà.

Il primo a morire fu il parrucchiere Jay Sebring, che implorò di lasciar in vita Sharon Tate in quanto incinta. Fu ferito con un colpo di revolver all’ascella e finito con una serie di coltellate. Poi morì Voityck Frykowski, accoltellato da Susan Atkins. Stessa sorte anche per la Folger, accoltellata ripetutamente. L’ultima vittima fu Sharon Tate, 26 anni, incinta di otto mesi.

Con uno straccio intriso del sangue dell’attrice, la Atkins scrisse sulla porta da cui avevano fatto irruzione “PIG“. Sullo specchio del bagno venne scritto “Helter Skelter“, un espressione inglese che significa “confusione” o “alla rinfusa”, interpretata da Manson come “arrivo del caos” e “fine del mondo”; titolo di una canzone dei Beatles. Non ci furono sopravvissuti alla strage.

I massacri della Family non si placarono e il giorno dopo assassinarono l’imprenditore Leno LaBianca e la moglie; colpita da più di quaranta colpi alla testa con una forchetta. Su una parete scrissero “Death to Pigs” col sangue delle vittime e sul frigorifero le parole Helter Skelter, con un errore ortografico inconscio. Poi assassinarono Gary Hinman e scrissero “Political Piggy“. L’ultimo a morire era stato Donald Shea, membro della setta e colpevole di avere sposato una donna nera.

La fine del serial killer

L’attività criminosa della “Famiglia” continuò incontrastata per altri mesi, mettendo in subbuglio l’America. Poi il procuratore Vincent Bugliosi, di origini italiane, riuscì a trovare le prove che incastravano Charles Manson. Inoltre alcuni seguaci lo tradirono; testimone chiave nel processo fu Linda Kasabian, la ragazza che ricoprì il ruolo di “palo” la sera del 9 agosto 1969.

Manson fu così arrestato per quello che viene ricordato come Il caso Tate-LaBianca e fu accusato di essere il mandante degli omicidi.

Charles Manson

Nel 1970 cominciò il processo contro Charles Manson, dove si presentò con una incisa sulla fronte. In seguito, dopo diversi anni di prigione, Manson stesso modificò l’incisione sulla fronte facendola diventare una svastica. Il processo è entrato nella storia degli Stati Uniti per la sua incredibile lunghezza: il solo dibattimento preliminare durò quasi un anno. Charles Manson non confessò gli omicidi della sua banda, né le altre azioni criminali; Susan Atkins invece, parlò. Rivelò che Manson aveva programmato di uccidere delle celebrità come Liz TaylorSteve McQueenRichard Burton e Frank Sinatra.

Il 29 marzo 1971 il processo si chiuse con la condanna a morte di tutti i componenti della “Family“. Tuttavia, nel 1972 lo Stato della California abolì la pena di morte e per Charles Manson e la sua setta la pena venne commutata in ergastolo. Morirà il 19 novembre 2017 per emorragia intestinale.

 

 

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