Carroll Cole

Per la rubrica sui più folli mai esistiti sul pianeta, oggi parleremo di CARROLL COLE.

Carroll Cole

Carroll Cole, nato il 9 maggio del 1938 e deceduto il 6 dicembre del 1985, è stato un serial killer che uccise almeno 15 donne e strangolò un ragazzo. Potremmo soprannominarlo il serial killer con il nome di donna e tendenzialmente sadico. Il suo caso rappresenta il tipico esempio da manuale di come il comportamento distaccato e denigratorio dei genitori possa essere distruttivo per un bambino e per il suo sviluppo psicofisico.

Chi era Carroll Cole

Carroll Cole è nato a Sioux City ed era il secondo figlio di LaVerne e Vesta Cole. Quando il padre partì per la seconda guerra mondiale e il piccolo Carroll rimase con la madre, allora iniziarono i soprusi. Sua madre prese a vestirlo da donna (folle che già gli avesse affibbiato un nome femminile) e lo vessava con insulti e altri atteggiamenti denigratori.

Per Carroll Cole, andare a scuola era un inferno, poiché i compagni lo prendevano in giro per il fatto che vestisse abiti femminili. E così avvenne la prima tragedia. A soli 8 anni Carroll Cole annegò un compagno di classe della pari età in un lago a Richmond perché lo aveva deriso. La morte è stata considerata un incidente dalle autorità, fino a quando Cole l’ha confessato molti anni dopo in un’autobiografia che ha scritto in prigione.

Al momento di questo evento durante un’intervista alla stampa, Carroll Cole ha dichiarato: “Ero preparato, avevo preso l’impegno mentale che avevo intenzione di ottenere anche con mia madre, e le cose si sono appena formate e si sono trasformate in un’ossessione“.

Con gli anni a venire la stabilità mentale di Carroll peggiorò e finì in vari ospedali psichiatrici. Su di lui, il dr. Weiss scrisse: “Sembra avere paura della figura femminile e non può avere rapporti con lei, ma deve ucciderla prima che possa farlo“.

Trasferitosi a Dallas dove viveva il fratello maggiore, incontrò e sposò una spogliarellista alcolizzata di nome Billie Whitworth, anche se questo non ha cambiato la sua prospettiva verso le donne. Il matrimonio è finito quando Cole ha bruciato un motel dopo essersi convinto che lei stesse facendo sesso con degli uomini. Poi tra tentativi di strangolamento a delle donne, fece dentro e fuori dal carcere per alcuni anni.

Il serial killer Carroll Cole

La prima vittima di Carroll Cole da adulto è stata Essie Buck, che aveva incontrato in una taverna di San Diego il 7 maggio 1971. L’ha strangolata a morte nella sua auto e ha girato con il suo corpo nel bagagliaio prima di scaricarlo.

Solo 2 settimane dopo, uccise una donna non identificata e la seppellì in una zona boscosa. In seguito affermò che si erano rivelati infedeli ai loro mariti, e così gli ricordò la sua madre adultera.

Nel luglio del 1973, sposò la cameriera Diana Pashal, anch’essa alcolizzata. Litigavano spesso e Cole andava via di casa per alcuni giorni, durante i quali commetteva degli omicidi. Sembra che si sia persino mangiato una donna. Poi, nel settembre 1979, strangolò a morte la sua nuova moglie. Agghiacciante che quando la polizia trovò il corpo, scagionò Carroll Cole e affermò che la donna era deceduto per abuso di alcol e droga.

Nel 1979, Carroll Cole incontra Marie Cushman in un bar di Las Vegas . Quella stessa sera, i due sono andati in un motel dove hanno fatto sesso, poi l’ha uccisa per strangolamento.

Dopo l’omicidio di Las Vegas, tornò a Dallas, dove uccise altre tre donne nel novembre 1980.

La fine del serial killer

Arrestato dopo che lo trovarono sulla scena di un delitto, il 9 aprile 1981 lo condannarono all’ergastolo. Nel 1984 sua madre morì e il suo atteggiamento cambiò. Accettò di affrontare ulteriori accuse di omicidio depositate in Nevada, anche se potrebbe significargli la pena di morte .

Alla fine dei conti, nell’ottobre del 1984 lo condannarono a morte per le sue ulteriori confessioni. Quando approvarono la condanna, disse: “Grazie, giudice.” Cole fu giustiziato per iniezione letale nel Nevada State Prison il 6 dicembre 1985.

Ecco, dunque, spiegato il percorso evolutivo di un ragazzo normale che umiliato, maltrattato e deriso da tutti nell’arco della sua delicata fase di crescita, ha sviluppato un io distruttivo che ha sfogato violentemente la sua rabbia contro ciò che odiava di più nella vita: sua madre, matrice di tutte le sue sventure e tutto ciò che gliela ricordava, cioè il genere femminile.

 

 

 

 

 

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