Assassinio di Jessica Lunsford

Nella storia horror di oggi si racconta dell’ASSASSINIO DI JESSICA LUNSFORD, un fatto di cronaca nera che avvenne nel febbraio del 2005, quando il pedofilo John Couey (allora quarantasettenne), la rapisce dalla casa dei suoi in Florida.

Assassinio di Jessica Lunsford

Dovete sapere che la “Legge di Jessica” o “Jessica Lunsford Act” è una legge ottenuta dal padre di Jessica che consiste nell’inasprimento delle vecchie pene: chiunque, nello Stato della Florida, molesti un bambino sotto i 12 anni si prende una condanna a 25 anni di carcere più il braccialetto elettronico a vita e, se la molestia diventa abuso, si passa all’ergastolo.

Il rapimento di Jessica Lunsford

Jessica Marie Lunsford, nata il 6 ottobre del 1995, era una bambina (aveva solo 9 anni) americana di Homosassa, in Florida. Il 24 Febbraio del 2005, la piccola Jessica sparisce dalla sua cameretta e nessuno sa dove potesse essere finita, così le ricerche si attivano immediatamente e vengono subito ricercati i criminali sessuali precedentemente condannati e risiedenti in zona. Dalle ricerche, spunta subito il nome di John Couey, il quale ha denunce per furto con scasso, reati sessuali sui minori e per droga.

Quando la piccola Jessica viene prelevata con la forza dal letto della sua casa, ha in mano un delfino di peluche di colore viola. “Zitta o finisce male“: le disse il sequestratore mentre la trascinava in una roulotte parcheggiata dall’altro lato della strada. Agghiacciante che la violenterà quella stessa notte.

Le indagini sulla scomparsa di Jessica Lunsford

Divenuto subito il primo sospettato per il rapimento di Jessica Lunsford, gli investigatori si recano a casa di John Couey senza un mandato di perquisizione, ma soltanto per fargli delle domande. L’uomo dirà di non saperne nulla e gli investigatori se ne andranno senza nulla tra le mani. Tuttavia, i sospetti sull’uomo rimangono e quindi, il giudice concede il mandato. All’arrivo della polizia la casa è vuota e di John Couey si sono perse le tracce.

L’uomo sarà comunque arrestato il 12 marzo, per possesso di cannabis, e quindi viene interrogato per la scomparsa della piccola Jessica. Nel suo appartamento, posto a soltanto 65 metri dalla casa dei Lunsford, la polizia non troverà nulla d’insolito e lui continuerà a dire di non saperne nulla. La polizia sarà costretta a rilasciarlo, ma inizia a sorvegliarlo.

Due giorni dopo lo videro entrare in una roulotte e gli investigatori ottennero dalla sorellastra di Couey, Dorothy Dixon, il permesso di perquisire la sua roulotte al West Snowbird Court di Homosassa. All’interno troveranno un materasso e dei cuscini macchiati di sangue, le analisi dimostreranno essere il sangue di Jessica Lunsford.

Il 17 marzo del 2005 John Couey fu arrestato, accusato dell’omicidio di Jessica Lunsford e trasportato nel carcere della contea di Citrus in Florida.

La confessione di John Couey

Il 18 marzo 2005, John Couey rilasciò una confessione audio-registrata e filmata per avere rapito , violentato e assassinato Jessica Lunsford.

Nella sua confessione, disse di avere già visto la ragazzina suonare nel suo cortile e di pensare che avesse “circa 6 anni“. Spiegò che la notte del rapimento aveva intenzione di svaligiare la casa dei Lunsford, ma che quando aveva visto la ragazzina, “agì d’impulso e la prese.

Disse di essere entrato nella casa verso le tre del mattino attraverso una porta aperta, di avere svegliato la ragazzina e di averle detto di non urlare e di seguirlo fuori. Ammise di averla violentata quella stessa notte, di nuovo al mattino, di averla chiusa dentro l’armadio e di averle ordinato di rimanere lì in sua assenza.

Tre giorni dopo averla rapita, la costrinse a entrare in due sacchi della spazzatura dicendo che l’avrebbe “portata a casa“, invece la seppellì viva. La morte, nonostante il tentativo della piccola Jessica di bucare il sacco per far entrare l’aria, sopraggiunse nel giro di 2-3 minuti.

La scoperta del corpo e il procedimento penale del mostro

Il 19 marzo, la polizia ha trovato il corpo di Jessica Lunsford sepolto in un sacchetto di plastica in una buca poi coperta con delle foglie. Il corpo della ragazzina fu rimosso dal terreno e trasportato nell’ufficio del coroner, dove fu registrato per avere subito una decomposizione da “moderata” a “grave“.

Secondo i rapporti dell’autopsia rilasciati pubblicamente, la piccola aveva infilato due dita nei sacchetti prima di soffocare e le dita si erano scheletrite. Il medico legale ha stabilito che la morte sarebbe avvenuta anche nelle migliori circostanze entro 2-3 minuti dalla mancanza di ossigeno.

Il 7 marzo del 2007, John Couey verrà dichiarato colpevole di omicidio di primo grado, rapimento, violenza sessuale e viene condannato a morte. Lui si dichiarerà sempre innocente fino alla sua morte avvenuta nel 2009 per cause naturali.

 

 

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