America notte di Juri Casati

AMERICA NOTTE di Juri Casati è un’antologia di racconti horror pubblicata dalla casa editrice Dark Zone.

America notte

America notte, scritto molto bene e in maniera efficacemente scorrevole, racchiude ben 5 racconti dell’orrore con uno stile decisamente gotico. La peculiarità di questi racconti horror, come tra l’altro si può dedurre dal titolo, si svolgono tutti quanti in America, nella sua parte tenebrosa e ignota. Cinque racconti neri, cinque declinazioni del male che hanno unico palcoscenico: gli Stati Uniti d’America.

  • Strani reperti vengono portati alla luce nella miniera di Frink, dove un misterioso morbo colpisce i minatori portandoli alla follia.
  • Un reduce del Vietnam che gira per l’America per dimenticare il proprio passato s’imbatte in un fantasma che gli chiede un grosso favore.
  • Un vampiro fa la sua comparsa in un villaggio dell’Idaho così come aveva previsto un’antica leggenda locale.
  • Il figlio di un celebre mago viene messo a conoscenza dei terribili esperimenti del padre.
  • Un ragazzo inseguito da dodici anni da un uomo senza una mano torna nel New England per distruggere le formule magiche del patrigno.

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UN CASO DI VAMPIRISMO IN AMERICA

Il dottor Abraham Lewis, l’illustre luminare, non aveva mai
voluto raccontare a nessuno gli eventi di cui fu testimone a
inizio carriera, quando era ancora un giovane medico di campagna,
fresco di nomina nel paese di Alridge.
Qualche mese fa volle farlo con me, facendomi però giurare
che li avrei divulgati solo dopo la sua morte.
Ora scrivo queste poche righe in uno stato di commozione
profonda per la recente scomparsa del mio maestro, il dottor
Lewis, avvenuta due sere fa. Con la sua morte si scioglie anche
il giuramento che gli feci e lascio al lettore il compito di giudicare
come meglio crede i fatti che seguono.
*
Il dottor Lewis giunse ad Alridge – paese nel quale avrebbe
dovuto prendere servizio il giorno dopo – nel tardo pomeriggio
del 21 novembre 1852. Si trattava di una piccola comunità
sperduta nell’Idaho meridionale, tra foreste scure e strade
che nei mesi invernali diventavano spesso impraticabili. La via
che conduceva ad Alridge, prima di entrare nel centro abitato,
lambiva un cimitero nel quale, al momento dell’arrivo del
dottor Lewis, si stava celebrando un funerale.

La posizione del camposanto, un modesto rettangolo infossato rispetto al livello
della strada, gli consentì di assistere alla cerimonia senza che
nessuno potesse accorgersi della sua presenza. Egli notò subito
che alle esequie erano presenti pochissime persone.

Anzi, a parte un becchino con un vistoso crocifisso al collo e il prete,
al dottor Lewis parve che non ci fosse nessun altro.
Pochi giorni dopo il funerale cominciarono a verificarsi i primi
casi del morbo.
I soggetti colpiti erano tutte donne, giovani. I sintomi erano
spossatezza, temperatura corporea inferiore alla media, fastidio
di fronte alla luce, pallore profondo, inappetenza, insonnia
assoluta e allucinazioni. Queste ultime in particolare suscitavano
una profonda impressione negli abitanti del paese: le ragazze
vedevano sempre un essere con ali e denti aguzzi che
si chinava su di loro e spalancava la bocca.

Più in là di questo punto non si riusciva a capire, poiché i vaneggiamenti prendevano
il sopravvento e i discorsi diventavano incomprensibili.
Con il crescere del numero delle contagiate – si registrava
circa un nuovo caso al giorno –, cresceva anche una palpabile
inquietudine nel paese.

Inutile fu ogni tentativo del dottor Lewis, da pacato uomo
di scienza, di portare calma e razionalità tra quelle vecchie case
dove evidentemente proliferavano sciocche credenza pagane.
Inutile fu ogni suo tentativo di spiegare che, per contrastare la
diffusione del morbo, le preghiere non servivano a nulla e tanto
meno servivano i riti notturni ai quali assisteva ogni notte dalle
finestre del suo studio.

Inutile fu ogni suo tentativo di chiedere
chiarimenti in merito alla persona di cui aveva visto il funerale,
alle circostanze della sua morte e ai motivi dell’assenza
della famiglia. Nessuno aveva voglia di parlare di quell’uomo e
molti facevano il segno della croce solo a sentirne pronunciare
il nome. Era chiaro tuttavia che tutti lo considerassero come
l’origine del male oscuro che colpiva le ragazze.

I modesti libri in dotazione a un giovane e inesperto medico
di campagna – quale era allora il dottor Lewis – non erano di
alcun aiuto nell’individuare la natura e l’origine del contagio e
così si fece mandare altri libri dalla città e poi, non soddisfatto,
se ne fece mandare altri ancora.

E qualcosa, in certi testi scritti in francese che si era fatto
inviare dalla Biblioteca Universitaria di Boise effettivamente
c’era. Alcuni casi, in tutto e per tutto simili a quello a cui si
trovava di fronte lui, erano stati registrati anche in piccole e
remote comunità rurali dell’Europa orientale. Apprese così
di non trovarsi di fronte a una malattia, quanto piuttosto a
un fenomeno di autosuggestione collettiva che colpiva quasi
esclusivamente le comunità rurali più isolate e più esposte nei
confronti di quella che, alla fin fine, non era altro che un’atavica
superstizione.

La mattina dopo però, quando si stava preparando per una
nuova giornata di lavoro, il dottor Lewis venne attirato dalle grida
provenienti dalla strada. Gli abitanti stavano correndo verso
il cimitero, come impazziti, gridando frasi incomprensibili.
Anche lui corse per vedere cosa era successo e lì notò che il
cancelletto della cappella, dove si trovava il feretro di quell’uomo
tanto temuto, era stato forzato e che la sua bara era stata
scoperchiata. Sparsi a terra c’erano un piccone, un piede di
porco, un martello, un crocifisso, alcune torce spente, un rosario
e dei paletti di legno aguzzi. Il corpo dell’uomo invece era
sparito.

Il dottor Lewis si fece coraggio e chiese al prete, quasi con
brutalità, chi fosse quell’uomo e perché tutti ne avessero paura.
Il prete, pur tra mille tentennamenti, alla fine spiegò che
molti anni prima la chiesa locale aveva ricevuto dall’estero una
generosa donazione – molto generosa, a quanto pareva – che
proveniva dall’ultimo erede di una nobile famiglia dell’Europa
orientale. Il nobile chiedeva in cambio solo la concessione
di un piccolo spazio nel cimitero di Alridge per costruirvi
una cappella che avrebbe dovuto ospitare le sue spoglie.

La proposta fu accettata e della vicenda non si parlò più per
anni, finché non giunse in paese la notizia della morte di
quell’uomo seguita, dopo qualche settimana, dalla sua bara.
I primi casi del morbo riportarono però alla memoria un’antica
storia locale – una di quelle che si raccontavano davanti al
fuoco nelle sere d’inverno – che preconizzava l’arrivo di uno
straniero che avrebbe aggredito di notte le ragazze del paese
per succhiare il loro sangue.

La stessa leggenda tramandava anche quale fosse l’unico rimedio possibile per liberarsi dello
straniero: conficcargli un paletto di frassino nel cuore.

Alcuni abitanti del paese si erano convinti che le ombre tremolanti
proiettate dal fuoco del camino davanti al quale si raccontavano
quelle storie avessero preso vita e pertanto avevano
deciso di esumare il corpo dello straniero per ucciderlo con un
paletto. Quando però avevano scoperchiato la bara, si erano
trovati di fronte a un animale enorme che aveva spiccato il
volo senza lasciar loro il tempo di colpirlo e che era filato via
come un’ombra scura nella neve.

Davanti a quella bara vuota, prova irrefutabile della presenza
ad Alridge di un essere maligno, si stava raccogliendo ora
un drappello di contadini decisi a dare la caccia a quell’essere,
qualsiasi cosa fosse.

Il dottor Lewis tentò di dissuaderli e, citando i libri che aveva
letto, chiese loro di non farsi suggestionare da leggende e
superstizioni che non avevano alcun fondamento scientifico.
Tuttavia anche lui dovette prendere parte, seppur da spettatore,
a quell’assurda caccia, se non altro per soccorrere gli eventuali
feriti.

E poi c’era il fatto che il corpo di quell’uomo era sparito
e ciò non poteva essere derubricato a mera superstizione.
E fu proprio il dottor Lewis verso sera – proprio lui che era
così scettico – il primo a scorgere in lontananza un uomo che
fuggiva sulla neve. Era l’uomo che cercavano ?

O era piuttosto il volo sgraziato di un pipistrello sulla neve ? Comunque sia
quell’essere fuggiva, braccato dai suoi inseguitori, verso l’aperta
campagna, nel turbinio di un’improvvisa bufera di neve
notturna.

Da quel momento in poi le battute di caccia si susseguirono
le une alle altre per tre giorni e tre notti sotto una nevicata
incessante. Una dopo l’altra tutte le pattuglie di contadini
ar-mate di forconi, torce, crocifissi e paletti però ritornarono
sfinite alla base dicendo di non aver trovato nulla.

Era strano: la neve era caduta, le tracce dovevano essere ben
visibili e almeno qualche pattuglia avrebbe dovuto incrociarle.
Solo alcune settimane dopo un gruppo di bambini rinvenne
casualmente la carcassa di un animale semicongelato che aveva
un volto dai lineamenti terribili, ma anche eleganti, e che indossava
degli abiti di ottima fattura anche se di un gusto molto
antiquato.

Gli adulti spiegarono allora ai bambini che si trattava di
uno straniero, irsuto e deforme, che era arrivato dalla Huron-
Manistee Forest e che era stato sorpreso e ucciso dalla tormenta
di neve che si era verificata alcune settimane prima del
rinvenimento di quei resti.
Ma le sue ali, il suo corpo coperto di pelo ispido e suoi denti
aguzzi smentivano la sua appartenenza al genere umano, mentre
il paletto di frassino conficcato all’altezza del cuore smentiva
la tesi della morte accidentale.

La carcassa fu cremata la sera del ritrovamento e le sue ceneri
furono gettate nel Blackfoot River quella notte stessa, in un
punto che il dottor Lewis preferì non conoscere mai.

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Biografia dell’autore:

Dati personali:

Nome: Juri

Cognome: Casati

Luogo di nascita: Monza (MB)

Data di nascita: 21/02/1975

Titolo di studio: Laurea in Filosofia

Professione: impiegato in un’Agenzia per il Lavoro

Indirizzo: via A. Villa, 8 – 20854 Vedano al Lambro (MB)

Mail: juri.casati@gmail.com

Cell.: 340 0884622

Breve cv:

2006: Primo classificato nel concorso di creatività pubblicitaria “Job Buster”, indetto dal Sole24Ore.

2007: Primo classificato al Festival del Racconto di Seregno.

2009-2010: Collaborazione con i siti Seroxcult e Scrigno scrivendo recensioni e racconti.

2009-2014: Collaborazione con la rivista free press Trantran intorno a Monza e Brianza, scrivendo circa 80 tra articoli, racconti e recensioni, e curando inoltre la rubrica dedicata ai pendolari.

2013: Pubblicazione dell’e-book I resti del vampiro e altri racconti neri (Amazon, 2013).

2014: Secondo classificato nel concorso “Scrittori in carrozza”, indetto dall’Università Cattolica e da Trenord, e il racconto intitolato La borsa è stato pubblicato nell’antologia Scrittori in carrozza (Ponte alle Grazie, 2014).

2014: Pubblicazione del racconto intitolato Il campo dei miracoli nell’antologia La Serra Trema (Dunwich Edizioni, 2014).

2014: Pubblicazione del racconto intitolato Ospedale Niguarda andata e ritorno nell’ebook antologico Halloween all’italiana 2014 (Letteraturahorror.it, 2014).

2015: Primo classificato ex aequo nel Premio Dino Buzzati “Cimitero Monumentale: un posto da vivere”.

2015: Due racconti sono stati tra i vincitori dei concorsi Fantapolitica e Star Trek indetti dalla rivista “IF Insolito & Fantastico” e sono poi stati pubblicati sulla medesima rivista (Cinque minuti prima sul n. 17 di febbraio 2015 e Attacco alla Base Luna sul n. 18 di aprile 2015).

2015: Pubblicazione del racconto intitolato La casa della vecchia levatrice nell’ebook antologico Halloween all’italiana 2015 (Letteraturahorror.it, 2015).

2015-oggi: Collaborazione con la rivista online Vorrei scrivendo recensioni di saggi.

2015: Pubblicazione del racconto intitolato Il delitto perfetto nell’ebook antologico Schegge per un Natale Horror 2015 (Letteraturahorror.it, 2015).

2015: Il racconto Davanti alla mia vecchia scuola è stato drammatizzato e trasmesso su Radio m2o durante la trasmissione MarioAndTheCity nella sezione City Drama Horror (12° episodio, andato in onda il 15/12/2015).

2016: Secondo classificato nel concorso Buonanotte e Sogni Horror 2015, e il racconto Dalle zombiadi alla guerra mondiale è stato pubblicato nell’e-book Buonanotte e Sogni Horror 2015 (Sognihorror.com, 2016).

2016: Pubblicazione del racconto Inchiesta preliminare sul presunto caso dell’uomo leone nell’antologia 200 e uno di questi mostri (Esescifi, 2016)

2016: Pubblicazione del racconto Japanese zombie nell’antologia Z di Zombie (Letteraturahorror.it, 2016)

2016: Pubblicazione del racconto Il messaggio nell’antologia Il magazzino dei mondi 3 (Delos Book, 2016)

2016: Pubblicazione del racconto Expo Zombi Milano nell’antologia 666 (Leima Edizioni, 2016).

2016: Pubblicazione del racconto La vendetta di Tim nell’antologia Nove strati di buio (Echos editore, 2016).

2016: Pubblicazione del racconto Manoscritto trovato in una bottiglia (minuscola) nell’antologia Letture a Sbaffo (Sad Dog Project, 2016).

2017: Pubblicazione del racconto Il carretto dei gelati nell’antologia Orrore al sole 2016 (Letteraturahorror.it, 2017)

2017: Pubblicazione del racconto Segreti e  bugie a Los Alamos nell’antologia Esescifi 2016 (Esescifi, 2017)

2018: Pubblicazione libro America notte (DZ Edizioni, 2018)

 

 

 

 

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